Il fascismo rinato ripiega all'interno delle nazioni e assume vesti dissimulatrici, tracima nelle periferie più defedate, come nei cenacoli dei quartieri alti.
Le milizie squadristiche fanno beneficienza nelle borgate: incrementano odio e assegnano pasta di semola, organizzano la demonizzazione di un capro espiatorio, espellono nell'ignavia delle forze di polizia.
Il fascismo autoctono potrebbe domani metastatizzarsi in tutta l'europa continentale.
Il fascismo transnazionale punta su questo, come l'Isis sulle contraddizioni del mondo islamico.
Il terorismo non è solo esogeno, è anche endogeno e si nutre dell'alterità reattiva riverberata nei ghetti degli immigrati e del manipolo armato che si mostra in grado di circoscriverli, occuparli e liberarli.
Lo Ius soli sarà demandato alla prossima legislatura nella quale forse mancherà una maggioranza in grado di approvarlo, senza lo spauracchio di una mancata riconferma, se l'iter legislativo si fosse concluso prima dello scioglimento delle Camere.
Così si capitola alle destre opportunistiche, dopo aver capitolato alla propria dignità.
Il fascismo non si può contrastare senza una forza politica organizzata che lo antagonizzi e lo contenga: il senso popolare inclina per le semplificazioni e l'analfabetismo delle ultime escrescenze partitiche favorisce il consenso.
Il fascismo riemerso agisce purtroppo sul senso civico di una nazione come la nostra nel quale è latitante.
opinioni, letteratura, economia, diritto, critica, filosofia, arte, politica, natura, viaggi, società, umanità. Vecchio blog: http://logosiatreus.blogspot.it/
martedì 2 gennaio 2018
Il ritorno della filosofia.
In questo periodo storico indefinito, come tutto quanto è in via di gestazione per infecondità caotica in cerca di un equilibrio fittizio, il pensiero astratto torna inaspettatamente protagonista.
Non lo sarà nei cenacoli matematici in cui si esercita il potere tecnologico, o forse invece si, dato che matematica e filosofia si sfiorano fino ad annullarsi quanfo vengono applicate, .ma sta riapparendo, come una palingenesi degli archetipi, nel concerto sapienziale delle idee.
Una romanticismo di ritorno sta rioccupando gli spazi desertificati che aveva dovuto abbandonare, sotto la pressione del cinismo materialista.
L'interpretazione della società liquida, dei neo fascismi, dell'ibridazione culturale popolare, alla quale si accompagnerà l'accordo dinamico, ma fragile e contraddittorio, fra le istituzioni formali e informali sotto-sovrastanti, ritorna ai filosofi e, sul continente, soprattutto ai filosofi tedeschi o di cultura tedesca. Un nuovo pangermanesimo della cultura al fianco di quello unitarista, estraneo all'empirismo nord americano e inglese che se ne tengono a distanza.
In europa, sulla sua placca continentale, la Russia, di nuovo, contrappone il suo panslavismo, coagulato nell'Unione sovietica, al pangermanesimo nell'unione europea occidentale, Un panslavismo di nuovo potenziale, insidiato dall'islamismo, così come avviene per l'europa dell'ovest, l'Inghilterra e gli Stati Uniti.
Nel momento putiniano non si ha sentore di nuovi giganti letterari, ma il tempo è galantuomo.
Non è affatto detto che la rinascita del senso interpretativo delle cose sia un evento positivo, auspicabile: a queste produzioni creative, pur nell'apparente ferreità è sempre succeduto, in epoca moderna, un lavacro di sangue.
A ben pensare è sempre stato così, sia in presenza, sia in assenza del pensiero critico.
Proprio mentre la realtà si fa sfuggente e rivela la sua fariseicità, nuovi falsi profeti riaffiorano per convertire, convincere - senza che capiscano un' acca, la moltitudini, convinte di essere una nazione, dell'ennesima versione del bene contro il male.
La vulgata di dittatori replicanti si fa veicolare da corifei eruditi, dall'inclita al volgo tutti sono di nuovo coinvolti in un'altra, non ancora perfezionata, falsificazione.
Il perfezionamento consisterà nel predominio o nel dominio tout court, al seguito della melodia assunta dal sistema apparentemente coeso dell'ultimo conformismo, mentre, senza fede alcuna, i cuori e gli animi staranno all'erta per cogliere le occasioni strategiche di ogni possibile tradimento, rivolgimento, rovesciamento interpretativo.
Il positivismo francese, coniugato con l'esistenzialismo, appare oggi la cornice di un'epoca superata nella proposizione teorica della vita; il marxismo è stato semplicemente sconfitto. Le utopie rivestite di oggettività non sono evoluzioni di pensiero senza genetica, sono casomai centrifughe omogeneizzanti prima di essere adattatorie, si agitano su di una base ristretta riproponentesi. Il pensiero è libero e incoercibile, si dice, ma attinge a prodromi sedimentati, falsificazioni fondanti di una cultura. Di questa, anzichè di quella.
Il romanticismo è una riedizione del musicale pensiero tedesco, ma la sua delizia non è necessariamente foriera di pace e bellezza; le altre versioni filosofiche i suoi antidoti.
Il romanticismo è una forza propulsiva e coinvolgente, non scevra di irrazionalita, come l'amore, la logica positivista cristallizza invece le posizioni che diventano, col tempo, ripiegamenti difensivi tardivi.
Sull'onda del sentimento, del comune sentire, il pangermanesinmo si è rimesso in movimento, senza neppure avere contezza d'averlo fatto.
Sarà l'ebraismo a correggerne il percorso, se eviterà di ridiventarne la vittima.
L'illusione sperimentale delle rivoluzioni politiche è temporaneamente superata, quella della religiosità, che non è fede, riprende forza non nelel sue forme trascendenti, bensì in quelle immanenti e popolari dell'invidia che si applica agli estremismi sacificali.
L'estremismo senza esito individuato è il regno dell'immanenza occasionale, dello pseudo pensiero raccogliticcio, dell'esplosione ed implosione fine a se stessa, testimoniale, un corpo a corpo quale unica misura di una contesa anarchica, nella quale, per ora, non gioca solo l'anarchia del potere.
Il pensiero attuale, quindi, è un'emulsione, un clima, una sensazione.
Non lo sarà nei cenacoli matematici in cui si esercita il potere tecnologico, o forse invece si, dato che matematica e filosofia si sfiorano fino ad annullarsi quanfo vengono applicate, .ma sta riapparendo, come una palingenesi degli archetipi, nel concerto sapienziale delle idee.
Una romanticismo di ritorno sta rioccupando gli spazi desertificati che aveva dovuto abbandonare, sotto la pressione del cinismo materialista.
L'interpretazione della società liquida, dei neo fascismi, dell'ibridazione culturale popolare, alla quale si accompagnerà l'accordo dinamico, ma fragile e contraddittorio, fra le istituzioni formali e informali sotto-sovrastanti, ritorna ai filosofi e, sul continente, soprattutto ai filosofi tedeschi o di cultura tedesca. Un nuovo pangermanesimo della cultura al fianco di quello unitarista, estraneo all'empirismo nord americano e inglese che se ne tengono a distanza.
In europa, sulla sua placca continentale, la Russia, di nuovo, contrappone il suo panslavismo, coagulato nell'Unione sovietica, al pangermanesimo nell'unione europea occidentale, Un panslavismo di nuovo potenziale, insidiato dall'islamismo, così come avviene per l'europa dell'ovest, l'Inghilterra e gli Stati Uniti.
Nel momento putiniano non si ha sentore di nuovi giganti letterari, ma il tempo è galantuomo.
Non è affatto detto che la rinascita del senso interpretativo delle cose sia un evento positivo, auspicabile: a queste produzioni creative, pur nell'apparente ferreità è sempre succeduto, in epoca moderna, un lavacro di sangue.
A ben pensare è sempre stato così, sia in presenza, sia in assenza del pensiero critico.
Proprio mentre la realtà si fa sfuggente e rivela la sua fariseicità, nuovi falsi profeti riaffiorano per convertire, convincere - senza che capiscano un' acca, la moltitudini, convinte di essere una nazione, dell'ennesima versione del bene contro il male.
La vulgata di dittatori replicanti si fa veicolare da corifei eruditi, dall'inclita al volgo tutti sono di nuovo coinvolti in un'altra, non ancora perfezionata, falsificazione.
Il perfezionamento consisterà nel predominio o nel dominio tout court, al seguito della melodia assunta dal sistema apparentemente coeso dell'ultimo conformismo, mentre, senza fede alcuna, i cuori e gli animi staranno all'erta per cogliere le occasioni strategiche di ogni possibile tradimento, rivolgimento, rovesciamento interpretativo.
Il positivismo francese, coniugato con l'esistenzialismo, appare oggi la cornice di un'epoca superata nella proposizione teorica della vita; il marxismo è stato semplicemente sconfitto. Le utopie rivestite di oggettività non sono evoluzioni di pensiero senza genetica, sono casomai centrifughe omogeneizzanti prima di essere adattatorie, si agitano su di una base ristretta riproponentesi. Il pensiero è libero e incoercibile, si dice, ma attinge a prodromi sedimentati, falsificazioni fondanti di una cultura. Di questa, anzichè di quella.
Il romanticismo è una riedizione del musicale pensiero tedesco, ma la sua delizia non è necessariamente foriera di pace e bellezza; le altre versioni filosofiche i suoi antidoti.
Il romanticismo è una forza propulsiva e coinvolgente, non scevra di irrazionalita, come l'amore, la logica positivista cristallizza invece le posizioni che diventano, col tempo, ripiegamenti difensivi tardivi.
Sull'onda del sentimento, del comune sentire, il pangermanesinmo si è rimesso in movimento, senza neppure avere contezza d'averlo fatto.
Sarà l'ebraismo a correggerne il percorso, se eviterà di ridiventarne la vittima.
L'illusione sperimentale delle rivoluzioni politiche è temporaneamente superata, quella della religiosità, che non è fede, riprende forza non nelel sue forme trascendenti, bensì in quelle immanenti e popolari dell'invidia che si applica agli estremismi sacificali.
L'estremismo senza esito individuato è il regno dell'immanenza occasionale, dello pseudo pensiero raccogliticcio, dell'esplosione ed implosione fine a se stessa, testimoniale, un corpo a corpo quale unica misura di una contesa anarchica, nella quale, per ora, non gioca solo l'anarchia del potere.
Il pensiero attuale, quindi, è un'emulsione, un clima, una sensazione.
lunedì 25 dicembre 2017
La gravità dello spirito verso sera.
Oggi è stato un giorno di sospensione, nel quale la vox clamans in deserto è potuta risuonare, dispersa dal vento e riportata dall'eco.
L'atavico ammonimento e il sorriso redimente hanno perso di pregnanza e di influenza nelle società secolarizzate, mentre continua a tormentare, di ora in ora, con i suoi richiami, le società sottomesse, non più dalla religione politica, ma dalla declinazione politico/popolare dell'islamismo, non del suo pensiero, non difforme dall'omogeneità con gli omologhi concorrenti, sotto traccia bellicista come quello cristiano, mentre l'ebraismo, che li ha creati, se ne difende, individuando in essi una cangiante della minaccia che lo sovrasta.
La sospensione è durata poco: il tempo della preparazione, del trasferimento alla chiesa più vicina o preferita, il trasferimento al desco. Tutto disolventesi sotto l'abbiocco post prandiale.
Il crepuscolo involve nel riannodare sottovoce, lentamente e pigramente la trama del consueto, lasciato per un attimo.
Domani si replicherà con maggior leggerezza , all'alba insignificante dell' inerzia.
L'atavico ammonimento e il sorriso redimente hanno perso di pregnanza e di influenza nelle società secolarizzate, mentre continua a tormentare, di ora in ora, con i suoi richiami, le società sottomesse, non più dalla religione politica, ma dalla declinazione politico/popolare dell'islamismo, non del suo pensiero, non difforme dall'omogeneità con gli omologhi concorrenti, sotto traccia bellicista come quello cristiano, mentre l'ebraismo, che li ha creati, se ne difende, individuando in essi una cangiante della minaccia che lo sovrasta.
La sospensione è durata poco: il tempo della preparazione, del trasferimento alla chiesa più vicina o preferita, il trasferimento al desco. Tutto disolventesi sotto l'abbiocco post prandiale.
Il crepuscolo involve nel riannodare sottovoce, lentamente e pigramente la trama del consueto, lasciato per un attimo.
Domani si replicherà con maggior leggerezza , all'alba insignificante dell' inerzia.
Soli per convenienza o per necessità.
Per chi è solo ed è sopravvissuto ad essa, la festa volge finalmente al termine.
Le chiese orientali festeggeranno più avanti la natività, mentre le pasque cristiane sono state unificate.
L'istituzione ecclesiastica è stata osteggiata e combattuta, in occidente, dal pensiero liberale, di supporto alle baionette e recuperata negli slogans dal fascismo plebeo, in una non dichiarata alleanza/disalleanza/ rialleanza, come nella politica bellicista dei secoli scorsi, ridotta oggi alla sua parodia mentecatta, mediocremente avida e diabetica, anzichè sanguinosa.
Il sacrifico rimane solo per gli animali, riprodotti per essere mangiati.
Capisco che la sorte dell'animale uomo non sia significativa, ma la sovrastruttura culturale, ancella di quella monetaria, la rende intollerabile e consente a chi può valersene e ai suoi illusi clienti, di osservare con scherno, l'inane insopportazione di chi vi è soggetto.
Oggi è stato tutto un rinovellare di luoghi comuni, di ricordi ed esperienze superficiali: il gioco e il superamento dell'officio i sono sostenuti a vicenda ed ora, col senso della vacuità e della menzogna, si può riattendere al consueto.
So però che, per antico ricordo, il Natale può essere una parentesi di gioia e di sospesa illusione, purtroppo consapevole della sua imminente dissoluzione.
Rimane il simbolo inavvertito di un discrimine onnipresente, tragicamente subito e rimosso da masse di festeggianti pagani per i quali il mito serve solo al divertimento, del quale i destinatari ( del mito ) sono gli alimentatori.
In fondo, chi è rimasto da solo, vinto l'unflusso nefasto del vuoto, da taluni riempito dalla lotta per sopravvivere, a qualche cosa è sfuggito.
Le chiese orientali festeggeranno più avanti la natività, mentre le pasque cristiane sono state unificate.
L'istituzione ecclesiastica è stata osteggiata e combattuta, in occidente, dal pensiero liberale, di supporto alle baionette e recuperata negli slogans dal fascismo plebeo, in una non dichiarata alleanza/disalleanza/ rialleanza, come nella politica bellicista dei secoli scorsi, ridotta oggi alla sua parodia mentecatta, mediocremente avida e diabetica, anzichè sanguinosa.
Il sacrifico rimane solo per gli animali, riprodotti per essere mangiati.
Capisco che la sorte dell'animale uomo non sia significativa, ma la sovrastruttura culturale, ancella di quella monetaria, la rende intollerabile e consente a chi può valersene e ai suoi illusi clienti, di osservare con scherno, l'inane insopportazione di chi vi è soggetto.
Oggi è stato tutto un rinovellare di luoghi comuni, di ricordi ed esperienze superficiali: il gioco e il superamento dell'officio i sono sostenuti a vicenda ed ora, col senso della vacuità e della menzogna, si può riattendere al consueto.
So però che, per antico ricordo, il Natale può essere una parentesi di gioia e di sospesa illusione, purtroppo consapevole della sua imminente dissoluzione.
Rimane il simbolo inavvertito di un discrimine onnipresente, tragicamente subito e rimosso da masse di festeggianti pagani per i quali il mito serve solo al divertimento, del quale i destinatari ( del mito ) sono gli alimentatori.
In fondo, chi è rimasto da solo, vinto l'unflusso nefasto del vuoto, da taluni riempito dalla lotta per sopravvivere, a qualche cosa è sfuggito.
Il paradosso della libertà.
Solo il pensiero straniero può riempire il vuoto, la sterilità della gestione dell'inesistente.
L'unico pensiero estraneo è quello di Francesco I.
Anche ha oggi ha profferito una verità politica apparentemente profetica, ma che ha in realtà solo rilevato la nevroticità di una contraddizione in mala fede. "questo modello di sviluppo che sta per essere superato e che nei pochi decenni di infatuazione pubblicitaria ha apportato solo povertà e disgregazione, razzismo" e populismo di destra.
Populismo di destra non lo ha detto, ne è una conseguenza minore, ma la prima parte della frase è sua e attinge all'analisi dialettica della fine dell'utilità, solo per chi la proprugna, di un modello economico o di un regime politico.
Ancora una volta è stata una parte della Chiesa a cogliere il punto di rottura e ad anticiparlo.
La ferita, per molti mortale, è stata inferta e il prossimo futuro dovrà essere democratico.
Per poterlo essere dovrà collocarsi necessariamente all'opposizione e questo il gesuita Bergoglio, ma non la gerarchia e qualche pretino appiccicato a qualche vescovo utilitaristicamente conservatore, lo ha compreso e promulgato.
Fallita la riforma ratzingeriana della Curia, il vecchio Bergoglio l'ha proseguita con ridotti risultati, stante la potenza fortificata della chiesa rotaryana, ma l'ha ampliata portandosi, con evangelica decisione, sulla zattera dei declassati disprezzati, il cui numero si mantiene costante, quando non si incrementa, di generazione in generazione, agli angoli delle strade e nelle retrovie nascoste della disperazione.
L'unico a riscattare il pensiero è il Papa che ricolloca, attraverso la fede che spiana le montagne, la Chiesa apparente ai vertici del pensiero indipendente: è un paradosso, uno dei tanti, nel quale la cultura ibrida, attinta dal rovesciamento della prassi ebraica, alla quale è strettamente connessa, si ritrova profeticamente a fianco dei deboli contingenti.
Culturalmente pescatrice di uomini.
Con la stessa disinvolta eterogenesi potrà domani tornare al fianco del trono per poi litigarvi, perchè è una sintesi evoluta e coltivata per secoli al riparo da un libero dibattito, che si svolge, ma senza la sua partecipazione intorno ad essa, ma non dentro di essa.
Al di dentro, come in qualsiasi corte si muovono le congiure di potere, che non possono concepire che la salvaguardia dei privilegi e l'agitarsi proselitistico e raggruppante delle parrocchie.
Pur non credendo che questo sia l'esito del bimillenario, ondivago percorso, sono a supporto di questa figura rara e preziosa,in quanto paradossalmente libera.
L'unico pensiero estraneo è quello di Francesco I.
Anche ha oggi ha profferito una verità politica apparentemente profetica, ma che ha in realtà solo rilevato la nevroticità di una contraddizione in mala fede. "questo modello di sviluppo che sta per essere superato e che nei pochi decenni di infatuazione pubblicitaria ha apportato solo povertà e disgregazione, razzismo" e populismo di destra.
Populismo di destra non lo ha detto, ne è una conseguenza minore, ma la prima parte della frase è sua e attinge all'analisi dialettica della fine dell'utilità, solo per chi la proprugna, di un modello economico o di un regime politico.
Ancora una volta è stata una parte della Chiesa a cogliere il punto di rottura e ad anticiparlo.
La ferita, per molti mortale, è stata inferta e il prossimo futuro dovrà essere democratico.
Per poterlo essere dovrà collocarsi necessariamente all'opposizione e questo il gesuita Bergoglio, ma non la gerarchia e qualche pretino appiccicato a qualche vescovo utilitaristicamente conservatore, lo ha compreso e promulgato.
Fallita la riforma ratzingeriana della Curia, il vecchio Bergoglio l'ha proseguita con ridotti risultati, stante la potenza fortificata della chiesa rotaryana, ma l'ha ampliata portandosi, con evangelica decisione, sulla zattera dei declassati disprezzati, il cui numero si mantiene costante, quando non si incrementa, di generazione in generazione, agli angoli delle strade e nelle retrovie nascoste della disperazione.
L'unico a riscattare il pensiero è il Papa che ricolloca, attraverso la fede che spiana le montagne, la Chiesa apparente ai vertici del pensiero indipendente: è un paradosso, uno dei tanti, nel quale la cultura ibrida, attinta dal rovesciamento della prassi ebraica, alla quale è strettamente connessa, si ritrova profeticamente a fianco dei deboli contingenti.
Culturalmente pescatrice di uomini.
Con la stessa disinvolta eterogenesi potrà domani tornare al fianco del trono per poi litigarvi, perchè è una sintesi evoluta e coltivata per secoli al riparo da un libero dibattito, che si svolge, ma senza la sua partecipazione intorno ad essa, ma non dentro di essa.
Al di dentro, come in qualsiasi corte si muovono le congiure di potere, che non possono concepire che la salvaguardia dei privilegi e l'agitarsi proselitistico e raggruppante delle parrocchie.
Pur non credendo che questo sia l'esito del bimillenario, ondivago percorso, sono a supporto di questa figura rara e preziosa,in quanto paradossalmente libera.
lunedì 18 dicembre 2017
Le tante varietà di italiani.
Sono italiani gli appartenenti alla comunità ebraica?
Sono italiani i lobbysti monarchici così ben impersonati dall'ultimo discendente della casa reale, che sfottono ed irridono questi concittadini?
Sono italiani i conservatori di ritorno per ogni occasione, focalizzati quasi esclusivamente al sud e in ristretti e feudali ambiti del piemonte sabaudo?
Sono italiani i reduci della partigianeria che non hanno praticato in armi, gli ex comunisti, gli oppositori e i sostenitori del regime fascista?
Ciascuna di queste categorie - e me ne sono sfuggite certamente molte altre - rappresenta uno spicchio incompatibile della nazione e, soprattutto, l' a- democratica particolarità non comunicante e neppure accettante le altrui diversità.
Mentre ufficialmente si propugna l'omologazione di tutto, le virulente appartenenze, un tempo di sinsitra, oggi di destra, emergono, giudicano, offendono e svalutano per poi ritrarsi nel proprio alveo, tutt'altro che omogeneo e pacifico.
Un gesto reliquiario - ponderato o non ponderato? - ha rinfocolato gli animi strumentali, che forse del re fellone, come i suoi discendenti, non si curano affatto, ma del suo travisato vessillo fanno il loro per una riapparizione apparentemente miracolosa.
Lo Stato italiano ha ancora una sua caratteristica costituzionale che, per essere stata, più volte, non rispettata, ha rivelato la forte presenza di culture e sensibilità difformi da quelle in essa contenute e che aveva solo coperto. le metastasi della scoordinatissima società italiana frazionaria.
Da tempo, in un crescendo di simbologie proposte e di conseguenze messe in atto impunemente, sono sul proscenio e vi sostano con volgarità di linguaggio, di sentimenti e d'incultura.
Lo specchio di quanto è potuto accadere...fino ad ora.
Sono italiani i lobbysti monarchici così ben impersonati dall'ultimo discendente della casa reale, che sfottono ed irridono questi concittadini?
Sono italiani i conservatori di ritorno per ogni occasione, focalizzati quasi esclusivamente al sud e in ristretti e feudali ambiti del piemonte sabaudo?
Sono italiani i reduci della partigianeria che non hanno praticato in armi, gli ex comunisti, gli oppositori e i sostenitori del regime fascista?
Ciascuna di queste categorie - e me ne sono sfuggite certamente molte altre - rappresenta uno spicchio incompatibile della nazione e, soprattutto, l' a- democratica particolarità non comunicante e neppure accettante le altrui diversità.
Mentre ufficialmente si propugna l'omologazione di tutto, le virulente appartenenze, un tempo di sinsitra, oggi di destra, emergono, giudicano, offendono e svalutano per poi ritrarsi nel proprio alveo, tutt'altro che omogeneo e pacifico.
Un gesto reliquiario - ponderato o non ponderato? - ha rinfocolato gli animi strumentali, che forse del re fellone, come i suoi discendenti, non si curano affatto, ma del suo travisato vessillo fanno il loro per una riapparizione apparentemente miracolosa.
Lo Stato italiano ha ancora una sua caratteristica costituzionale che, per essere stata, più volte, non rispettata, ha rivelato la forte presenza di culture e sensibilità difformi da quelle in essa contenute e che aveva solo coperto. le metastasi della scoordinatissima società italiana frazionaria.
Da tempo, in un crescendo di simbologie proposte e di conseguenze messe in atto impunemente, sono sul proscenio e vi sostano con volgarità di linguaggio, di sentimenti e d'incultura.
Lo specchio di quanto è potuto accadere...fino ad ora.
domenica 17 dicembre 2017
La precarietà del crimine integrato.
Igor, dalla campagna triste della bassa, ai campi dell'Aragona. Una vocazione, un addestramento a districarsi nei terreni aridi o acquitrinosi.
Adesso che è stato preso, la sua evidente sopranatura di Rambo militare viene riconosciuta: è un titolo di vanto per la giustizia e la moralità aver reso innocua l'ennesima impersonificazione del male.
Che sia capace di districarsi in condizioni di estrema inferiorità l'ha dimostrato facendo fuori due carabineros della famigerata Guardia civil franchista.
Ci ha rimesso le bucce anche un massaro che stava guidando i due militari alla cattura di un presunto ladro.
L'hanno preso solo perchè ha avuto un incidente, altrimenti sarebbe ancora a zonzo.
E' riuscito a sopravvivere alle ferite riportate ed a fuggire fino alla Spagna, dove si è scoperto con una rapina in villa di pochi giorni fa.
Se non sarà processato in Italia e riconosciuto colpevole, gli eredi degli uccisi recenti non potranno ottenere nessun indennizzo.
La taglia su di lui resterà senza assegnatario.
La vita randagia, sorretta dall'addestramento inutile alla vita civile, continuava ad essere la sua etologia, in attesa della sua morte, che, a differenza della sorte riservata ai terroristi, gli è stata sottratta, perché potesse diventare un'icona della nemesi giustizialista.
Incarcerato, in attesa della comminazione di tanti ergastoli quanti sono stati i suoi omicidi, non parla, non collabora, è estraneo a qualsiasi interazione con altri animali ecosistemici che lo hanno neutralizzato senza eliminarlo, secondo la volontà degli ordini verticali.
Adesso è un animale in gabbia che resta estraneo al sistema, una personalità autoreferenziale estranea perché estraniata dalla società civile, dopo essere stato disumanizzato da un addestramento omicida e da una ruvida scuola di sopravvivenza.
Si presume che sia comunque inserito in un network criminale internazionale, ma, se anche così fosse, viene sempre colto da solo, alla guida di furgoni, pick-up, pronto alla fuga a piedi o in bicicletta, lo stesso mezzo che ha usato per cinque anni lungo i canali delle tristi terre irrigue padane.
Estrapolato dal suo ultimo, deserto insediamento, dove continuava a vivere da esule, non ha trovato difficoltà a trasformarsi-confermarsi in un uomo senza meta, itinerante e a replicare tecniche ed atteggiamenti uniformi di una limitata coazione a ripetere.
Igor sembra impossibilitato a vivere fuori da contesti nei quali si trova solo, si nutre con rapine e furti di dozzina, secondo tecniche di sopravvivenza che lo hanno portato anche a contendere una ciotola di cibo ad un cane.
In che cosa consiste la vagheggiata internazionale del crimine just in time, se i suoi adepti e Igor in particolare devono vivere così e ripetere continuamente gli stessi gesti. Anche stavolta è stato intercettato su un furgone rubato, ma mentre nella prima occasione, pur ferito nel precedente scontro a fuoco con le guardie ecologiche, era riuscito ad eclissarsi, come non gli è riuscito stavolta a causa di un incidente stradale che lo ha stordito.
Che Igor sia capace di combattere e di mimetizzarsi è provato:la sua tecnica bellica non è quella di uno sprovveduto malvivente, la sua condizione di vivere alla macchia in zone sperdute, pur essendo in grado di confondersi con torpedoni di pellegrini, ne attestano l'addestramento specifico.
Se esiste, che razza di terreno di coltura è mai questo che lascia a disposizione anonimi sicari e li recluta all'occasione, consentendo loro di valersi di una rete di solidarietà operativa?
Adesso che è stato preso, la sua evidente sopranatura di Rambo militare viene riconosciuta: è un titolo di vanto per la giustizia e la moralità aver reso innocua l'ennesima impersonificazione del male.
Che sia capace di districarsi in condizioni di estrema inferiorità l'ha dimostrato facendo fuori due carabineros della famigerata Guardia civil franchista.
Ci ha rimesso le bucce anche un massaro che stava guidando i due militari alla cattura di un presunto ladro.
L'hanno preso solo perchè ha avuto un incidente, altrimenti sarebbe ancora a zonzo.
E' riuscito a sopravvivere alle ferite riportate ed a fuggire fino alla Spagna, dove si è scoperto con una rapina in villa di pochi giorni fa.
Se non sarà processato in Italia e riconosciuto colpevole, gli eredi degli uccisi recenti non potranno ottenere nessun indennizzo.
La taglia su di lui resterà senza assegnatario.
La vita randagia, sorretta dall'addestramento inutile alla vita civile, continuava ad essere la sua etologia, in attesa della sua morte, che, a differenza della sorte riservata ai terroristi, gli è stata sottratta, perché potesse diventare un'icona della nemesi giustizialista.
Incarcerato, in attesa della comminazione di tanti ergastoli quanti sono stati i suoi omicidi, non parla, non collabora, è estraneo a qualsiasi interazione con altri animali ecosistemici che lo hanno neutralizzato senza eliminarlo, secondo la volontà degli ordini verticali.
Adesso è un animale in gabbia che resta estraneo al sistema, una personalità autoreferenziale estranea perché estraniata dalla società civile, dopo essere stato disumanizzato da un addestramento omicida e da una ruvida scuola di sopravvivenza.
Si presume che sia comunque inserito in un network criminale internazionale, ma, se anche così fosse, viene sempre colto da solo, alla guida di furgoni, pick-up, pronto alla fuga a piedi o in bicicletta, lo stesso mezzo che ha usato per cinque anni lungo i canali delle tristi terre irrigue padane.
Estrapolato dal suo ultimo, deserto insediamento, dove continuava a vivere da esule, non ha trovato difficoltà a trasformarsi-confermarsi in un uomo senza meta, itinerante e a replicare tecniche ed atteggiamenti uniformi di una limitata coazione a ripetere.
Igor sembra impossibilitato a vivere fuori da contesti nei quali si trova solo, si nutre con rapine e furti di dozzina, secondo tecniche di sopravvivenza che lo hanno portato anche a contendere una ciotola di cibo ad un cane.
In che cosa consiste la vagheggiata internazionale del crimine just in time, se i suoi adepti e Igor in particolare devono vivere così e ripetere continuamente gli stessi gesti. Anche stavolta è stato intercettato su un furgone rubato, ma mentre nella prima occasione, pur ferito nel precedente scontro a fuoco con le guardie ecologiche, era riuscito ad eclissarsi, come non gli è riuscito stavolta a causa di un incidente stradale che lo ha stordito.
Che Igor sia capace di combattere e di mimetizzarsi è provato:la sua tecnica bellica non è quella di uno sprovveduto malvivente, la sua condizione di vivere alla macchia in zone sperdute, pur essendo in grado di confondersi con torpedoni di pellegrini, ne attestano l'addestramento specifico.
Se esiste, che razza di terreno di coltura è mai questo che lascia a disposizione anonimi sicari e li recluta all'occasione, consentendo loro di valersi di una rete di solidarietà operativa?
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