La destra, con ogni probabilità, vincerà le elezioni.
L'opera di sintesi di Forza Italia, coprirà e soddisferà gli appetiti della stessa coalizione che governò il nostro paese per vent'anni.
Si riparte infatti dalla stessa alleanza fra forzisti, verso cui stanno tornando i trasformisti che se ne erano andati e dei quali sarà accolto solo chi porterà il valore aggiunto di una vagonata di voti, i fascisti, non più del bruciato Gianfranco Fini, a cui il potere istituzionale diede alla testa, ubriacandolo di retorica di ruolo e inducendolo, sotto traccia, a fare finalmente i suoi interessi - come avvenne anche durante il fascismo al potere - appropriativi.
Che si sia trattato di uno sciocco è attestato dalla coreografica nascita di Alleanza nazionale, partenogenesi del M.S.I., dalla sparizione della fiamma tricolore e della conversione pro-semita e revisionista dentro il perimetro del mai superato istinto sopraffattorio del fascismo medesimo, che sarebbe stato diluito per decenni, durante il dopo guerra, nelle correnti di destra della Democrazia cristiana.
Ci eravamo fermati alla prima anta della vecchia alleanza, quella con i fascisti e poi ci siamo dilungati in una digressione retrospettiva recente.
I fascisti, eterna versione, sono quelli di Giorgia Meloni. Chissà se diventerà presidentessa della Camera, come già toccò a Irene Pivetti?
La Pivetti e Fini hanno fatto una brutta fine, mentre il mestierante della politica Pierferdinando Casini ha resistito agli scombussolamenti delle alleanze e alla perdita di collegi sicuri: quello di Bologna, all'epoca di Prodi e quello pugliese, non più agibile dopo la separazione da Azzurra Caltagirone.
Riuscirà a far annullare anche questo secondo matrimonio, per sposarsi con la domestica?
Ha tentato e credo che sia riuscito a farsi assegnare un collegio sicuro, occupando la poltrona della presidenza della commissione parlamentare sulle banche, di cui si intende solo per aver fatto due turni alla Cassa di Risparmio in Bologna, prima di smettere di lavorare e di riciclarsi continuamente.
Terzo apice del triangolo fra la trinità inscindibile della destra sarà la Lega, non più del solo nord, del rappresentante di felpe, Matteo Salvini.
Gli immodificabili rappattumamenti hanno un senso chiarissimo che non ha bisogno di fuorvianti e disoneste auto giustificazioni e onanistiche interpretazioni.
Il ritorno, parziale, del proporzionale, nonostante la chiara sentenza nel senso del ripristino della percentualizzazione completa, ha riaperto le fenditure nelle quali potranno insinuarsi tutte le ali corte del parlamento, ali incapaci di reggere il peso di un governo che non sarà mai a loro demandato, se non in termini di acquisizione di voti mancanti, con meccanica attribuzione di posti, clientele e prebende speculative e di rendita.
In fondo, la piccole formazioni non mettono neppure in discussione quanto avverrà e si preparano ad una finta, esclusivamente verbale opposizione, comodamente assisi, per un'altra legislatura, sugli scanni pletorici della Camera.
Si, perché la chiave di volta di un sistema marcio, non consiste nelle amputazioni della costituzione, ma nella riduzione dei deputati, assegnando a ciascuno un collegio più ampio e quindi non legato solamente alle clientele provinciali.
Del Partito democratico è inutile dire. E' una versione mariuola della ben più vigorosamente disonesta Democrazia cristiana; se volete di quella, ma sedicente, di sinistra, che ebbe fra i suoi rappresentanti Carlo Donat Cattin, Aldo Moro, la versione magna greca di Ciriaco De Mita e Francesco Cossiga.
Persone che, tranne che per il primo, non ho mai stimati, ma comunque di ben altro spessore del povero Renzie e della sua corte dei miracoli.
opinioni, letteratura, economia, diritto, critica, filosofia, arte, politica, natura, viaggi, società, umanità. Vecchio blog: http://logosiatreus.blogspot.it/
venerdì 19 gennaio 2018
mercoledì 17 gennaio 2018
Le lamentazioni.
La Chiesa e non solo Bergoglio, da qualche lustro chiede perdono di tutto: più ne faccio, più mi perdoni.
Ormai la sanatoria degli offesi che non ci sono più non conosce sosta: il peccato l'accompagna fin dalle origini e il perdono viene sempre da chi non ne è stato vittima.
In realtà nessuno perdona quel che non fa parte della sua esperienza diretta o indiretta, riguardo a quanto viene svelato, dichiarato, denunciato e, decontestualizzato, ammesso, l'idifferenza regna sovrana.
Con codesta catarsi iterativa i preti ricelebrano il rito stantio della confessione: so già cosa ripeterai e con quattro ciance afflittive, vai, pentiti, proponiti di non rifarlo, rifallo e torna qui che ricominciamo.
L'officio rappresentativo è consimile al cartellone di Broadway: viene riproposto in continuazione per un pubblico potenziale stimato in milioni di persone.
Non si accerta se qualcuno è realmente misericordioso o se, al limite, i rimettitori dei peccati che non li hanno riguardati sono sempre i medesimi, milites gloriosi in servizio permanente effettivo.
Questa dunque sarebbe la rivoluzione bergogliana?
Senza il rigetto dell'ordinamento non esiste rivoluzione ma solo riconferma, peccati e sofferenze comprese.
Uscendo dalla sfera soggettiva e focalizzandosi su quella politica, nella quale la Chiesa è parte attiva dalla sua costituzione, vien fatto di chiedersi in che cosa possa consistere un pentimento gesuitico per azioni belliche indirette, di scelta strategica, di connubio fra il trono e l'altare, sviluppatesi nel corso dei duemila anni ( in realtà un po' meno ) di partecipazione e condizionamento, di opposizione e di ripulsa quando veniva rifiutata o messa all'angolo, come fanno e faranno le altre potenze immanenti che non si vantano di avere una missione divina da compiere.
Casomai affermano retoricamente di adoperarsi in una missione storica, alla luce di principi che si sona dati da sole, per ergersi a paladine di quanto le sottende.
Mussolini voleve inaugurare un'era: durò vent'anni come le coalizioni d'avanspettacolo dei nostri giorni.
Il gioco misterico, iniziatico continua a reggere tutte le omertà che non consentono di mettere al corrente la platea di quanto avviene dietro le quinte e per questo, la militanza religiosa, quella politica servono solo al rafforzamento delle rispettive istituzioni, quelle che ci sfruttano e che vorrebbero continuare a nascondersi dietro ad un mandato irresponsabile, contrario alla delega ricevuta.
Se non la ottenessero eserciterebbero lo stesso potere con metodi dittatoriali, già del resto presenti nella tutela sovranazionale delle commissioni brussellesi, come da noi lo fu la sovrapposizione della chiesa cattolica nella politica del dopo guerra, all'epoca dei blocchi.
Se strategicamente credere e votare sono opzioni e proiezioni prive di contenuti è perché nel credere è negata la democrazia delle opinioni e nel votare non si individua più nessun agone democratico.
Ormai la sanatoria degli offesi che non ci sono più non conosce sosta: il peccato l'accompagna fin dalle origini e il perdono viene sempre da chi non ne è stato vittima.
In realtà nessuno perdona quel che non fa parte della sua esperienza diretta o indiretta, riguardo a quanto viene svelato, dichiarato, denunciato e, decontestualizzato, ammesso, l'idifferenza regna sovrana.
Con codesta catarsi iterativa i preti ricelebrano il rito stantio della confessione: so già cosa ripeterai e con quattro ciance afflittive, vai, pentiti, proponiti di non rifarlo, rifallo e torna qui che ricominciamo.
L'officio rappresentativo è consimile al cartellone di Broadway: viene riproposto in continuazione per un pubblico potenziale stimato in milioni di persone.
Non si accerta se qualcuno è realmente misericordioso o se, al limite, i rimettitori dei peccati che non li hanno riguardati sono sempre i medesimi, milites gloriosi in servizio permanente effettivo.
Questa dunque sarebbe la rivoluzione bergogliana?
Senza il rigetto dell'ordinamento non esiste rivoluzione ma solo riconferma, peccati e sofferenze comprese.
Uscendo dalla sfera soggettiva e focalizzandosi su quella politica, nella quale la Chiesa è parte attiva dalla sua costituzione, vien fatto di chiedersi in che cosa possa consistere un pentimento gesuitico per azioni belliche indirette, di scelta strategica, di connubio fra il trono e l'altare, sviluppatesi nel corso dei duemila anni ( in realtà un po' meno ) di partecipazione e condizionamento, di opposizione e di ripulsa quando veniva rifiutata o messa all'angolo, come fanno e faranno le altre potenze immanenti che non si vantano di avere una missione divina da compiere.
Casomai affermano retoricamente di adoperarsi in una missione storica, alla luce di principi che si sona dati da sole, per ergersi a paladine di quanto le sottende.
Mussolini voleve inaugurare un'era: durò vent'anni come le coalizioni d'avanspettacolo dei nostri giorni.
Il gioco misterico, iniziatico continua a reggere tutte le omertà che non consentono di mettere al corrente la platea di quanto avviene dietro le quinte e per questo, la militanza religiosa, quella politica servono solo al rafforzamento delle rispettive istituzioni, quelle che ci sfruttano e che vorrebbero continuare a nascondersi dietro ad un mandato irresponsabile, contrario alla delega ricevuta.
Se non la ottenessero eserciterebbero lo stesso potere con metodi dittatoriali, già del resto presenti nella tutela sovranazionale delle commissioni brussellesi, come da noi lo fu la sovrapposizione della chiesa cattolica nella politica del dopo guerra, all'epoca dei blocchi.
Se strategicamente credere e votare sono opzioni e proiezioni prive di contenuti è perché nel credere è negata la democrazia delle opinioni e nel votare non si individua più nessun agone democratico.
martedì 16 gennaio 2018
Il velo funebre.
Il fratello di Emanuela Orlandi non demorde e continua ad indagare sulle ragioni della scomparsa della sorella.
E' morta o è stata relegata da qualche parte?
Logica vorrebbe che fosse morta; anche se fosse stata sequestrata per recuperare i soldi della malavita custoditi allo I.O.R., la sua eliminazione, una volta che fallì il baratto, sembrerebbe scontata.
Oppure fu restituita al suo Stato nazionale?
Era infatti cittadina vaticana e potrebbe essere stata riscattata e poi..?
Tutti i Papi successivi a quell'evento sono stati a conoscenza della sorte delal poveretta, ma nessuno ne ha mai fatto cenno, secondo la logica di uno Stato totalitario, al quale solo le investigazioni della stampa possono arrecare un danno reputazionale.
Non si tratta certamente di uno Stato democratico.
Che ne sarebbe stato della conoscenza dell'orizzontale pedofilia ecclesiatica, se la stampa non l'avesse fatta venire allo scoperto, anche se l'aveva sempre conosciuta?
Poco importa che la rivelazione sia stata certamente strumentale, se il fenomesno è stato reale?
E' stato? Non sarà più?
Beato, anche in senso canonico, chi ci crede.
Nel rapimento e/o nella sparizione di Emanuela Orlandi ha giocato un ruolo escutivo la malavita romana, in particolare la banda della Magliana ed il suo capo dell'epoca Renato De Pedis, inumato, per disposizione di Ugo Poletti, presidente pro tempore della C.E.I., in sant'Apollinare, la chiesa che ospita, insieme ad alti prelati, i benefattori di Santa Romana Chiesa.
Di qualche cosa il criminale doveva essersi reso meritevole e la sua intercessione avrebbe potuto essere stata decisiva sia per il rapimento, l'eventuale riconsegna o la distruzione delle prove circa la sorte della povera ragazza.
Che cosa c'entrano i capitali della malavita con la sparizione di una studentessa vaticana?
Quei capitali furono impiegati per diretta disposizione di Giovanni Paolo II e per intercessione del governatore dell I.O.R., Paul Marcinkus, per finanziare il sindacato Solidarnosc e per affrettare l'implosione del sistema comunista.
In questo, Marcinkus sarebbe stato l'uomo giusto per l'esecuzione di un'opearzione così spregiudicata, perché statunitense.
La polizia e l'intelligence italiana furono invitate a fare un passo indietro dal Segretario di Stato Vaticano, Cardinale Poletti e incredibilmente lo fecero, proprio quando poteva essere messo in luce l'intreccio spregiudicato, privo di morale, di un'istituzione bancaria internazionale con la più bieca malavita, della quale poteva essere ordinante e tutrice la monarchia dei preti.
Il fratello di Emanuela Orlandi è stato privato, in quanto persona non gradita, della cittadinanza vaticana e con essa del suo impiego allo I.O.R., procuratogli proprio da Giovanni Paolo II, dopo una visita alla sua famiglia.
Adesso che il papa polacco, che l'intelligence d'oltre cortina aveva tentato di levare di torno per mano di un killer musulmano, con il cui paese russi e occidentali hanno rapporti paritari, ad onta della collocazione N.A.T.O. della Turchia, è diventato santo, la irriducibile speranza del fratello sarà certamente definitivamente impedita, casomai al costo della sua vita, se giungerà troppo vicino ad una verità dimostrabile.
Paradossi apparenti dei veli diplomatici, come la pedofilia del clero di cui tutti sapevano fra le gonne ecclesiastiche e di cui nessuno si vergognava e per le quali non chiedeva perdono, pur sapendo ed affermando, tropo tardi, che si è trattato di un danno irreparabile.
Come quello di una vita negata per le paturnie di inserirsi nel gioco politico sovvertitore di un sistema che teneva in equilibrio il mondo, sull'abbrivio di una miope pretesa nazionalistica, ben lungi dall'universalità dei principi e consustanziale alla tradizionale natura ( anche attuale ) della nazione polacca, nella quale la Chiesa cattolica ha sempre svolto e tuttora svolge - come dovunque - una funzione parallela e, come diceva Aldo Moro, per assurdo, convergente attraverso un lavorio squisitamente politico.
Per Emanuela Orlandi nessuno ha chiesto perdono e se mai lo farà gli dovrà essere rigettato in viso, anche se, invece, nei paesi papisti, dove la lobby cattolica esercita una preponderante anche se non più evidente influenza, l'indifferente perdono del gregge, compattato dai cani intonacati, non mancherà.
La gente non ha coscienza perché è intelligente con la rimozione e il nascondimento e su questo la gerarchia di dio può speculare..
E' morta o è stata relegata da qualche parte?
Logica vorrebbe che fosse morta; anche se fosse stata sequestrata per recuperare i soldi della malavita custoditi allo I.O.R., la sua eliminazione, una volta che fallì il baratto, sembrerebbe scontata.
Oppure fu restituita al suo Stato nazionale?
Era infatti cittadina vaticana e potrebbe essere stata riscattata e poi..?
Tutti i Papi successivi a quell'evento sono stati a conoscenza della sorte delal poveretta, ma nessuno ne ha mai fatto cenno, secondo la logica di uno Stato totalitario, al quale solo le investigazioni della stampa possono arrecare un danno reputazionale.
Non si tratta certamente di uno Stato democratico.
Che ne sarebbe stato della conoscenza dell'orizzontale pedofilia ecclesiatica, se la stampa non l'avesse fatta venire allo scoperto, anche se l'aveva sempre conosciuta?
Poco importa che la rivelazione sia stata certamente strumentale, se il fenomesno è stato reale?
E' stato? Non sarà più?
Beato, anche in senso canonico, chi ci crede.
Nel rapimento e/o nella sparizione di Emanuela Orlandi ha giocato un ruolo escutivo la malavita romana, in particolare la banda della Magliana ed il suo capo dell'epoca Renato De Pedis, inumato, per disposizione di Ugo Poletti, presidente pro tempore della C.E.I., in sant'Apollinare, la chiesa che ospita, insieme ad alti prelati, i benefattori di Santa Romana Chiesa.
Di qualche cosa il criminale doveva essersi reso meritevole e la sua intercessione avrebbe potuto essere stata decisiva sia per il rapimento, l'eventuale riconsegna o la distruzione delle prove circa la sorte della povera ragazza.
Che cosa c'entrano i capitali della malavita con la sparizione di una studentessa vaticana?
Quei capitali furono impiegati per diretta disposizione di Giovanni Paolo II e per intercessione del governatore dell I.O.R., Paul Marcinkus, per finanziare il sindacato Solidarnosc e per affrettare l'implosione del sistema comunista.
In questo, Marcinkus sarebbe stato l'uomo giusto per l'esecuzione di un'opearzione così spregiudicata, perché statunitense.
La polizia e l'intelligence italiana furono invitate a fare un passo indietro dal Segretario di Stato Vaticano, Cardinale Poletti e incredibilmente lo fecero, proprio quando poteva essere messo in luce l'intreccio spregiudicato, privo di morale, di un'istituzione bancaria internazionale con la più bieca malavita, della quale poteva essere ordinante e tutrice la monarchia dei preti.
Il fratello di Emanuela Orlandi è stato privato, in quanto persona non gradita, della cittadinanza vaticana e con essa del suo impiego allo I.O.R., procuratogli proprio da Giovanni Paolo II, dopo una visita alla sua famiglia.
Adesso che il papa polacco, che l'intelligence d'oltre cortina aveva tentato di levare di torno per mano di un killer musulmano, con il cui paese russi e occidentali hanno rapporti paritari, ad onta della collocazione N.A.T.O. della Turchia, è diventato santo, la irriducibile speranza del fratello sarà certamente definitivamente impedita, casomai al costo della sua vita, se giungerà troppo vicino ad una verità dimostrabile.
Paradossi apparenti dei veli diplomatici, come la pedofilia del clero di cui tutti sapevano fra le gonne ecclesiastiche e di cui nessuno si vergognava e per le quali non chiedeva perdono, pur sapendo ed affermando, tropo tardi, che si è trattato di un danno irreparabile.
Come quello di una vita negata per le paturnie di inserirsi nel gioco politico sovvertitore di un sistema che teneva in equilibrio il mondo, sull'abbrivio di una miope pretesa nazionalistica, ben lungi dall'universalità dei principi e consustanziale alla tradizionale natura ( anche attuale ) della nazione polacca, nella quale la Chiesa cattolica ha sempre svolto e tuttora svolge - come dovunque - una funzione parallela e, come diceva Aldo Moro, per assurdo, convergente attraverso un lavorio squisitamente politico.
Per Emanuela Orlandi nessuno ha chiesto perdono e se mai lo farà gli dovrà essere rigettato in viso, anche se, invece, nei paesi papisti, dove la lobby cattolica esercita una preponderante anche se non più evidente influenza, l'indifferente perdono del gregge, compattato dai cani intonacati, non mancherà.
La gente non ha coscienza perché è intelligente con la rimozione e il nascondimento e su questo la gerarchia di dio può speculare..
domenica 14 gennaio 2018
L'europa guglielmina e i suoi vassalli.
A scorrere il baggianometro della campagna elettorale, purtroppo ammannita da tutte le televisioni, pubbliche e private, vien fatto di pensare che la palese ipocrisia di un rito svuotato potrebbe avere un risvolto interessante se, anziché misurarsi sulla retorica moralistica ed entusiastica, fornisse i contenuti veri di tanto affannarsi a contendersi un'investitura per approfittare del potere, che i poveri democratici liquidi, in percentuali calanti riattribuiranno proporzionalmente agli appetiti diffusi che sintetizzeranno una percentuale artificiale per assicurarsi il governo, la direzione del luna park.
Se, durante i discorsi alle Camere, i deputati e le senatrici fossero nudi, la modestia della loro condizione li indurrebbe ad abbandonare l'enfasi sproloquiatrice e renderebbe evidente l'impotenza e l'inattuabilità delle perorazioni ufficiali.
Con l'ossequio a queste scimmie vestite, come a molte altre scimmie in posizione apicale anche nelle più sperdute ridotte sociali, si sono provocate guerre, e pervertite le coscienze, si è fornita un'educazione all'incontrario dato che già un adolscente frequentante la scuola superiore era in grado di decrittarle e anzi di rivoltarle nel senso contrario alla morale ostentata.
Il voto ha perso utilità per le classi sociali disperse e, per quanto riguarda le più ricche, abbarbicate: il vasto mondo della borghesia, guardiana della reazione, sta conoscendo una rapida regressione e tornerà ad essere una forza rivoluzionaria. Peccato che sarà di destra, destra sociale in un innaturale alleanza temporanea con il proletariato delle periferie.
A destra ci sarà solo da spartirsi le spoglie e sarà una divisione sanguinosa, sulla quale si sacrificheranno molti condottieri da dozzina, così attivi in questi giorni.
Forse la polverizzazione delle formazioni politiche favorirà un dibattito meno sterile e potrà coinvolgere la parte più istruita degli spettatori, ma resterà un esercizio sterile, puramente accademico, perché l'Italia non ha facoltà di scelta, soprattutto a causa della sua anomalia costitutiva e delle troppe fazioni che si agitano al suo interno senza avere da sole la possibiltà di prevalere e di dare un indirizzo univoco alla politica nazionale.
Non se lo propongono neanche.
Per cui, l'anticipazione della spartizione del bottino è già in corso e si alimenta della povera dialettica degli accorgimenti per giungere domani ad un'alleanza lucrosa per chi aderirà, dopo mille veroniche pre elettorali alla combinazione migliore per i coalizzandi.
Nonostante la loro inanità, sul palcoscenico della politica sono rimasti o tornati sempre gli stessi protagonisti che si sono ormai insediati nell'agone scalcagnato delle promesse irrealizzabili, che solo un uditorio in cerca per l'ennesima volta di un placebo psicologico, può assunere come una terapia momentanea, un ricostituente stagionale.
Quello che serve per l'autunno.
Se, durante i discorsi alle Camere, i deputati e le senatrici fossero nudi, la modestia della loro condizione li indurrebbe ad abbandonare l'enfasi sproloquiatrice e renderebbe evidente l'impotenza e l'inattuabilità delle perorazioni ufficiali.
Con l'ossequio a queste scimmie vestite, come a molte altre scimmie in posizione apicale anche nelle più sperdute ridotte sociali, si sono provocate guerre, e pervertite le coscienze, si è fornita un'educazione all'incontrario dato che già un adolscente frequentante la scuola superiore era in grado di decrittarle e anzi di rivoltarle nel senso contrario alla morale ostentata.
Il voto ha perso utilità per le classi sociali disperse e, per quanto riguarda le più ricche, abbarbicate: il vasto mondo della borghesia, guardiana della reazione, sta conoscendo una rapida regressione e tornerà ad essere una forza rivoluzionaria. Peccato che sarà di destra, destra sociale in un innaturale alleanza temporanea con il proletariato delle periferie.
A destra ci sarà solo da spartirsi le spoglie e sarà una divisione sanguinosa, sulla quale si sacrificheranno molti condottieri da dozzina, così attivi in questi giorni.
Forse la polverizzazione delle formazioni politiche favorirà un dibattito meno sterile e potrà coinvolgere la parte più istruita degli spettatori, ma resterà un esercizio sterile, puramente accademico, perché l'Italia non ha facoltà di scelta, soprattutto a causa della sua anomalia costitutiva e delle troppe fazioni che si agitano al suo interno senza avere da sole la possibiltà di prevalere e di dare un indirizzo univoco alla politica nazionale.
Non se lo propongono neanche.
Per cui, l'anticipazione della spartizione del bottino è già in corso e si alimenta della povera dialettica degli accorgimenti per giungere domani ad un'alleanza lucrosa per chi aderirà, dopo mille veroniche pre elettorali alla combinazione migliore per i coalizzandi.
Nonostante la loro inanità, sul palcoscenico della politica sono rimasti o tornati sempre gli stessi protagonisti che si sono ormai insediati nell'agone scalcagnato delle promesse irrealizzabili, che solo un uditorio in cerca per l'ennesima volta di un placebo psicologico, può assunere come una terapia momentanea, un ricostituente stagionale.
Quello che serve per l'autunno.
sabato 13 gennaio 2018
Adusi per nuovi.
I pezzi di ricambio sono usciti dal mercato.
E' la tecnica appropriativa di un capitalismo provinciale.
Il lavoro giovanile va verso il just in time e le prospettive si fanno anglo-americane.
Le gang giovanili imperversano: non solo quelle dedite agli abusi sessuali ( che ci sono sempre stati ), quanto quelle impegnate in lotte di supremazia territoriale o che infestano linee d'autubus, di metropolitane, le strade, i vicoli e gli angoli delle città, quelle grandi, soprattutto, ma senza escludere le piccole.
Quando una componente di un bene strumentale va in tilt, il più banale pezzo di ricambio non si trova più. Viene fatto sparire dal mercato dal distributore, mentre il produttore si trova chissà dove, generalmente all'estero nei Paesi low cost.
La taratura temporale sull'usura dei pezzi di ricambio viene effettuata all'origine di campagne commerciali mirate e, allorquando si va in cerca di una sostituzione, viene invece proposto un nuovo abbonamento, casomai senza rinunciare ai proventi di dimissione di quello vecchio e lasciando al cliente il possesso del supporto all'agente, normalmente informatico, prevedente un costo e un saldo a conguglio di lì a qualche mese, se non subito.
Lo stesso accade nel mondo dell'impiego: i vecchi contratti vanno in estinzione, quelli nuovi sono all'insegna del più bieco sfruttamento e regolato dal job's act di sinistra memoria.
L'unica attività sociale esercitabile è apprestata e fornita dai neo-fascisti, marchio non riconosciuto della destra istituzionale, come le case editrici di nicchia e la banche on-line che sono la partenogenesi dei grandi editori e delle grandi banche.
Queste ultime preparano così la messa all'incanto delle banche tradizionali, già oggi deputate alla sola vendita, abituando, a zero costi, la nuova utenza a servirsene, mentre il core business si attesterà sulla finanza pura, sul welfare e sulla previdenza.
Tutto all'insegna dello sfruttamento iterativo e circolare dei giovani lavoratori usa e getta come le promozioni commerciali, la produzione per la sostituzione di manufatti industriali ( prodotti ad est dell'europa e un po' più in là in Asia.
I paesi dell'Unione europea restano avvinti all'asse franco-tedesco, come nell'Ottocento. La Germania - come nell'Ottocento - farà strame dei frivoli e vanagloriosi francesi, a tempo e luogo.
Le nazioni del sud-europa restano avvinte al carro teutonico, anche la Grecià: perché?
Perché sono un unicum bancario finanziario con i Paesi che contano, che se ne impossessano a causa della posizione debitoria dei meridionali ed evitano l'impoverimento e la potenziale crisi dei loro floridi forzieri.
Al loro suicidio, ( dei Paesi pigs ) concorrono dissipazione storica e persitente, come la loro corruzione.
A farne le spese, che si ritenevano procrastinate sine die, ereditante dalle nuove generazioni, sono invece le medesime, in solidarietà generazionale con le vecchie, impoverite e incerte.
Anche le cure mediche sono frettolose e precarie, i cronicari per la morte non attendono solo i tumorali.
lo scalpiccio demente e senzo memoria, né cultura si accentua, le mille favelle della Babilonia globale si intersecano, il mondo ex industriale declina, bene che vada per la prossima o le prossime generazioni, verso la beata incoscienza delle cause indiscutibili, empiriche ed evidenti della violenza compensatoria ed allucinatoria delle mal illuminate periferie nazionali delle omogeneità speculative e dei neo-imperi rimodulati.
E' la tecnica appropriativa di un capitalismo provinciale.
Il lavoro giovanile va verso il just in time e le prospettive si fanno anglo-americane.
Le gang giovanili imperversano: non solo quelle dedite agli abusi sessuali ( che ci sono sempre stati ), quanto quelle impegnate in lotte di supremazia territoriale o che infestano linee d'autubus, di metropolitane, le strade, i vicoli e gli angoli delle città, quelle grandi, soprattutto, ma senza escludere le piccole.
Quando una componente di un bene strumentale va in tilt, il più banale pezzo di ricambio non si trova più. Viene fatto sparire dal mercato dal distributore, mentre il produttore si trova chissà dove, generalmente all'estero nei Paesi low cost.
La taratura temporale sull'usura dei pezzi di ricambio viene effettuata all'origine di campagne commerciali mirate e, allorquando si va in cerca di una sostituzione, viene invece proposto un nuovo abbonamento, casomai senza rinunciare ai proventi di dimissione di quello vecchio e lasciando al cliente il possesso del supporto all'agente, normalmente informatico, prevedente un costo e un saldo a conguglio di lì a qualche mese, se non subito.
Lo stesso accade nel mondo dell'impiego: i vecchi contratti vanno in estinzione, quelli nuovi sono all'insegna del più bieco sfruttamento e regolato dal job's act di sinistra memoria.
L'unica attività sociale esercitabile è apprestata e fornita dai neo-fascisti, marchio non riconosciuto della destra istituzionale, come le case editrici di nicchia e la banche on-line che sono la partenogenesi dei grandi editori e delle grandi banche.
Queste ultime preparano così la messa all'incanto delle banche tradizionali, già oggi deputate alla sola vendita, abituando, a zero costi, la nuova utenza a servirsene, mentre il core business si attesterà sulla finanza pura, sul welfare e sulla previdenza.
Tutto all'insegna dello sfruttamento iterativo e circolare dei giovani lavoratori usa e getta come le promozioni commerciali, la produzione per la sostituzione di manufatti industriali ( prodotti ad est dell'europa e un po' più in là in Asia.
I paesi dell'Unione europea restano avvinti all'asse franco-tedesco, come nell'Ottocento. La Germania - come nell'Ottocento - farà strame dei frivoli e vanagloriosi francesi, a tempo e luogo.
Le nazioni del sud-europa restano avvinte al carro teutonico, anche la Grecià: perché?
Perché sono un unicum bancario finanziario con i Paesi che contano, che se ne impossessano a causa della posizione debitoria dei meridionali ed evitano l'impoverimento e la potenziale crisi dei loro floridi forzieri.
Al loro suicidio, ( dei Paesi pigs ) concorrono dissipazione storica e persitente, come la loro corruzione.
A farne le spese, che si ritenevano procrastinate sine die, ereditante dalle nuove generazioni, sono invece le medesime, in solidarietà generazionale con le vecchie, impoverite e incerte.
Anche le cure mediche sono frettolose e precarie, i cronicari per la morte non attendono solo i tumorali.
lo scalpiccio demente e senzo memoria, né cultura si accentua, le mille favelle della Babilonia globale si intersecano, il mondo ex industriale declina, bene che vada per la prossima o le prossime generazioni, verso la beata incoscienza delle cause indiscutibili, empiriche ed evidenti della violenza compensatoria ed allucinatoria delle mal illuminate periferie nazionali delle omogeneità speculative e dei neo-imperi rimodulati.
Quando il pensiero è slegato dal contesto.
Il mulinar dei fiati è come la rena quando turbo spira.
Tutti i banditori pubblici offrono discorsi slegati, privi di logica, ad un popolo di ignoranti, il cui sviluppo mentale è pari al loro percorso formativo, se formazione c'è stata.
Vengono offerti - per fortuna non possono essere più imposti - tutti gli adattamenti delle filosofie rigenerantesi, in un profluvio di balle omnibus che pescano nel pentolone delle masse non più organizzate dall'esterno come classi.
Il capitalismo imperante spazza via anche i suoi adepti più fragili: l'etologia del mercato è molto simile a quella naturale.
Lo si dice anche in molti corsi di formazione e durante i viaggi premio dei promotori.
Il popolo dei consumatori si fa sempre più indifferenziato e le periferie pullulano di stranieri, neri e magrebini che hanno superato, quasi sostituito, gli slavi.
Sono sempre più numerosi anche i cinesi, emigrati col filtro delle loro basi storiche e caratterizzati da diverse stratificazioni sociali etniche.
Qualcuno studia e attenta all'autoctonia dei quartieri periferici, infarciti di disoccupati e pensionati e..di tutti i colonizzatori esogeni che, presto, ne diventeranno i dominatori: una dominanza stracciona e violenta.
Quando l'accoglienza diventa dabbenaggine, ecco che le ragazze del popolo si innamorano dei marocchini e, anche se vengono pestate a sangue, continuano ad amarli, in una riedizione ibrida degli amori preindustriali.
L'etnicità delle relazioni amicali continua prevalentemente a riguardare i maschi che formano comitive o gruppi stradali. Lungo le pensiline delle stazioni, sui marciapiedi del transito da e per le medesime, riecheggiano le vulgate, rozze e ignoranti fin dal timbro.
Anche loro vanno in centro; ci vanno e ritornano sui mezzi pubblici: dopo una cert'ora ne sono gli unici utenti.
Nei reparti di maternità degli ospedali pubblici sono ricoverate esclusivamente, o quasi, donne immigrate: davanti alle porte delle sale travaglio e parto sostano i mariti che s'inalberano quando vedono sopraggiungere, secondo i turni di lavoro, un medico maschio.
Negli ospedali e negli altri locali e uffici pubblici, alle lingue comunitarie - fino a non molti anni fa, solo l'italiano - si sono aggiunte l'arabo, il filippino, il russo e il rumeno.
Altre seguiranno.
La solidarietà di classe è stata sostituita dall'incongruità culturale e morale ( mores=comportamenti, costumi ) fra poveracci, la cui educazione, quando sono giovani, si limita ai luoghi comuni della sopravvivenza e del rancore, che, per gli extracomunitari, al di fuori del loro contesto, diventerà in breve tempo organizzazione per bande.
Le città metropolitane apporteranno una sinergia convulsa e negativa con questi estranei residenti e la criminalità fermenterà.
Sarà una criminalità interna ai quartieri, intesa a stabilire una supremazia nelle primordiali attività economiche, in maniera da costituirsi in holding e controllate.
La militarizzazione del territorio è un dato evidente: per raggiungere gli uffici e servizi statali e comunali di quartiere, dietro o nei pressi delle stazioni centrali, non si possono nemmeno attraversare i corridoi sotto i binari, per via dei controlli antiterrorismo e dei disperati che vi alloggiano, dei facchini senza licenza, dei presidi informali che inquietano i passeggeri e che hanno effettivamente un potenziale criminogeno inaccettabile.
Eppure tutte le città italiane conoscono per la prima volta, in questi termini, il loro Bronx, per il quale non ci sono celle sufficienti e che sarà circoscritto nelle aree di insediamento.
Il modello revivalista degli stracci d'america dei primi anni successivi alla guerra, negozietti nei quali si vendeva l'abbigliamento lasciato dai soldati statunitensi, ritorna sotto le mentite spoglie degli empori cinesi, delle parruccherie africane, delle puzzulenti kebab-pizzerie dei pakistani.
Chi ci abita è già condannato alla difesa, per noi di passaggio, il ritorno al corso non rappresenta ancora la rassicurante dispersione della Babele dei linguaggi: la strettoia dei marciapiedi, porticati o non, ne rivela ancora la cospicua presenza.
Solo all'aprirsi delle grandi vie e delle piazze, il fenomeno è meno avvertibile, tranne che visivamente, ma almeno è muto.
Tutti i banditori pubblici offrono discorsi slegati, privi di logica, ad un popolo di ignoranti, il cui sviluppo mentale è pari al loro percorso formativo, se formazione c'è stata.
Vengono offerti - per fortuna non possono essere più imposti - tutti gli adattamenti delle filosofie rigenerantesi, in un profluvio di balle omnibus che pescano nel pentolone delle masse non più organizzate dall'esterno come classi.
Il capitalismo imperante spazza via anche i suoi adepti più fragili: l'etologia del mercato è molto simile a quella naturale.
Lo si dice anche in molti corsi di formazione e durante i viaggi premio dei promotori.
Il popolo dei consumatori si fa sempre più indifferenziato e le periferie pullulano di stranieri, neri e magrebini che hanno superato, quasi sostituito, gli slavi.
Sono sempre più numerosi anche i cinesi, emigrati col filtro delle loro basi storiche e caratterizzati da diverse stratificazioni sociali etniche.
Qualcuno studia e attenta all'autoctonia dei quartieri periferici, infarciti di disoccupati e pensionati e..di tutti i colonizzatori esogeni che, presto, ne diventeranno i dominatori: una dominanza stracciona e violenta.
Quando l'accoglienza diventa dabbenaggine, ecco che le ragazze del popolo si innamorano dei marocchini e, anche se vengono pestate a sangue, continuano ad amarli, in una riedizione ibrida degli amori preindustriali.
L'etnicità delle relazioni amicali continua prevalentemente a riguardare i maschi che formano comitive o gruppi stradali. Lungo le pensiline delle stazioni, sui marciapiedi del transito da e per le medesime, riecheggiano le vulgate, rozze e ignoranti fin dal timbro.
Anche loro vanno in centro; ci vanno e ritornano sui mezzi pubblici: dopo una cert'ora ne sono gli unici utenti.
Nei reparti di maternità degli ospedali pubblici sono ricoverate esclusivamente, o quasi, donne immigrate: davanti alle porte delle sale travaglio e parto sostano i mariti che s'inalberano quando vedono sopraggiungere, secondo i turni di lavoro, un medico maschio.
Negli ospedali e negli altri locali e uffici pubblici, alle lingue comunitarie - fino a non molti anni fa, solo l'italiano - si sono aggiunte l'arabo, il filippino, il russo e il rumeno.
Altre seguiranno.
La solidarietà di classe è stata sostituita dall'incongruità culturale e morale ( mores=comportamenti, costumi ) fra poveracci, la cui educazione, quando sono giovani, si limita ai luoghi comuni della sopravvivenza e del rancore, che, per gli extracomunitari, al di fuori del loro contesto, diventerà in breve tempo organizzazione per bande.
Le città metropolitane apporteranno una sinergia convulsa e negativa con questi estranei residenti e la criminalità fermenterà.
Sarà una criminalità interna ai quartieri, intesa a stabilire una supremazia nelle primordiali attività economiche, in maniera da costituirsi in holding e controllate.
La militarizzazione del territorio è un dato evidente: per raggiungere gli uffici e servizi statali e comunali di quartiere, dietro o nei pressi delle stazioni centrali, non si possono nemmeno attraversare i corridoi sotto i binari, per via dei controlli antiterrorismo e dei disperati che vi alloggiano, dei facchini senza licenza, dei presidi informali che inquietano i passeggeri e che hanno effettivamente un potenziale criminogeno inaccettabile.
Eppure tutte le città italiane conoscono per la prima volta, in questi termini, il loro Bronx, per il quale non ci sono celle sufficienti e che sarà circoscritto nelle aree di insediamento.
Il modello revivalista degli stracci d'america dei primi anni successivi alla guerra, negozietti nei quali si vendeva l'abbigliamento lasciato dai soldati statunitensi, ritorna sotto le mentite spoglie degli empori cinesi, delle parruccherie africane, delle puzzulenti kebab-pizzerie dei pakistani.
Chi ci abita è già condannato alla difesa, per noi di passaggio, il ritorno al corso non rappresenta ancora la rassicurante dispersione della Babele dei linguaggi: la strettoia dei marciapiedi, porticati o non, ne rivela ancora la cospicua presenza.
Solo all'aprirsi delle grandi vie e delle piazze, il fenomeno è meno avvertibile, tranne che visivamente, ma almeno è muto.
venerdì 12 gennaio 2018
Origini e percorsi.
Certi emigranti sono espulsi dai buchi dei culi del mondo, sono dunque degli stronzi e andrebbero rimossi dal suolo patrio.
Così Donald Trump, eletto dalla maggioritaria America consimile.
Così si esprimono infatti i cittadini, o meglio parte di essi, ma grande parte, dal barbiere, allo stadio, al bar, nelle riunioni conviviali con gli amici, normalmente tutti della stessa risma opinionale.
C'è quindi corrispondenza fra l'eletto e l'elettore, da eligere, o da unto del Signore, come avrebbe detto Berlusconi.
L'espressione gergale rimanda a una verità di fatto, alla quale non soccorrono le ipocrisie dell'ufficialità.
Nei loro conciliaboli, anche i diplomatici usano le stesse espressioni, per cui il Presidente degli Stati Uniti viene rimbeccato per la sua inopportunità ufficiale.
E' comunque vero: il parto per via rettale è molto diffuso, più di quanto non si sia disposti ad ammettere e non solo in ambito migratorio.
Non ne sono esclusi i cittadini ragguardevoli, e i loro ammirati supporters.
Così Donald Trump, eletto dalla maggioritaria America consimile.
Così si esprimono infatti i cittadini, o meglio parte di essi, ma grande parte, dal barbiere, allo stadio, al bar, nelle riunioni conviviali con gli amici, normalmente tutti della stessa risma opinionale.
C'è quindi corrispondenza fra l'eletto e l'elettore, da eligere, o da unto del Signore, come avrebbe detto Berlusconi.
L'espressione gergale rimanda a una verità di fatto, alla quale non soccorrono le ipocrisie dell'ufficialità.
Nei loro conciliaboli, anche i diplomatici usano le stesse espressioni, per cui il Presidente degli Stati Uniti viene rimbeccato per la sua inopportunità ufficiale.
E' comunque vero: il parto per via rettale è molto diffuso, più di quanto non si sia disposti ad ammettere e non solo in ambito migratorio.
Non ne sono esclusi i cittadini ragguardevoli, e i loro ammirati supporters.
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