Non so se il prossimo astensionismo di massa alle elezioni trasmetterà, a color che stan sospesi, il senso anarchico della loro giustificabilissima scelta.
Che l'anarchia allignasse solo nel potere e fosse il gioco rituale dei potenti lo aveva a suo tempo sancito Pasolini e mai affermazione fu più centrata.
Il voto, in sé e per sé, non serviva ad altro, anche prima, che a sancire un'oppressione più o meno accentuata, con il pretesto dell'investitura popolare.
Seccedeva sempre che quando questo suffragio si scostava dai desiderata endogeni ed esogeni, si provvedesse a far rientrare tutto nell'alveo con colpi di stato mititari o terrorismo paraistituzionale.
Il popolo partecipava al gioco nella veste di supporter di interessi falsificati, esattamente come i tifosi teorici del football o, meglio ancora, gli spettatori dei combattimenti gladiatori o delle eliminazioni circensi tramite i leoni.
I gladiatori erano schiavi di guerra; le vittime sacrificali e spettacolari appartenevano a sette religiose non più inclini al vassallaggio all'Imperatore.
I loro discendenti sarebbero stati vassalli di troni ed altari.
Sicuramente l'astensionismo appartiene a società destrutturate, nelle quali il perimetro degli interessi circoscritti, in questo caso nazionali, è solo l'adattamento conservatore delle trasformistiche caste superiori.
Il superamento della staticità economica nobiliare e fondiaria, ha portato i borghesi a diventare, da potenziali sovvertitori del potere imperiale e feudale, il materasso del conservatorismo su cui possono contare i detentori delle condizioni per essere vincenti.
Resta il fatto che, seppur sterile, come lo sarebbe la partecipazione, trarsi da parte sdegnati ( contro che cosa? ) conferma, nell'illusione anarchica, l'incontrastato lavorio appropriativo della fascia di vertice della società.
L'apicalità è duttile, magmatica, non fossilizzata negli equilibri del momento, tanto che in periodi di trasformazione dei riferimenti e nella temporanea assenza dei medesimi, qualcuno inciampa, viene abbandonato dai soci del giorno prima, si trova improvvisamente senza risorse e, nelle migliore delle ipotesi, è costretto ad arabattarsi per il resto della sua vita attiva.
Destini prospettici, nelle stesse famiglie, si separano a seconda dell'età dei figli, se la loro programmazione è stata entusiastica.
Che c'entra tutto questo con il mancato voto?
Niente, ne è solo l'approvazione dell'effetto, anche se un dissenso chiaro e manifesto verrebbe semplicemente bypassato, come è avvenuto in Grecia ( ma non in gran Bretagna ).
La violenza è insita nel contesto e nell'accettazione strumentale della burocrazia statale; non c'è bisogno di restaurare lo Stato militare, già impegnato omertosamente in una miriade di inziative espansive e puntellatrici in giro per il mondo, in fusione geo-strategica.
Anche l'anarchia dei perdenti è un atto di resa: l'otto volante è impazzito, gira su se stesso per inerzia, ma ad ogni ansa, gomito, ellisse, riprende slancio e manda all'aria le sentenze propagandistiche che, mentre recuperano dei miseri dati positivi, rilanciano i destini luminosi che si prospettano, fino a domani, quando riparleranno delle potenzialità di ripresa per le quali è indispensabile l'accettazione, il sacrificio e l'impegno di chi ascolta.
opinioni, letteratura, economia, diritto, critica, filosofia, arte, politica, natura, viaggi, società, umanità. Vecchio blog: http://logosiatreus.blogspot.it/
giovedì 11 gennaio 2018
mercoledì 10 gennaio 2018
La ὕβϱις.
La ὕβϱις, cioè la tracotanza, la ferocia, la prepotenza e la soverchieria, oltre che essere stato un topos della tragedia greca classica, è il propellente dinamico ed entropico della vicenda umana, così come la racconta la Storia.
La storia e la ὕβϱις sono culturalmente connesse, ma non sono avvertite, tranne che nella carne, dai loro figuranti, eternamente ed assurdamente riproducentisi.
Se non lo facessero, il diletto dei forti sui deboli, la loro stessa ricchezza che deve sempre incrementarsi per alimentare la loro forza e il loro svago compiaciuto, cesserebbe, perché si basa sul moltiplicatevi!
Dal loro punto di vista, almeno, mentre l'utopia che viene dal basso, sovvertita nel suo significato dall'intimazione, ne rovescerebbe in positivo il significato.
Nel richiamo dogmatico al realismo se ne ristabilisce il potere e il suo ordine.
Tutta la diplomazia parolaia e guerresca ne vellica il Circo Massimo, ogni alleanza e disunione si basa su convenzioni rituali e accelerazioni barbare.
Ogni esaltazione illusoria, sempre provocata dai persuasori palesi delle organizzazioni profittatrici, trasferisce nel popolo il riflesso del sentimento conquistatore; solo il sentimento perchè sarà il popolo ad interpretarne assurdamente il ruolo sacrificale.
Tutto si tiene solo in questo senso; la massa sottostante, che può perire a milioni, perché per altrettanti si riprodurrà per istinto precettualizzato e falsificato, consentirà il piacere, la retorica, l'etica, la morale e i dogmi.
Quanto valga l'umanesimo ufficiale lo attestano gli schiavi, né nuovi, né vecchi, di tutti gli itinerari senza scopo che non sia immaginario, in fuga per istinto di sopravvivenza, per mancanza di coraggio che porterà allo stesso esito, dopo una tortura, quella sì, veramente infernale.
Nella sua prima omelia dell'anno, in Santa Marta, l'ostello dove risiede, il Papa ha tradotto la naturale, freudianamente infantile, malvagità umana nell'espressione provata della presenza del Demonio.
Il δαιμόνιον - provenienta dagli dei, traslitterato nel latino, attraverso gli archetipi di diverse civiltà, diverse solo nelle apparenze sovrastrutturali delle culture è ciò che agita l'uomo e quindi non ha un significato univocamente negativo, ma la dogmatica cattolica individua in questo percorso tortuoso l'ispirazione di Satana e gli attribuisce il male che gli uomini si infliggono l'un l'altro per la loro immodestia.
Mitologicamente affascinante, se non fosse che l'immodestia, che non sia di maniera, non alligna effettivamente nei cuori e nei cervelli, tanto che la preminenza di uno dei due organi sull'altro ne nega la funzione idealizzata.
L'osservazione empirica della natura animale ne svela i meccanismi non benevoli ed i valori millantati dall'homo sapiens-sapiens sono i derivati, i precipitati delle gerarchie materiali, socialmente officiate e idolatrate in simboli.
Fra chi subisce la ὕβϱις. in corpore vivo e chi crede di poterla cogestire da una posizione mediocre, corre il necessario tramite fra chi trae i frutti e chi li crea.
La mediocrità senza lo sfuggente vantaggio di potersi adagiare scomodamente sul letto di Procuste, costituito dal popolo agonizzante eppur continuamente riproducentesi, non potrebbe sussistere e anche l'impalcatura per classi, sostanzialmente tripartita, crollerebbe, riconsegnando gli assurdi neandertaliani che si avvitano su se stessi da un tempo assurdo, alla magia della divinità immanente verso la quale solo loro sono soggetti.
Il diavolo, questo diavolo, in questa accezione, esiste realmente e la ὕβϱις. ne è il derivato e lo strumento.
La storia e la ὕβϱις sono culturalmente connesse, ma non sono avvertite, tranne che nella carne, dai loro figuranti, eternamente ed assurdamente riproducentisi.
Se non lo facessero, il diletto dei forti sui deboli, la loro stessa ricchezza che deve sempre incrementarsi per alimentare la loro forza e il loro svago compiaciuto, cesserebbe, perché si basa sul moltiplicatevi!
Dal loro punto di vista, almeno, mentre l'utopia che viene dal basso, sovvertita nel suo significato dall'intimazione, ne rovescerebbe in positivo il significato.
Nel richiamo dogmatico al realismo se ne ristabilisce il potere e il suo ordine.
Tutta la diplomazia parolaia e guerresca ne vellica il Circo Massimo, ogni alleanza e disunione si basa su convenzioni rituali e accelerazioni barbare.
Ogni esaltazione illusoria, sempre provocata dai persuasori palesi delle organizzazioni profittatrici, trasferisce nel popolo il riflesso del sentimento conquistatore; solo il sentimento perchè sarà il popolo ad interpretarne assurdamente il ruolo sacrificale.
Tutto si tiene solo in questo senso; la massa sottostante, che può perire a milioni, perché per altrettanti si riprodurrà per istinto precettualizzato e falsificato, consentirà il piacere, la retorica, l'etica, la morale e i dogmi.
Quanto valga l'umanesimo ufficiale lo attestano gli schiavi, né nuovi, né vecchi, di tutti gli itinerari senza scopo che non sia immaginario, in fuga per istinto di sopravvivenza, per mancanza di coraggio che porterà allo stesso esito, dopo una tortura, quella sì, veramente infernale.
Nella sua prima omelia dell'anno, in Santa Marta, l'ostello dove risiede, il Papa ha tradotto la naturale, freudianamente infantile, malvagità umana nell'espressione provata della presenza del Demonio.
Il δαιμόνιον - provenienta dagli dei, traslitterato nel latino, attraverso gli archetipi di diverse civiltà, diverse solo nelle apparenze sovrastrutturali delle culture è ciò che agita l'uomo e quindi non ha un significato univocamente negativo, ma la dogmatica cattolica individua in questo percorso tortuoso l'ispirazione di Satana e gli attribuisce il male che gli uomini si infliggono l'un l'altro per la loro immodestia.
Mitologicamente affascinante, se non fosse che l'immodestia, che non sia di maniera, non alligna effettivamente nei cuori e nei cervelli, tanto che la preminenza di uno dei due organi sull'altro ne nega la funzione idealizzata.
L'osservazione empirica della natura animale ne svela i meccanismi non benevoli ed i valori millantati dall'homo sapiens-sapiens sono i derivati, i precipitati delle gerarchie materiali, socialmente officiate e idolatrate in simboli.
Fra chi subisce la ὕβϱις. in corpore vivo e chi crede di poterla cogestire da una posizione mediocre, corre il necessario tramite fra chi trae i frutti e chi li crea.
La mediocrità senza lo sfuggente vantaggio di potersi adagiare scomodamente sul letto di Procuste, costituito dal popolo agonizzante eppur continuamente riproducentesi, non potrebbe sussistere e anche l'impalcatura per classi, sostanzialmente tripartita, crollerebbe, riconsegnando gli assurdi neandertaliani che si avvitano su se stessi da un tempo assurdo, alla magia della divinità immanente verso la quale solo loro sono soggetti.
Il diavolo, questo diavolo, in questa accezione, esiste realmente e la ὕβϱις. ne è il derivato e lo strumento.
martedì 9 gennaio 2018
Lo Zibaldone.
Nel vario e complesso repertorio delle perversioni comportamentali, le devianze sessuali rappresentano il sottostante e non l'effetto delle medesime.
Se un dirigente - non un manager - si dedica nei ritagli di tempo alla masochistica sottomissione a pagamento, funzionarie pubbliche e quadr(e?) indulgono, sempre a pagamento, alla dominazione..di riflesso ed a conferma.
Inappagate o sottomesse ad un marito influente o a un dirigente veicolatore, talvolta violentate, ne assumono le vesti con chi, non sapendolo, vi si acconcia.
Il pervertimento sessuale si fonda su traumi, abusi, sorprese, irrispettosità inattese verso costumanze, educazioni, inibizioni e timidezze che, anzi, costituiscono l'innesco di una prepotenza che porterà alla chiusura in se stessa della vittima.
Dal campo sessuale, il sacrificio, il rito, si trasfondono in quello lavorativo, relazionale, sociale.
La debolezza di chi ne è vittima è sempre frutto del suo isolamento contestuale, delle gerarchie di fatto, spesso di una serenità inerme e fiduciosa.
Gli astanti, spettatori del rito e per questo estranei a subirlo, parteggiano, prima tacitamente e poi con lo scherno, per il più forte di cui costituiscono la platea confermatoria.
Lo stesso dicasi per il mobbing lavorativo, per l'esclusione sociale, per un nascosto sistema castale, presente eppur ufficialmente negato.
L'appagamento abusante serve spesso a tenere sottomesso chi svetta per qualità personali e dà ombra ai vincenti ereditari o scalpitanti.
Si persegue dunque l'annichilimento dell'avversario potenziale o dell'alterità senza risorse, spesso influenzata dal suo ambiente familiare, nel quale l'assenza o la levità del padre impediscono l'accquisizione della sicurezza.
Chi affronterà la competizione, il subbuglio ormonale in condizioni disagevoli, nell'illusione di essere artefice della sua condotta anche da adulto si scontrerà con il modello entro cui si inscrive la recita cantata e solo se sarà riuscito a infiltrarsi fra le apparenze convergenti, potrà condurre la sua battaglia sfinente.
La P2 è stata una delle tante variazioni sul tema del potere mafioso delle cosche, delle confraternite, delle sette, dei Rotary, dei Lions, di qualche azienda: la mafia n'dranghetista e in particolare quella crotonese, migrata vittoriosamente in tutto il nord Italia, gestisce direttamente il potere politico e amministrativo in Calabria e esporta nelle zone economicamente più adatte alla sua emulsione, i capitali.
Trovando ricetto nelle retrovie del capitalismo in crisi, non si limita a riciclare e a riciclarsi, ma esporta usi e costumanze psicologicamente violente e lo spregio della dignità individuale di ognuno.
Ferve lo sproloquio elettorale pre pasquale, ma non ci sarà la resurrezione della politica. I pretestuosi schieramenti si contenderanno la preminenza nel maggioritario e la distribuzione elettiva nel proporzionale.
Le sparate ad effetto sono già state numerose, la seconda e la terza carica dello Stato si ritrovano fianco a fianco non più sulle poltrone presidenziali delle Camere riunite, ma nel crogiolo dei Liberi e uguali, strana miscellanea centro-meridionale della sedicente sinistra trasformista.
Farà un'opposizione senza possibilità di applicazione delle sue di posizioni: non tratterà più con le destre, come già fece il Partito comunista.
Sta di fatto che il P.C.I. fu stabilmente, durante tutta la prima Repubblica il secondo pilastro del sistema italiano, mentre le destre post fasciste, pur essendo numerose, erano relegate, almeno parlamentarmente, in una riserva ininfluente.
La scomparsa del P.C.I., la fine della metà rappresentata della repubblica resistenziale, alla quale si è accompagnata la dissoluzione della democrazia cristiana, l'altro pilone interclassista a tutela dei benestanti, come è proprio di tutte le posizioni mediane all'interno della gabbia istituzionale degli Stati, insieme alla reintroduzione parziale - come tutto in italia - del proporzionalismo, hanno permesso alle falangi anziane dell'ex P.C.I. di riesumare a fini di bottega, quei vessilli che garriscono e garriranno in senso contrario, in uno spoglio agone interno privo di riferimenti.
Che cosa c'entrano un magistrato siciliano di elevata carriera, dall'aspetto di gran borghese e una signora dell'aristocrazia dei sentimenti, in procinto di lasciare le due cariche meglio retribuite dopo la Presidenza della Repubblica e timorosi di restare disoccupati?
La stessa sindrome di Renzie, l'eterno ritorno del e nel P.D. a testimoniarne la contradditorietà e l'evanescenza.
Il redivivo Berlusconi, ormai un zombie politico, parla di futuro a ottant'anni suonati.
Mi pare che basti.
Se un dirigente - non un manager - si dedica nei ritagli di tempo alla masochistica sottomissione a pagamento, funzionarie pubbliche e quadr(e?) indulgono, sempre a pagamento, alla dominazione..di riflesso ed a conferma.
Inappagate o sottomesse ad un marito influente o a un dirigente veicolatore, talvolta violentate, ne assumono le vesti con chi, non sapendolo, vi si acconcia.
Il pervertimento sessuale si fonda su traumi, abusi, sorprese, irrispettosità inattese verso costumanze, educazioni, inibizioni e timidezze che, anzi, costituiscono l'innesco di una prepotenza che porterà alla chiusura in se stessa della vittima.
Dal campo sessuale, il sacrificio, il rito, si trasfondono in quello lavorativo, relazionale, sociale.
La debolezza di chi ne è vittima è sempre frutto del suo isolamento contestuale, delle gerarchie di fatto, spesso di una serenità inerme e fiduciosa.
Gli astanti, spettatori del rito e per questo estranei a subirlo, parteggiano, prima tacitamente e poi con lo scherno, per il più forte di cui costituiscono la platea confermatoria.
Lo stesso dicasi per il mobbing lavorativo, per l'esclusione sociale, per un nascosto sistema castale, presente eppur ufficialmente negato.
L'appagamento abusante serve spesso a tenere sottomesso chi svetta per qualità personali e dà ombra ai vincenti ereditari o scalpitanti.
Si persegue dunque l'annichilimento dell'avversario potenziale o dell'alterità senza risorse, spesso influenzata dal suo ambiente familiare, nel quale l'assenza o la levità del padre impediscono l'accquisizione della sicurezza.
Chi affronterà la competizione, il subbuglio ormonale in condizioni disagevoli, nell'illusione di essere artefice della sua condotta anche da adulto si scontrerà con il modello entro cui si inscrive la recita cantata e solo se sarà riuscito a infiltrarsi fra le apparenze convergenti, potrà condurre la sua battaglia sfinente.
La P2 è stata una delle tante variazioni sul tema del potere mafioso delle cosche, delle confraternite, delle sette, dei Rotary, dei Lions, di qualche azienda: la mafia n'dranghetista e in particolare quella crotonese, migrata vittoriosamente in tutto il nord Italia, gestisce direttamente il potere politico e amministrativo in Calabria e esporta nelle zone economicamente più adatte alla sua emulsione, i capitali.
Trovando ricetto nelle retrovie del capitalismo in crisi, non si limita a riciclare e a riciclarsi, ma esporta usi e costumanze psicologicamente violente e lo spregio della dignità individuale di ognuno.
Ferve lo sproloquio elettorale pre pasquale, ma non ci sarà la resurrezione della politica. I pretestuosi schieramenti si contenderanno la preminenza nel maggioritario e la distribuzione elettiva nel proporzionale.
Le sparate ad effetto sono già state numerose, la seconda e la terza carica dello Stato si ritrovano fianco a fianco non più sulle poltrone presidenziali delle Camere riunite, ma nel crogiolo dei Liberi e uguali, strana miscellanea centro-meridionale della sedicente sinistra trasformista.
Farà un'opposizione senza possibilità di applicazione delle sue di posizioni: non tratterà più con le destre, come già fece il Partito comunista.
Sta di fatto che il P.C.I. fu stabilmente, durante tutta la prima Repubblica il secondo pilastro del sistema italiano, mentre le destre post fasciste, pur essendo numerose, erano relegate, almeno parlamentarmente, in una riserva ininfluente.
La scomparsa del P.C.I., la fine della metà rappresentata della repubblica resistenziale, alla quale si è accompagnata la dissoluzione della democrazia cristiana, l'altro pilone interclassista a tutela dei benestanti, come è proprio di tutte le posizioni mediane all'interno della gabbia istituzionale degli Stati, insieme alla reintroduzione parziale - come tutto in italia - del proporzionalismo, hanno permesso alle falangi anziane dell'ex P.C.I. di riesumare a fini di bottega, quei vessilli che garriscono e garriranno in senso contrario, in uno spoglio agone interno privo di riferimenti.
Che cosa c'entrano un magistrato siciliano di elevata carriera, dall'aspetto di gran borghese e una signora dell'aristocrazia dei sentimenti, in procinto di lasciare le due cariche meglio retribuite dopo la Presidenza della Repubblica e timorosi di restare disoccupati?
La stessa sindrome di Renzie, l'eterno ritorno del e nel P.D. a testimoniarne la contradditorietà e l'evanescenza.
Il redivivo Berlusconi, ormai un zombie politico, parla di futuro a ottant'anni suonati.
Mi pare che basti.
martedì 2 gennaio 2018
Ab Urbe condita.
Alle origini della cosmogonia storica sta il Mito, l'emulsione caotica degli archetipi, tutti di origine orientale. Attraverso la filosofia e la lingua greca, globale in gurgite vasto eppur corcoscritto ma non impermeabile, nonostante le fortificazioni delle frontiere tanto sentite quanto inesistenti, sta il fluire cosmico al quale ogni sensazione può essere attribuita con la certezza di una fede.
Il razionalismo, il diritto sono altra cosa, l'ellenismo, la civiltà persiana e mesopotamica sono l'alterità culturale, dell'est verso l'occidente, di una porzione del mondo.
Quella porzione nella quale il sistema e la dottrina delle norme sorregge l'ordine interno e l'espansione dinamica, contenitiva, la consequenzialità ordinata dell'essere e del divenire, fino a che un moto rivoluzionario, necessariamente dogmatico, perché figlio di quella cultura, non ne scompagini la coesione o l'usura liquida dello scorrimento incessante, oppure finché la sintesi magmatica del pensiero esoterico, figlio dell'oriente, non la inquini, la fecondi e la fuorvii: "Graecia capta, ferum captorem coepit".
Il criterio alieno continua a vivere nei riti imperscrutabili ai profani e coesiste con la razionalità degli interessi, coltivando la crisi e la rinascita, del tutto magica e profetica.
Le società segrete coltivano questa oscurità, alla luce della loro sapienza.
Il gioco delle parti con il diritto positivo continua la sua falsa opposizione.
L'operosità ne è il substrato con la sua illusorietà accessibile di valori.
Il razionalismo, il diritto sono altra cosa, l'ellenismo, la civiltà persiana e mesopotamica sono l'alterità culturale, dell'est verso l'occidente, di una porzione del mondo.
Quella porzione nella quale il sistema e la dottrina delle norme sorregge l'ordine interno e l'espansione dinamica, contenitiva, la consequenzialità ordinata dell'essere e del divenire, fino a che un moto rivoluzionario, necessariamente dogmatico, perché figlio di quella cultura, non ne scompagini la coesione o l'usura liquida dello scorrimento incessante, oppure finché la sintesi magmatica del pensiero esoterico, figlio dell'oriente, non la inquini, la fecondi e la fuorvii: "Graecia capta, ferum captorem coepit".
Il criterio alieno continua a vivere nei riti imperscrutabili ai profani e coesiste con la razionalità degli interessi, coltivando la crisi e la rinascita, del tutto magica e profetica.
Le società segrete coltivano questa oscurità, alla luce della loro sapienza.
Il gioco delle parti con il diritto positivo continua la sua falsa opposizione.
L'operosità ne è il substrato con la sua illusorietà accessibile di valori.
Vox clamans in deserto.
Il francescanesimo gesuitico di Papa Bergoglio continua a predicare il dovere dell'accoglienza. Sa benissimo che a dover essere accolti sono portatori di culture aliene rispetto al cristianesimo, ma la crisi dei rapporti con le istituzioni occidentali, tranne quelle nazionalistiche più ripiegate su se stesse e nelle quali le chiese locali affiancano il potere politico, non permette né consiglia alla ecclesia cattolica di continuare a focalizzarsi sulle ormai lontane nazioni d'europa.
Bergolio sa - ma lo sapeva la Chiesa sapienziale e diplomatica, almeno dai tempi di Paolo VI - che il futuro di un'illusione riposa sull'anima dei poveri, nei continenti più disparati e lontani dalla storia recente dell'istituzione cattolica.
L'ecumenismo non è solo un patto con le altre forme religiose, anche le più bizzarre, ma anche un nuovo proselitismo evangelico rivolto ai potenziali fedeli globali, a cui dare una base di orientamento, disciplina e fede nell'avvenire e non ripiegato sulle impressioni rinunciatatrie del presente.
Nello stesso tempo non si lascia trascinare in forme banalizzatrici, in un processo parcellizzato all'incontrario, che porterebbero allo smantellamento commerciale della sua univocità ideologica.
Milingo e la setta del reverendo Moon insegnano.
Vive la storia delle masse diseredate e profughe, a causa anche della mancanza del suo avversario, dell'angelo caduto più temibile sul piano della rappresentanza globalizzatrice: il comunismo, ma sa anche contrastare la desertificazione delle coscienze del totalitarismo mercatorio.
E' l'unica a farlo; ha abbandonato gli ormeggi che la legavano a una fallimentare - per lei - esperienza storica ed ha ripreso la sua marcia missionaria.
Non tutto è così popolarmente retorico, la startegia politica è ben presente e, secondo me, lungimirante.
E' altrettanto chiaro che questa riedizione di un pauperismo originario trovi violente opposizioni nella Curia e nelle società.
Bergoglio sembra voler definitivamente lasciare il corpo Italia: sono i traditi da questa abiura inaspettata a rivoltarglisi contro.
Purtroppo la Chiesa è coerente solo con se stessa e la corrente conservatrice sta solo aspettando che Francesco I muoia e, nel frattempo, cercano di evitare che il suo successore faccia ancora parte di quella scuderia.
Potrebbe sopravvivergli l'emerito Benedetto XVI.
La stampa di estrema destra e volgarmente popolare si è già esercitata negli auspici malefici: il Resto del Carlino si inventò un consulto specialistico con un luminare giapponese per curare il cancro al cervello che faceva sragionare il Papa.
Sono visioni reazionarie e localistiche, ovviamente vellicanti la fragile capacità di interpretare popolare, mentre la Chiesa sembra voler tornare - se mai c'è stata - sul proscenio del mondo.
Vox clamans in deserto.
La sua logica consiste nell'appartarsi per un po' dagli interessi confusi e riappropiarsi della sua inutilità umanistica, sposando, solo per questo aspetto, la globalità dell'essere.
Bergolio sa - ma lo sapeva la Chiesa sapienziale e diplomatica, almeno dai tempi di Paolo VI - che il futuro di un'illusione riposa sull'anima dei poveri, nei continenti più disparati e lontani dalla storia recente dell'istituzione cattolica.
L'ecumenismo non è solo un patto con le altre forme religiose, anche le più bizzarre, ma anche un nuovo proselitismo evangelico rivolto ai potenziali fedeli globali, a cui dare una base di orientamento, disciplina e fede nell'avvenire e non ripiegato sulle impressioni rinunciatatrie del presente.
Nello stesso tempo non si lascia trascinare in forme banalizzatrici, in un processo parcellizzato all'incontrario, che porterebbero allo smantellamento commerciale della sua univocità ideologica.
Milingo e la setta del reverendo Moon insegnano.
Vive la storia delle masse diseredate e profughe, a causa anche della mancanza del suo avversario, dell'angelo caduto più temibile sul piano della rappresentanza globalizzatrice: il comunismo, ma sa anche contrastare la desertificazione delle coscienze del totalitarismo mercatorio.
E' l'unica a farlo; ha abbandonato gli ormeggi che la legavano a una fallimentare - per lei - esperienza storica ed ha ripreso la sua marcia missionaria.
Non tutto è così popolarmente retorico, la startegia politica è ben presente e, secondo me, lungimirante.
E' altrettanto chiaro che questa riedizione di un pauperismo originario trovi violente opposizioni nella Curia e nelle società.
Bergoglio sembra voler definitivamente lasciare il corpo Italia: sono i traditi da questa abiura inaspettata a rivoltarglisi contro.
Purtroppo la Chiesa è coerente solo con se stessa e la corrente conservatrice sta solo aspettando che Francesco I muoia e, nel frattempo, cercano di evitare che il suo successore faccia ancora parte di quella scuderia.
Potrebbe sopravvivergli l'emerito Benedetto XVI.
La stampa di estrema destra e volgarmente popolare si è già esercitata negli auspici malefici: il Resto del Carlino si inventò un consulto specialistico con un luminare giapponese per curare il cancro al cervello che faceva sragionare il Papa.
Sono visioni reazionarie e localistiche, ovviamente vellicanti la fragile capacità di interpretare popolare, mentre la Chiesa sembra voler tornare - se mai c'è stata - sul proscenio del mondo.
Vox clamans in deserto.
La sua logica consiste nell'appartarsi per un po' dagli interessi confusi e riappropiarsi della sua inutilità umanistica, sposando, solo per questo aspetto, la globalità dell'essere.
Le ressurrezioni di chi non è mai morto.
Il fascismo rinato ripiega all'interno delle nazioni e assume vesti dissimulatrici, tracima nelle periferie più defedate, come nei cenacoli dei quartieri alti.
Le milizie squadristiche fanno beneficienza nelle borgate: incrementano odio e assegnano pasta di semola, organizzano la demonizzazione di un capro espiatorio, espellono nell'ignavia delle forze di polizia.
Il fascismo autoctono potrebbe domani metastatizzarsi in tutta l'europa continentale.
Il fascismo transnazionale punta su questo, come l'Isis sulle contraddizioni del mondo islamico.
Il terorismo non è solo esogeno, è anche endogeno e si nutre dell'alterità reattiva riverberata nei ghetti degli immigrati e del manipolo armato che si mostra in grado di circoscriverli, occuparli e liberarli.
Lo Ius soli sarà demandato alla prossima legislatura nella quale forse mancherà una maggioranza in grado di approvarlo, senza lo spauracchio di una mancata riconferma, se l'iter legislativo si fosse concluso prima dello scioglimento delle Camere.
Così si capitola alle destre opportunistiche, dopo aver capitolato alla propria dignità.
Il fascismo non si può contrastare senza una forza politica organizzata che lo antagonizzi e lo contenga: il senso popolare inclina per le semplificazioni e l'analfabetismo delle ultime escrescenze partitiche favorisce il consenso.
Il fascismo riemerso agisce purtroppo sul senso civico di una nazione come la nostra nel quale è latitante.
Le milizie squadristiche fanno beneficienza nelle borgate: incrementano odio e assegnano pasta di semola, organizzano la demonizzazione di un capro espiatorio, espellono nell'ignavia delle forze di polizia.
Il fascismo autoctono potrebbe domani metastatizzarsi in tutta l'europa continentale.
Il fascismo transnazionale punta su questo, come l'Isis sulle contraddizioni del mondo islamico.
Il terorismo non è solo esogeno, è anche endogeno e si nutre dell'alterità reattiva riverberata nei ghetti degli immigrati e del manipolo armato che si mostra in grado di circoscriverli, occuparli e liberarli.
Lo Ius soli sarà demandato alla prossima legislatura nella quale forse mancherà una maggioranza in grado di approvarlo, senza lo spauracchio di una mancata riconferma, se l'iter legislativo si fosse concluso prima dello scioglimento delle Camere.
Così si capitola alle destre opportunistiche, dopo aver capitolato alla propria dignità.
Il fascismo non si può contrastare senza una forza politica organizzata che lo antagonizzi e lo contenga: il senso popolare inclina per le semplificazioni e l'analfabetismo delle ultime escrescenze partitiche favorisce il consenso.
Il fascismo riemerso agisce purtroppo sul senso civico di una nazione come la nostra nel quale è latitante.
Il ritorno della filosofia.
In questo periodo storico indefinito, come tutto quanto è in via di gestazione per infecondità caotica in cerca di un equilibrio fittizio, il pensiero astratto torna inaspettatamente protagonista.
Non lo sarà nei cenacoli matematici in cui si esercita il potere tecnologico, o forse invece si, dato che matematica e filosofia si sfiorano fino ad annullarsi quanfo vengono applicate, .ma sta riapparendo, come una palingenesi degli archetipi, nel concerto sapienziale delle idee.
Una romanticismo di ritorno sta rioccupando gli spazi desertificati che aveva dovuto abbandonare, sotto la pressione del cinismo materialista.
L'interpretazione della società liquida, dei neo fascismi, dell'ibridazione culturale popolare, alla quale si accompagnerà l'accordo dinamico, ma fragile e contraddittorio, fra le istituzioni formali e informali sotto-sovrastanti, ritorna ai filosofi e, sul continente, soprattutto ai filosofi tedeschi o di cultura tedesca. Un nuovo pangermanesimo della cultura al fianco di quello unitarista, estraneo all'empirismo nord americano e inglese che se ne tengono a distanza.
In europa, sulla sua placca continentale, la Russia, di nuovo, contrappone il suo panslavismo, coagulato nell'Unione sovietica, al pangermanesimo nell'unione europea occidentale, Un panslavismo di nuovo potenziale, insidiato dall'islamismo, così come avviene per l'europa dell'ovest, l'Inghilterra e gli Stati Uniti.
Nel momento putiniano non si ha sentore di nuovi giganti letterari, ma il tempo è galantuomo.
Non è affatto detto che la rinascita del senso interpretativo delle cose sia un evento positivo, auspicabile: a queste produzioni creative, pur nell'apparente ferreità è sempre succeduto, in epoca moderna, un lavacro di sangue.
A ben pensare è sempre stato così, sia in presenza, sia in assenza del pensiero critico.
Proprio mentre la realtà si fa sfuggente e rivela la sua fariseicità, nuovi falsi profeti riaffiorano per convertire, convincere - senza che capiscano un' acca, la moltitudini, convinte di essere una nazione, dell'ennesima versione del bene contro il male.
La vulgata di dittatori replicanti si fa veicolare da corifei eruditi, dall'inclita al volgo tutti sono di nuovo coinvolti in un'altra, non ancora perfezionata, falsificazione.
Il perfezionamento consisterà nel predominio o nel dominio tout court, al seguito della melodia assunta dal sistema apparentemente coeso dell'ultimo conformismo, mentre, senza fede alcuna, i cuori e gli animi staranno all'erta per cogliere le occasioni strategiche di ogni possibile tradimento, rivolgimento, rovesciamento interpretativo.
Il positivismo francese, coniugato con l'esistenzialismo, appare oggi la cornice di un'epoca superata nella proposizione teorica della vita; il marxismo è stato semplicemente sconfitto. Le utopie rivestite di oggettività non sono evoluzioni di pensiero senza genetica, sono casomai centrifughe omogeneizzanti prima di essere adattatorie, si agitano su di una base ristretta riproponentesi. Il pensiero è libero e incoercibile, si dice, ma attinge a prodromi sedimentati, falsificazioni fondanti di una cultura. Di questa, anzichè di quella.
Il romanticismo è una riedizione del musicale pensiero tedesco, ma la sua delizia non è necessariamente foriera di pace e bellezza; le altre versioni filosofiche i suoi antidoti.
Il romanticismo è una forza propulsiva e coinvolgente, non scevra di irrazionalita, come l'amore, la logica positivista cristallizza invece le posizioni che diventano, col tempo, ripiegamenti difensivi tardivi.
Sull'onda del sentimento, del comune sentire, il pangermanesinmo si è rimesso in movimento, senza neppure avere contezza d'averlo fatto.
Sarà l'ebraismo a correggerne il percorso, se eviterà di ridiventarne la vittima.
L'illusione sperimentale delle rivoluzioni politiche è temporaneamente superata, quella della religiosità, che non è fede, riprende forza non nelel sue forme trascendenti, bensì in quelle immanenti e popolari dell'invidia che si applica agli estremismi sacificali.
L'estremismo senza esito individuato è il regno dell'immanenza occasionale, dello pseudo pensiero raccogliticcio, dell'esplosione ed implosione fine a se stessa, testimoniale, un corpo a corpo quale unica misura di una contesa anarchica, nella quale, per ora, non gioca solo l'anarchia del potere.
Il pensiero attuale, quindi, è un'emulsione, un clima, una sensazione.
Non lo sarà nei cenacoli matematici in cui si esercita il potere tecnologico, o forse invece si, dato che matematica e filosofia si sfiorano fino ad annullarsi quanfo vengono applicate, .ma sta riapparendo, come una palingenesi degli archetipi, nel concerto sapienziale delle idee.
Una romanticismo di ritorno sta rioccupando gli spazi desertificati che aveva dovuto abbandonare, sotto la pressione del cinismo materialista.
L'interpretazione della società liquida, dei neo fascismi, dell'ibridazione culturale popolare, alla quale si accompagnerà l'accordo dinamico, ma fragile e contraddittorio, fra le istituzioni formali e informali sotto-sovrastanti, ritorna ai filosofi e, sul continente, soprattutto ai filosofi tedeschi o di cultura tedesca. Un nuovo pangermanesimo della cultura al fianco di quello unitarista, estraneo all'empirismo nord americano e inglese che se ne tengono a distanza.
In europa, sulla sua placca continentale, la Russia, di nuovo, contrappone il suo panslavismo, coagulato nell'Unione sovietica, al pangermanesimo nell'unione europea occidentale, Un panslavismo di nuovo potenziale, insidiato dall'islamismo, così come avviene per l'europa dell'ovest, l'Inghilterra e gli Stati Uniti.
Nel momento putiniano non si ha sentore di nuovi giganti letterari, ma il tempo è galantuomo.
Non è affatto detto che la rinascita del senso interpretativo delle cose sia un evento positivo, auspicabile: a queste produzioni creative, pur nell'apparente ferreità è sempre succeduto, in epoca moderna, un lavacro di sangue.
A ben pensare è sempre stato così, sia in presenza, sia in assenza del pensiero critico.
Proprio mentre la realtà si fa sfuggente e rivela la sua fariseicità, nuovi falsi profeti riaffiorano per convertire, convincere - senza che capiscano un' acca, la moltitudini, convinte di essere una nazione, dell'ennesima versione del bene contro il male.
La vulgata di dittatori replicanti si fa veicolare da corifei eruditi, dall'inclita al volgo tutti sono di nuovo coinvolti in un'altra, non ancora perfezionata, falsificazione.
Il perfezionamento consisterà nel predominio o nel dominio tout court, al seguito della melodia assunta dal sistema apparentemente coeso dell'ultimo conformismo, mentre, senza fede alcuna, i cuori e gli animi staranno all'erta per cogliere le occasioni strategiche di ogni possibile tradimento, rivolgimento, rovesciamento interpretativo.
Il positivismo francese, coniugato con l'esistenzialismo, appare oggi la cornice di un'epoca superata nella proposizione teorica della vita; il marxismo è stato semplicemente sconfitto. Le utopie rivestite di oggettività non sono evoluzioni di pensiero senza genetica, sono casomai centrifughe omogeneizzanti prima di essere adattatorie, si agitano su di una base ristretta riproponentesi. Il pensiero è libero e incoercibile, si dice, ma attinge a prodromi sedimentati, falsificazioni fondanti di una cultura. Di questa, anzichè di quella.
Il romanticismo è una riedizione del musicale pensiero tedesco, ma la sua delizia non è necessariamente foriera di pace e bellezza; le altre versioni filosofiche i suoi antidoti.
Il romanticismo è una forza propulsiva e coinvolgente, non scevra di irrazionalita, come l'amore, la logica positivista cristallizza invece le posizioni che diventano, col tempo, ripiegamenti difensivi tardivi.
Sull'onda del sentimento, del comune sentire, il pangermanesinmo si è rimesso in movimento, senza neppure avere contezza d'averlo fatto.
Sarà l'ebraismo a correggerne il percorso, se eviterà di ridiventarne la vittima.
L'illusione sperimentale delle rivoluzioni politiche è temporaneamente superata, quella della religiosità, che non è fede, riprende forza non nelel sue forme trascendenti, bensì in quelle immanenti e popolari dell'invidia che si applica agli estremismi sacificali.
L'estremismo senza esito individuato è il regno dell'immanenza occasionale, dello pseudo pensiero raccogliticcio, dell'esplosione ed implosione fine a se stessa, testimoniale, un corpo a corpo quale unica misura di una contesa anarchica, nella quale, per ora, non gioca solo l'anarchia del potere.
Il pensiero attuale, quindi, è un'emulsione, un clima, una sensazione.
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