Ci sono circostanze, incontri e situazioni, nelle quali si avverte la
natura malevola, quando non malvagia, di persone e di ambienti nei
quali cercano di dominare, con riserve mentali, autoconvinzioni inconfessabili, apporti culturali allogeni, etnici, linguaggi criptici, insinuandosi negli accordi combriccolari, concorrendo alle esclusioni
arbitrarie e nutrendone le presunzioni malevole che ne derivano.
E' una condizione etologica, prima che diventi pseudo-culturale.
E' ravvisabile negli asili, nelle case protette, nei cortili abbandonati delle case popolari e, con particolare malignità, laddove si creino gerarchie o le si ereditino, facendole valere per un riflesso naturalistico.
Il modo si porsi, di allearsi, di subire o di reagire, sono gli antefatti identici delle contese sociali, o presunte tali, in democrazia.
A volte, da queste
situazioni non si può evadere, tal'altre non si vuole, legittimamente, ma
ci si espone al gioco perverso di nature squallide.
La mentalità,
l'ambiente formativo, le relazioni, senza o insieme al possesso
immeritato di denaro anche in età precoce, mettono in circolo dei
delinquenti, prima potenziali e poi in atto, responsabili di abusi ,
emarginazioni ed esclusioni, che passano a man salva sotto la tutela
implicita e quindi omertosa, degli scenari sociali in cui si collocano.
Queste
impressioni rimangono in fondo alla psiche, nell'inconscio e riemergono
quando non ci se lo aspetta, allorquando, nelle connessioni nascoste
dell'habitat adulto, ci si imbatte in talune di queste dissimulate, ma
non imperscrutabili personalità, spesso in grado di impaurire, di inibire
e quindi di prevalere, all'ombra di un pretesto e di una malizia
inglobata in un contesto formalisticamente dissimulato e coeso, sia pur
superficialmente, per escludere apporti non cinici.
Desiderio di non frequentazione, disagio, talvolta paralizzante, per passate frequentazioni, meccanismo che non consente di appartarsi senza esserne distrutti o accettati in veste insignificante o subordinata: gli stessi effetti che aveva sancito l'abusante, organico al sistema ed al modello, verso il quale, proprio per questo, sono - o sono ritenute - impossibili reazioni che rimettano le personalità violate in una sicurezza, non più, per ingenuità, repulsa, ma integrata.
L'integrazione, a questo punto, non è più possibile.
Il subconscio sociale si coalizza silenziosamente contro di lui.
Queste
persone sono immediatamente riconosciute dalla parte profonda dell'anima, dalla quale (ri)emerge un senso di insicurezza e di percezione di ostilità occulta che attivano il freno a
mano dell'incertezza.
Sono personalità nevrotizzanti, perché malevole.
Sono personalità contagiose: lasciano il "corpo" malato, ma non sovvertito, in un perenne squilibrio, apportatore di dolore e di fallimenti.
L'adattamento ad un'esperienza ( di base ) perversa, perverte la percezione del giusto e la adagia nel conformismo senza principi.
Da questo deriva il possibile pervertimento, del normale costume relazionale.
opinioni, letteratura, economia, diritto, critica, filosofia, arte, politica, natura, viaggi, società, umanità. Vecchio blog: http://logosiatreus.blogspot.it/
lunedì 5 giugno 2017
domenica 4 giugno 2017
L'indissolubile bilanciamento fra amore e odio.
La società-spettacolo si esercita in scontate, ma non prevenute imitazioni.
Ora va quella del kamikaze-martire, come è avvenuto al veglione di fine Champions a Torino.
Immagine e reazione di fuga inconsulta, a provocare la quale si esercitano attori che trasformano il gioco delle feste private in un partecipato disastro.
Se fosse un embrione di spiegazione delle stragi terrroristiche, comprese le stragi di Stato compiute, ad ogni latitudine, ogni volta che le circostanze politiche lo richiedono?
La guerra portata sul suolo degli aggressori remoti dai tanti discendenti autoctoni dei musulmani che sono usciti, in minima parte, dal bozzolo degli usi integrativi, dopo due o tre generazioni, è intrisa da un odio verso l'occidente ed i suoi costumi, che è rimasto intatto, parallelo alle comuni incombenze quotidiane.
E' una guerra di civiltà, condotta nell'ambito di un perimetro comune, alla quale non seguiranno separazioni, anche se il tentativo, maldestro e violento, di imborghesire, arricchendoli, i popoli islamici ( i popoli, non le cosiddette élites ) è naufragato negli usi delle guerre "crociate", mentre i ricchi feudatari - non i dittatori laici, deposti e uccisi - del rifiuto culturale fanno la leva della loro sopravvivenza, mentre i desposti religiosi e dinastici ( fra i despoti, sociologicamente e antropologicamente, le differenze sono apparenti ) finanziano le moschee, luoghi di diffusione della dottrina ed anche gli attentati in tutto il mondo influenzatore.
C'è una crasi, uguale a quella dei calendari, temporale e culturale, che trova il suo ricongiungimento a ritroso nei metodi, nei linguaggi, estremisti o diplomatici, della tradizione beduina.
Nel mondo non coinvolto nella modernità si continuano ad usare gli elementi verbali e propagandistici che anche i crociati, nell'anno 1943...dall'Egira anteponevano ai loro misfatti, riguardanti soltanto le popolazioni al riparo di fragili dimore o esposti senza riparo nelle strade.
Nelle società non più coscritte, perché la guerra non conosce più, per ora, un nemico sui confini o sulla stessa placca territoriale, gli usi, gli svaghi, le assemblee, le passeggiate, i ritrovi, non concoscono variazioni, tranne quelle imposte dai frequenti ed inutili stati d'allarme civico che vengono a intersecare la pur immutata vita ricreativa, ma anche scolastica, in classi multietniche.
I discendenti degli immigrati non frequentano le scuole umanistiche e storiche, figlie di una tradizione aliena ed avversaria, raramente quelle scientifiche, a loro volta elitarie, bensì, dopo quelle di base, le scuole tecniche, durante le quali ed all'uscita dalle quali, conosceranno uno sbocco professioanle secondario e limitato, salvo eccellenze utili alle imprese.
Le culture che conferiscono il senso di sé, rimangono intonse e non basta un rimescolio superficiale o, appunto, tecnico a omogeneizzarle, tanto meno a subordinarle.
Per questo, a seconda delle contingenze storiche, risorgono con i loro elementi intrinseci ed interconnessi, che non sono solo di pace e di amore, ma prevedono irremovibilmente, il loro contrario.
Si giustificano a vicenda.
Ora va quella del kamikaze-martire, come è avvenuto al veglione di fine Champions a Torino.
Immagine e reazione di fuga inconsulta, a provocare la quale si esercitano attori che trasformano il gioco delle feste private in un partecipato disastro.
Se fosse un embrione di spiegazione delle stragi terrroristiche, comprese le stragi di Stato compiute, ad ogni latitudine, ogni volta che le circostanze politiche lo richiedono?
La guerra portata sul suolo degli aggressori remoti dai tanti discendenti autoctoni dei musulmani che sono usciti, in minima parte, dal bozzolo degli usi integrativi, dopo due o tre generazioni, è intrisa da un odio verso l'occidente ed i suoi costumi, che è rimasto intatto, parallelo alle comuni incombenze quotidiane.
E' una guerra di civiltà, condotta nell'ambito di un perimetro comune, alla quale non seguiranno separazioni, anche se il tentativo, maldestro e violento, di imborghesire, arricchendoli, i popoli islamici ( i popoli, non le cosiddette élites ) è naufragato negli usi delle guerre "crociate", mentre i ricchi feudatari - non i dittatori laici, deposti e uccisi - del rifiuto culturale fanno la leva della loro sopravvivenza, mentre i desposti religiosi e dinastici ( fra i despoti, sociologicamente e antropologicamente, le differenze sono apparenti ) finanziano le moschee, luoghi di diffusione della dottrina ed anche gli attentati in tutto il mondo influenzatore.
C'è una crasi, uguale a quella dei calendari, temporale e culturale, che trova il suo ricongiungimento a ritroso nei metodi, nei linguaggi, estremisti o diplomatici, della tradizione beduina.
Nel mondo non coinvolto nella modernità si continuano ad usare gli elementi verbali e propagandistici che anche i crociati, nell'anno 1943...dall'Egira anteponevano ai loro misfatti, riguardanti soltanto le popolazioni al riparo di fragili dimore o esposti senza riparo nelle strade.
Nelle società non più coscritte, perché la guerra non conosce più, per ora, un nemico sui confini o sulla stessa placca territoriale, gli usi, gli svaghi, le assemblee, le passeggiate, i ritrovi, non concoscono variazioni, tranne quelle imposte dai frequenti ed inutili stati d'allarme civico che vengono a intersecare la pur immutata vita ricreativa, ma anche scolastica, in classi multietniche.
I discendenti degli immigrati non frequentano le scuole umanistiche e storiche, figlie di una tradizione aliena ed avversaria, raramente quelle scientifiche, a loro volta elitarie, bensì, dopo quelle di base, le scuole tecniche, durante le quali ed all'uscita dalle quali, conosceranno uno sbocco professioanle secondario e limitato, salvo eccellenze utili alle imprese.
Le culture che conferiscono il senso di sé, rimangono intonse e non basta un rimescolio superficiale o, appunto, tecnico a omogeneizzarle, tanto meno a subordinarle.
Per questo, a seconda delle contingenze storiche, risorgono con i loro elementi intrinseci ed interconnessi, che non sono solo di pace e di amore, ma prevedono irremovibilmente, il loro contrario.
Si giustificano a vicenda.
Nevrosi o psicosi?
Riunioni di massa, una volta i comizi, adesso le grandi riunioni mitologiche, musicali, sportive...cedimenti di strutture sovraccariche..ciascuno pensi per se, come se non si fosse tutti insieme a celebrare un rito.
Un'imitazione della guerra autorecitata, un richiamo all'irrazionale, alla festa immolatoria della vittoria che, trasformandosi in sconfitta, richiede un congruo bagno di sangue, il pianto, la paura il dolore...prima che si ritrasformino in rivalsa, in nuovo rito.
Ripetizione di un'altra mattanza etnica in forma simbolica.
Nevrosi o psicosi, stato d'animo di disordine emotivo o circoscritta pazzia?
Un'imitazione della guerra autorecitata, un richiamo all'irrazionale, alla festa immolatoria della vittoria che, trasformandosi in sconfitta, richiede un congruo bagno di sangue, il pianto, la paura il dolore...prima che si ritrasformino in rivalsa, in nuovo rito.
Ripetizione di un'altra mattanza etnica in forma simbolica.
Nevrosi o psicosi, stato d'animo di disordine emotivo o circoscritta pazzia?
Che cos'altro?
Nuove incursioni sul terreno, non di ruderi di città bombardate, ma di "passeggi" turistici, dove l'allarme terrorismo è entrato a far parte della quotidianità, come le sirene prima delle incursioni della seconda guerra mondiale.
Però, quest'ultima non sarebbe guerra.
Perché? Portata da chi?
I frutti marci e sparpagliati del globalismo, la reazione primitiva all'aggressione alle proprie culture preindustriali - figurarsi prefinanziarie - espressa, a sua volta, in forme ferine, l'organizzazione "razionale" della difesa sul proprio suolo e dell'attacco remoto, secondo un modello mondialista, ma lacunoso, si confondono nel macello e tornano a differenziarsi nell'analisi di parte, anzi di una sola parte.
E' l'assimetria simmetrica della guerra.
Però, quest'ultima non sarebbe guerra.
Perché? Portata da chi?
I frutti marci e sparpagliati del globalismo, la reazione primitiva all'aggressione alle proprie culture preindustriali - figurarsi prefinanziarie - espressa, a sua volta, in forme ferine, l'organizzazione "razionale" della difesa sul proprio suolo e dell'attacco remoto, secondo un modello mondialista, ma lacunoso, si confondono nel macello e tornano a differenziarsi nell'analisi di parte, anzi di una sola parte.
E' l'assimetria simmetrica della guerra.
venerdì 2 giugno 2017
Sopravvenienze.
La festa della Repubblica italiana è stata una manifestazione postuma, celebrata da uno degli ultimi Presidenti in grado di ricordarla.
Chissà se i Mattarella, in casa, erano stati monarchici o repubblicani: al sud molti ancor oggi sono monarchici.
La Lega nazionalista non ha festeggiato e si è differenziata, in questo, dalla sua base storica, per la quale, al tempo del movimento operaio, la Repubblica fu l'obiettivo per cui si perse.
Fuori dalle burocrazie capitoline, in gestione ad una movimentista a cinque stelle, la Festa non ha interessato nessuno, tranne i pontieri delle vacanze brevi; all'interno della bassa cucina dell'alma Roma, i più improbabili ed imprevedibili seguaci maligni di Harry Potter, stavano spignattando le salse più tossiche per un Paese immiserito da vendersi a basso prezzo.
Il risorgimento popolare - che sarebbe stato accantonato e tradito subito dopo l'uso - è considerato ostativo alla definitiva riaffermazione della dittatura di classe, questa volta commerciale e sempre basata sull'ignoranza diffusa.
Il lento processo di omologazione, verso la metà, delle classi sociali è stato sostituito dalla mediocrità dei consumi.
Oggi che nessuno crede più in niente, la festa sopravvive a se stessa.
Il rischio insito. I rimedi particolari.
La politica e gli interessi che la sottendono, sono un maccanismo insano.
Gli equilibri, non più compensativi, bensì paralelli - ecco che "l'assurdità" ingenua di Aldo Moro, riferentesi solo alla storia italiana in corso dell'Italia - si impone alle discoste alleanze di placca, mentre, apparentemente, le prime democrazie, per genesi e successione, Gran Bretagna e Stati Uniti ( per emigrazione ) si appartano.
L'europa neo guglielmina, dopo che la Merkel ha scaricato Trump, si affretta a stringere un'alleanza suicida proprio con la Cina - che ha fatto finta di aprirsi a qualche correzione sul clima - finanziarizzando ed estremizzando l'interscambio diseguale con il continente asiatico.
Proprio quanto ha codeterminato il crollo delle industrie piccole e medie e delle attività collaterali alle medesime.
E' un'alleanza pericolosa economicamente e, conseguentemente, politicamente, istituzionalmente, che renderà presto evidente, a chi ancora non se ne sia accorto, come le democrazie bastarde scaturite "dall'imprimatur, più che dall'imprinting" delle truppe alleate, già in una fase liquida, entreranno in quella di un diverso, molto diverso, consolidamento.
Dopo quasi mezzo secolo, la politica nord americana si focalizzarà sull'oriente domato e da domare, con la Cina continuerà necessariamente a confrontarsi ed a trattare, anche per il possesso da parte dei cinesi del debito pubblico ovest-imperiale.
Si metteranno in atto delle sinergie, le cui origini sono in atto da molto prima che se ne manifestassero i sintomi, verso esiti, a loro volta lungo-temporanei, di cui, anche se si intravvedessero i connotati, sarebbero svalutati come le inascoltate profezie di Cassandra.
Si viaggia sempre con il pericolo a fianco, ma ci si meraviglia solo quando ci si incorre.
Gli equilibri, non più compensativi, bensì paralelli - ecco che "l'assurdità" ingenua di Aldo Moro, riferentesi solo alla storia italiana in corso dell'Italia - si impone alle discoste alleanze di placca, mentre, apparentemente, le prime democrazie, per genesi e successione, Gran Bretagna e Stati Uniti ( per emigrazione ) si appartano.
L'europa neo guglielmina, dopo che la Merkel ha scaricato Trump, si affretta a stringere un'alleanza suicida proprio con la Cina - che ha fatto finta di aprirsi a qualche correzione sul clima - finanziarizzando ed estremizzando l'interscambio diseguale con il continente asiatico.
Proprio quanto ha codeterminato il crollo delle industrie piccole e medie e delle attività collaterali alle medesime.
E' un'alleanza pericolosa economicamente e, conseguentemente, politicamente, istituzionalmente, che renderà presto evidente, a chi ancora non se ne sia accorto, come le democrazie bastarde scaturite "dall'imprimatur, più che dall'imprinting" delle truppe alleate, già in una fase liquida, entreranno in quella di un diverso, molto diverso, consolidamento.
Dopo quasi mezzo secolo, la politica nord americana si focalizzarà sull'oriente domato e da domare, con la Cina continuerà necessariamente a confrontarsi ed a trattare, anche per il possesso da parte dei cinesi del debito pubblico ovest-imperiale.
Si metteranno in atto delle sinergie, le cui origini sono in atto da molto prima che se ne manifestassero i sintomi, verso esiti, a loro volta lungo-temporanei, di cui, anche se si intravvedessero i connotati, sarebbero svalutati come le inascoltate profezie di Cassandra.
Si viaggia sempre con il pericolo a fianco, ma ci si meraviglia solo quando ci si incorre.
giovedì 1 giugno 2017
L'unica luce.
La Chiesa cattolica sta conducendo una battaglia di verità, unica nel ripiegato conformismo dei cooptati.
Non ha cominciato oggi a contrastare le tendenze predominanti nel mondo crociato, nel quale auspica, anzi, l'accoglienza di intere popolazioni di altre culture.
Sul finire del comunismo, ci pensò un Papa polacco a condurre una guerra nazionalistica contro la Russia e l'inglobamento nell'Unione sovietica della Polonia, cattolica e destrorsa. Accompagnò, forse senza intersecarla, la stretta economica che gli Stati Uniti resero insostenibile, con i sistemi missilistici spaziali, che avrebbero lasciato indifesa la Russia o troppo indebolita.
Le conseguenze della caduta del comunismo sono state drammatiche in occidente, dove i lavoratori hanno perso tutele, dignità e rappresentanza, ma anche nell'ex Impero, dove la popolazione è stata condannata alla miseria, all'emigrazione e alla prostituzione di massa dentro e fuori i confini.
Per la prima volta nella storia recente, la Chiesa prende la testa della rappresentanza dei poveri, degli esuli e deglli sfruttati o deprivati del lavoro.
Questa riforma evangelica sarà possibile solo se Papa Francesco riuscirà a rivoltare la Curia e i suoi costumi.
In ogni occasione, il Papa argentino ribadisce ed accentua l'ingiustizia delle strategie implicite, non dichiarate, di una congerie di governi-Quisling, che hanno abdicato a qualsiasi autonomia ed autorevolezza, in un'autovendita alla Germania, in un ripristinato sistema di primazia delegata e di opportunistica cortigianeria, dal quale ci libererà forse, ancora una volta lo zio Sam.
Un altro paradosso apparente.
Gli Stati uniti hanno abbandonato da tempo il loro puritanesimo protestante e, contestualmente, la loro etica guerresca. Ha prevalso il razzismo, coltivato verso gli arabi, i musulmani militanti, gli asiatici, con i quali, da posizioni di forza, si ripromettono di gestire un'economia di marca levantina.
L'europa guglielmina ne ha preso atto e, su questa base, Angela Merkel distacca il suo avversario socialdemocratico, appoggiandosi sul mai rimosso sentimento eurocentrico, nel senso di germano-centrico, della popolazione cattolica e riformata di centro-destra, che, in cuor suo, non hanno mai abdicato alla base morale che fece del nazismo una forza supportata dalla maggioranza dei voti e dalla mancata opposizione ( salvo eccezioni individuali ).
La storia della Merkel, già funzionario politico nella DDR, non è rassicurante, stante la macroscopica debolezza dei partners, venduti, per quel che ci riguarda, da Romano Prodi, già liquidatore di molte esperienze, a cominciare dall'I.R.I., di cui era stato presidente, e, quella non riuscita molti anni fa, dell'Alitalia, purtroppo decotta come l'Italia tutta.
Prodi non ha puntato su una reazione, ma su un adattamento antipopolare, alla volontà dei vincitori riemersi, ridiventati nostri alleati ( fino a quando? ).
Ha poi provveduto Mario Monti a fare il resto e ad aprire la strada ad apprendisti stregoni senza facoltà e quindi ininfluenti, tranne che per se stessi.
La Chiesa è rimasta sola a proclamare semplici verità, ma l'isolamento non le nuoce.
Non ha cominciato oggi a contrastare le tendenze predominanti nel mondo crociato, nel quale auspica, anzi, l'accoglienza di intere popolazioni di altre culture.
Sul finire del comunismo, ci pensò un Papa polacco a condurre una guerra nazionalistica contro la Russia e l'inglobamento nell'Unione sovietica della Polonia, cattolica e destrorsa. Accompagnò, forse senza intersecarla, la stretta economica che gli Stati Uniti resero insostenibile, con i sistemi missilistici spaziali, che avrebbero lasciato indifesa la Russia o troppo indebolita.
Le conseguenze della caduta del comunismo sono state drammatiche in occidente, dove i lavoratori hanno perso tutele, dignità e rappresentanza, ma anche nell'ex Impero, dove la popolazione è stata condannata alla miseria, all'emigrazione e alla prostituzione di massa dentro e fuori i confini.
Per la prima volta nella storia recente, la Chiesa prende la testa della rappresentanza dei poveri, degli esuli e deglli sfruttati o deprivati del lavoro.
Questa riforma evangelica sarà possibile solo se Papa Francesco riuscirà a rivoltare la Curia e i suoi costumi.
In ogni occasione, il Papa argentino ribadisce ed accentua l'ingiustizia delle strategie implicite, non dichiarate, di una congerie di governi-Quisling, che hanno abdicato a qualsiasi autonomia ed autorevolezza, in un'autovendita alla Germania, in un ripristinato sistema di primazia delegata e di opportunistica cortigianeria, dal quale ci libererà forse, ancora una volta lo zio Sam.
Un altro paradosso apparente.
Gli Stati uniti hanno abbandonato da tempo il loro puritanesimo protestante e, contestualmente, la loro etica guerresca. Ha prevalso il razzismo, coltivato verso gli arabi, i musulmani militanti, gli asiatici, con i quali, da posizioni di forza, si ripromettono di gestire un'economia di marca levantina.
L'europa guglielmina ne ha preso atto e, su questa base, Angela Merkel distacca il suo avversario socialdemocratico, appoggiandosi sul mai rimosso sentimento eurocentrico, nel senso di germano-centrico, della popolazione cattolica e riformata di centro-destra, che, in cuor suo, non hanno mai abdicato alla base morale che fece del nazismo una forza supportata dalla maggioranza dei voti e dalla mancata opposizione ( salvo eccezioni individuali ).
La storia della Merkel, già funzionario politico nella DDR, non è rassicurante, stante la macroscopica debolezza dei partners, venduti, per quel che ci riguarda, da Romano Prodi, già liquidatore di molte esperienze, a cominciare dall'I.R.I., di cui era stato presidente, e, quella non riuscita molti anni fa, dell'Alitalia, purtroppo decotta come l'Italia tutta.
Prodi non ha puntato su una reazione, ma su un adattamento antipopolare, alla volontà dei vincitori riemersi, ridiventati nostri alleati ( fino a quando? ).
Ha poi provveduto Mario Monti a fare il resto e ad aprire la strada ad apprendisti stregoni senza facoltà e quindi ininfluenti, tranne che per se stessi.
La Chiesa è rimasta sola a proclamare semplici verità, ma l'isolamento non le nuoce.
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