Attraverso la solita baracconata populista, non poteva che rivincere Matteo Renzie, mentre il Partito democratico - se queste votazioni per la strada, accessibili a chiunque, previa pagamento di due euro, possono definirsi un'investitura - diventa, dopo la scissione, ignorata dai media, un pericoloso movimento post democristiano di centro-destra.
Il lutto con cui i settori più retrivi della destra reddituaria hanno accolto lo scarto del pupone di Rignano, come se fosse un addio, è lì a testimoniarlo, ma la "revanche", che era scontata, lo riporta ufficialmente (sic!) in cabina di regia, che dietro le quinte, come un allenatore di pallone squalificato, ha condotto dagli spalti, in attesa di un rapidissimo e scontatissimo ritorno laddove il popolo non lo aveva posto. Come se niente fosse stato, aveva continuato ad occupare e a eterocondurre, fin dalla formazione, il governicchio del buon Gentiloni, infarcito di tutti i ministri che aveva lui. Da non eletto, ancora una volta, tranne che da una processione di passanti, ha già ripetuto, oltre alle solite incongruenze logiche e bambinescamente sofistiche, che il suo primo impegno sarà la riforma elettorale, quella che sarebbe conseguita alla mutilazione della Costituzione, tentata il 4 Dicembre scorso. Quella che gli attribuirebbe un potere plebiscitario.
Che la volontà degli elettori sia disprezzzata, in questa seconda o terza repubblica, è di palmare evidenza e mette in mostra il rischio di involuzione democratica che sta dietro al progetto eterodiretto, di questo clone della prima repubblica, con forti eccentuazioni populistiche, di destra.
Il Partito democratico è, a tutti gli effetti, il contenitore di tutte le istanze populiste, nel senso di plebee ed ignoranti, che non possono, per questo, trovare altra conduzione che quella di un leaderismo, per ora, bamboccesco.
Come Capo di governo, Renzie non ha alcuna credibilità, ma già in precedenza fu chiamato ad usurpare un ruolo per lui incompatibile ed ora riparte ( investito da chi? ) a rappresentare la ripetizione del primo tentativo andato a male.
Questa prevedibile risurrezione è stata dovuta alla labilità delle strutture partitiche di una compagine di trasformisti, per inventare, per se stessi, un sistema di arricchimento personale e, attraverso una rendita di posizione, un'influenza distributiva fidelizzante e porsi alla testa di una ampia schiera di "clientes", appoggiandosi e lasciando un margine quasi totalitario alla rendita finanziaria.
Renzie si muove in un vuoto pneumatico e può ignorare il senso palese delle intenzioni e della volontà della stragrande maggioranza del popolo, come uno Tsipras qualunque, con una prospettiva di un esito relativo del tutto analogo, come la lunga stagione della corruzione e dello sperpero ha comportato, per cui, salvando solo - ma ridicolmente - la parvenza di un'espressione popolare interna, bypassando quella di pochi mesi fa, in sede referendaria, prevista dalla Costituzione, cerca insistentemente, non conoscendo un'opposizione organizzata e temibile, di ripristinare un fascismo mellifuo, per ricreare le condizioni per trasformarlo, all'occorrenza, in manganellatore.
Nel contesto slabbrato in cui ci troviamo, contro questi plebeismi autoritari, "umili", cioè sottomessi alla volontà del ragioniere di un creditore, la testimonianza della società civile, dei fuoriusciti dall'ectoplasma piddino e chiunque altro sia in grado di farlo, devono agire in autonomia, ma concentricamente, contro il PD, forti del consenso espresso generalisticamente, ma chiaramente il 4 Dicembre 2016.
Ci risiamo, ma non è una novità, in questo Paese dove i partigiani sono stati disarmati da un comunista, non solo nel 1945.
opinioni, letteratura, economia, diritto, critica, filosofia, arte, politica, natura, viaggi, società, umanità. Vecchio blog: http://logosiatreus.blogspot.it/
domenica 30 aprile 2017
sabato 29 aprile 2017
Dopo l'ubriacatura.
I giovani italiani, nel frattempo un po' invecchiati, si sono resi conto che l'abolizione dell'art. 18 dello Statuto dei lavoratori e tante altre trovate demolitrici degli equilibri fra imprese e lavoratori, hanno solo prodotto occasionalità e concorrenza al ribasso sulle retribuzioni.
I contratti atipici sono diventati la norma nei lavori, ripartiti fra precarietà e schiavitù e che la campagna d'infamia del posto pubblico, serviva a delegittimare la stabilità del posto occupato.
L'acquista moralità, troppo repentina, metteva alla stanga, non i corrotti - la maggioranza - del mondo produttivo e di quello politico che, negli ultimi sessant'anni, avevano provocato una situazione di potenziale "default", rivelatasi quando la fine effettiva della seconda guerra mondiale ci ha lasciati seduti sulle macerie di un benessere usurpato con i debiti e il clientelismo.
Dopo una generazione, ormai, bruciata sull'altare del liberismo, di quei padronali destini eterni e progressivi, i discendenti di altri operai od impiegati hanno verificato che, ritornando sui propri passi e indugiandovi, si finisce come la logica attesta e che quando si abbandona la logica per le suggestioni, l'errore è implicito.
Ormai, però, siamo nella tenaglia di un'Unione fra paesi di diversissime capacità reali di reddito e, per di più, noi abbiamo smantellato l'attività produttiva ed alienato le nostre maggiori imprese.
La FIAT ne ha preso atto e se ne è andata a sua volta.
La tenaglia strozza per le miopi politiche - anche d'arricchimento personale, nel corso di una sola generazione: la propria - e la mancanza, ormai passata agli atti, di uno sviluppo concreto e, per forza di cose, non in grado di assicurare, da subito, i livelli di ostentazione e di spreco molto più diffusi della loro sostenibilità.
Oggi, la ricchezza perduta morde ferocemente le presunzioni di status, conservate, a costo di altri debiti, questa volta individuali e familiari, mentre chi, da sempre, conduceva un tenore di vita umile, si è visto dileggiato, disprezzato e abbandonato ad una povertà che sembrava relegata nella memoria storico-tradizionale.
Anche i venti di guerra si sono levati in molte parti del mondo ed altre perturbaziooni si annunciano. Torniamo al posto fisso, meno nevrotizzante, casomai modestamente retribuito, ma programmatore per i singoli e le loro famiglie, dal momento che anche i lavori angoscia(n)ti sono ritornati a paghe da miseria.
Troppo tardi, anche per la generazione in corso, la ritirata sindacale e l'appiattimento acritico o impotente sulle magnifiche oportunità prospettate, sono stati ingannevoli e, nelle nostre condizioni, un ritorno ad una disprezzata, per induzione, età dell'oro - altra mitologia all'incontrario - resterà confinato nel mito.
I contratti atipici sono diventati la norma nei lavori, ripartiti fra precarietà e schiavitù e che la campagna d'infamia del posto pubblico, serviva a delegittimare la stabilità del posto occupato.
L'acquista moralità, troppo repentina, metteva alla stanga, non i corrotti - la maggioranza - del mondo produttivo e di quello politico che, negli ultimi sessant'anni, avevano provocato una situazione di potenziale "default", rivelatasi quando la fine effettiva della seconda guerra mondiale ci ha lasciati seduti sulle macerie di un benessere usurpato con i debiti e il clientelismo.
Dopo una generazione, ormai, bruciata sull'altare del liberismo, di quei padronali destini eterni e progressivi, i discendenti di altri operai od impiegati hanno verificato che, ritornando sui propri passi e indugiandovi, si finisce come la logica attesta e che quando si abbandona la logica per le suggestioni, l'errore è implicito.
Ormai, però, siamo nella tenaglia di un'Unione fra paesi di diversissime capacità reali di reddito e, per di più, noi abbiamo smantellato l'attività produttiva ed alienato le nostre maggiori imprese.
La FIAT ne ha preso atto e se ne è andata a sua volta.
La tenaglia strozza per le miopi politiche - anche d'arricchimento personale, nel corso di una sola generazione: la propria - e la mancanza, ormai passata agli atti, di uno sviluppo concreto e, per forza di cose, non in grado di assicurare, da subito, i livelli di ostentazione e di spreco molto più diffusi della loro sostenibilità.
Oggi, la ricchezza perduta morde ferocemente le presunzioni di status, conservate, a costo di altri debiti, questa volta individuali e familiari, mentre chi, da sempre, conduceva un tenore di vita umile, si è visto dileggiato, disprezzato e abbandonato ad una povertà che sembrava relegata nella memoria storico-tradizionale.
Anche i venti di guerra si sono levati in molte parti del mondo ed altre perturbaziooni si annunciano. Torniamo al posto fisso, meno nevrotizzante, casomai modestamente retribuito, ma programmatore per i singoli e le loro famiglie, dal momento che anche i lavori angoscia(n)ti sono ritornati a paghe da miseria.
Troppo tardi, anche per la generazione in corso, la ritirata sindacale e l'appiattimento acritico o impotente sulle magnifiche oportunità prospettate, sono stati ingannevoli e, nelle nostre condizioni, un ritorno ad una disprezzata, per induzione, età dell'oro - altra mitologia all'incontrario - resterà confinato nel mito.
Cambiate registro.
Non appena un povero poliziotto è stato ucciso nella dispersiva metropoli parigina, i due candidatucoli hanno avuto un simultaneo effetto pavloviano.
Sono entrambi il riadattamento espressivo di un nuovismo che è proteiforme e vecchio come il cucco, di una rinata e a sua volta camuffata, in un'intesa malefica col popolino, destra, che attribuisce la sua minorità alla Rivoluzione francese, non essendosi mai evoluta, da allora. Marine, subentrata con la forza al padre, per accantonarne le limitate velleità bucoliche, ha pronosticato, sperandoci, che l'attività terroristica, che l'ISIS ha rivendicato, come fa per ogni gesto individuale immolatorio e non più smentibile, si ripeterà prima del ballottaggio.
Il giovane Macron, in assenza della sua istitutrice, ha a sua volta profferito la scontata strumentalizzazione politica.
Il riflesso condizionato di ricondurre alla propria vanità tutto quanto è simbolicamente spendibile, sa di stantio: gli attenati si susseguono da anni, in assenza di competizioni elettorali, ( in Belgio, ad esmepio, non si vota ) proseguono sulla stessa falsariga, a prescindere da chi sarà il prossimo Presidente, i suoi obiettivi sono di guerra decentrata e ritorsiva e, finché troveranno interpreti, spontanei od organizzati, non cesseranno.
E' per loro, indifferente chi vincerà, in questo sono più saggi degli elettori autoctoni.
L'orazione funebre del poliziotto sindacalista e attivista LGTB, è stata simile a quella di Lucio Dalla, con il suo compagno non ufficiale piangente e dichiarante, in forme chiare ma non esplicite, in mezzo a un nugolo di preti in apprensione.
Simile, ma non identica, perché il suo borghese compagno lo ha ricordato con un ancor attuale "ti amo", in un tripudio emotivamente contenuto, date le circostanze, ma intenso e partecipe...come tutte le nuove concezioni virtuose impongono ai conformisti: figurarsi ai poliziotti.
Comunque, nella polizia francese ci si sposa anche fra gay, senza perdere lo spirito guerresco, il senso dello Stato e la difesa dell'ordine pubblico, ossia del sistema vigente, che, nella fattispecie, ha consentito all'amor omologo di manifestarsi in ogni ganglio della vita civile.
Neppure Marine ha battuto ciglio: la sua battaglia strumentale si conduce contro il meticcciato etnico - già presente - non contro quello sessuale; la battaglia riproduttiva, in Francia, è già persa da molto tempo.
Vediamo. in breve, come sarebbero andate le cose in Italia.
Non esistono ancora gay ufficiali in polizia e nelle forze armate, fornicano nelle quinte colonne.
Un ministro/a della Repubblica ha lanciato una campagna di riproduzione in un periodo di crisi acuta che non ha lasciato segno, derisione a parte.
Gli omosessuali, maschi e femmine, hanno avuto, dietro pressione dell'Unione europea, un trattamento " da minoranza " allogena in un contesto ipocritamente morale.
In questo si consumano le ancor operanti influenze del fascismo e del cattolicesimo politico, messe ora un po' nell'angolo, soprattutto dalle convivenze eterosessuali prematrimoniali o sostitutive del matrimonio legale o sacramentale, ma, come per altre "malattie" latenti, di qualsiasi origine e natura, sono sempre pronte a riemergere al modificarsi degli assetti interni ed internazionali soprattutto, fortemente influenzati da concezioni e "logge" laiciste.
Così, in una eterna posizione mediatoria, si rimandano o si alterano tutte le deliberazioni, cambiandone le denominazioni, vantando sorridenti le scelte non espresse, che lasciano ignudi ed esposti, tempo per tempo," categoria per categoria" tutti gli interessati che vi avevano riposto fede.
Cosa che in Italia, per inveterata conoscenza, non avviene mai.
Sono entrambi il riadattamento espressivo di un nuovismo che è proteiforme e vecchio come il cucco, di una rinata e a sua volta camuffata, in un'intesa malefica col popolino, destra, che attribuisce la sua minorità alla Rivoluzione francese, non essendosi mai evoluta, da allora. Marine, subentrata con la forza al padre, per accantonarne le limitate velleità bucoliche, ha pronosticato, sperandoci, che l'attività terroristica, che l'ISIS ha rivendicato, come fa per ogni gesto individuale immolatorio e non più smentibile, si ripeterà prima del ballottaggio.
Il giovane Macron, in assenza della sua istitutrice, ha a sua volta profferito la scontata strumentalizzazione politica.
Il riflesso condizionato di ricondurre alla propria vanità tutto quanto è simbolicamente spendibile, sa di stantio: gli attenati si susseguono da anni, in assenza di competizioni elettorali, ( in Belgio, ad esmepio, non si vota ) proseguono sulla stessa falsariga, a prescindere da chi sarà il prossimo Presidente, i suoi obiettivi sono di guerra decentrata e ritorsiva e, finché troveranno interpreti, spontanei od organizzati, non cesseranno.
E' per loro, indifferente chi vincerà, in questo sono più saggi degli elettori autoctoni.
L'orazione funebre del poliziotto sindacalista e attivista LGTB, è stata simile a quella di Lucio Dalla, con il suo compagno non ufficiale piangente e dichiarante, in forme chiare ma non esplicite, in mezzo a un nugolo di preti in apprensione.
Simile, ma non identica, perché il suo borghese compagno lo ha ricordato con un ancor attuale "ti amo", in un tripudio emotivamente contenuto, date le circostanze, ma intenso e partecipe...come tutte le nuove concezioni virtuose impongono ai conformisti: figurarsi ai poliziotti.
Comunque, nella polizia francese ci si sposa anche fra gay, senza perdere lo spirito guerresco, il senso dello Stato e la difesa dell'ordine pubblico, ossia del sistema vigente, che, nella fattispecie, ha consentito all'amor omologo di manifestarsi in ogni ganglio della vita civile.
Neppure Marine ha battuto ciglio: la sua battaglia strumentale si conduce contro il meticcciato etnico - già presente - non contro quello sessuale; la battaglia riproduttiva, in Francia, è già persa da molto tempo.
Vediamo. in breve, come sarebbero andate le cose in Italia.
Non esistono ancora gay ufficiali in polizia e nelle forze armate, fornicano nelle quinte colonne.
Un ministro/a della Repubblica ha lanciato una campagna di riproduzione in un periodo di crisi acuta che non ha lasciato segno, derisione a parte.
Gli omosessuali, maschi e femmine, hanno avuto, dietro pressione dell'Unione europea, un trattamento " da minoranza " allogena in un contesto ipocritamente morale.
In questo si consumano le ancor operanti influenze del fascismo e del cattolicesimo politico, messe ora un po' nell'angolo, soprattutto dalle convivenze eterosessuali prematrimoniali o sostitutive del matrimonio legale o sacramentale, ma, come per altre "malattie" latenti, di qualsiasi origine e natura, sono sempre pronte a riemergere al modificarsi degli assetti interni ed internazionali soprattutto, fortemente influenzati da concezioni e "logge" laiciste.
Così, in una eterna posizione mediatoria, si rimandano o si alterano tutte le deliberazioni, cambiandone le denominazioni, vantando sorridenti le scelte non espresse, che lasciano ignudi ed esposti, tempo per tempo," categoria per categoria" tutti gli interessati che vi avevano riposto fede.
Cosa che in Italia, per inveterata conoscenza, non avviene mai.
Non possumus, fra la peste e il colera.
La Chiesa gallica non si schiera alle presidenziali, né Macron e la sua "mamma, insegnante e consigliera", che ha divorziato per lui, né la vandeana Le Pen figlia, che in altri momenti, con un Papa diverso, sarebbe stata, come fu, la sua candidata naturale.
La Chiesa gallica non conta molto in Francia, la laicizzazione giacobina fa parte della tradizione e della cultura d'oltr'alpe: nelle città è dominante - a parte i milioni di islamici - , nelle spopolate campagne, tutt'altro.
Les paysans e les vignerones - latifondisti che esprimono ancor oggi il Senato, sono sciovinisti di estrema destra e la chiesa residua vi esercita una funzione storica, paravandeana.
Non è casuale che la setta del vescovo Lefervre alligni in un monastero di campagna, la vastissima area verde semispopolata.
Ma oggi come fa la Chiesa a sostenere, se non nelle quinte colonne, una candidata che ha censurato il Papa, che disprezza l'accoglienza disinteressata, dopo che sono stati assorbiti ed integrati i Pied-Noir? ( colleganza in fase di disfacimento, che potrebbe essere temporaneo se la Francia smettesse di bombardare, anziché annunciare un altro prossimo massiccio impegno in Siria - Macron - ). La disciplina ecclesiastica lo vieta, almeno esplicitamente.
Macron invece è l'espressione di quella cultura profondamente laica, difesa e valorizzatta dallo Stato illuminista e indifferentista circa i costumi, mentre per la moralità sanfedista, il candidato ha sposato, per farsene condurre e consigliare, una divorziata.
Insomma, un successo non rilevato della laicità coerente, culturalmente fondata, proposta e non imposta attraverso studi valorizzati e una mentalità coltivata: la Chiesa non può schierarsi, non per un acquisito rispetto per l'autonomia della politica, con la quale concorre nel governo delle anime, perché l'assetto statale che si riverbera sulla nazione con coerenza, fa da spartiacque e non può più arroccarsi nella collateralità alla destra più premoderna del mondo rurale, perché Marine Le Pen ha virato verso il populismo generalista e ha eletto a simbolo della sua inimicizia i migranti di ultimo approdo, quelli movimentati dalla miseria, ma anche dalle guerre che il suo Paese conduce, dimentica delle inclusioni migratorie, dopo la decolonizzazione, che hanno goduto, in Francia, di ampie guarentigie, perché fossero rispettati, a condizione di reciprocità, inclusivamente, per non perdere i contatti con un'area ancora strategica e poter negoziare vantaggi petroliferi, gli stessi per cui è tornata a combattere.
Coltiva anche interessi diamantiferi e per altre materie prime in Africa, per cui mantiene truppe regolari, legionari e contractors nei Paesi del suo ex dominio, per articolare la sua influenza sugli altri Paesi vicini e interagire con la corrottissima politica del continente nero.
Nessuna garanzia, nessuna breccia, al momento.
Per questo, ufficialmente, la Chiesa non si schiera.
E' un bel risultato, non privo di cause.
La Chiesa gallica non conta molto in Francia, la laicizzazione giacobina fa parte della tradizione e della cultura d'oltr'alpe: nelle città è dominante - a parte i milioni di islamici - , nelle spopolate campagne, tutt'altro.
Les paysans e les vignerones - latifondisti che esprimono ancor oggi il Senato, sono sciovinisti di estrema destra e la chiesa residua vi esercita una funzione storica, paravandeana.
Non è casuale che la setta del vescovo Lefervre alligni in un monastero di campagna, la vastissima area verde semispopolata.
Ma oggi come fa la Chiesa a sostenere, se non nelle quinte colonne, una candidata che ha censurato il Papa, che disprezza l'accoglienza disinteressata, dopo che sono stati assorbiti ed integrati i Pied-Noir? ( colleganza in fase di disfacimento, che potrebbe essere temporaneo se la Francia smettesse di bombardare, anziché annunciare un altro prossimo massiccio impegno in Siria - Macron - ). La disciplina ecclesiastica lo vieta, almeno esplicitamente.
Macron invece è l'espressione di quella cultura profondamente laica, difesa e valorizzatta dallo Stato illuminista e indifferentista circa i costumi, mentre per la moralità sanfedista, il candidato ha sposato, per farsene condurre e consigliare, una divorziata.
Insomma, un successo non rilevato della laicità coerente, culturalmente fondata, proposta e non imposta attraverso studi valorizzati e una mentalità coltivata: la Chiesa non può schierarsi, non per un acquisito rispetto per l'autonomia della politica, con la quale concorre nel governo delle anime, perché l'assetto statale che si riverbera sulla nazione con coerenza, fa da spartiacque e non può più arroccarsi nella collateralità alla destra più premoderna del mondo rurale, perché Marine Le Pen ha virato verso il populismo generalista e ha eletto a simbolo della sua inimicizia i migranti di ultimo approdo, quelli movimentati dalla miseria, ma anche dalle guerre che il suo Paese conduce, dimentica delle inclusioni migratorie, dopo la decolonizzazione, che hanno goduto, in Francia, di ampie guarentigie, perché fossero rispettati, a condizione di reciprocità, inclusivamente, per non perdere i contatti con un'area ancora strategica e poter negoziare vantaggi petroliferi, gli stessi per cui è tornata a combattere.
Coltiva anche interessi diamantiferi e per altre materie prime in Africa, per cui mantiene truppe regolari, legionari e contractors nei Paesi del suo ex dominio, per articolare la sua influenza sugli altri Paesi vicini e interagire con la corrottissima politica del continente nero.
Nessuna garanzia, nessuna breccia, al momento.
Per questo, ufficialmente, la Chiesa non si schiera.
E' un bel risultato, non privo di cause.
venerdì 28 aprile 2017
Gonfiori inflattivi.
L'inflazione, dopo diversi anni, è tornata a crescere.
Sono finalmente ripresi i consumi?
Tutt'altro, anzi la contrazione del reddito spendibile, non di quello investibile, continua a diminuire.
La sua caduta a piombo è appena rallentata da paracadute di fortuna, da interventi "ritardanti" che non si propongono neppure di contrastare organicamente i prevedibilissimi eventi.
A che cosa è dovuta, dunque, la risalita, anzi la ripresa dell'inflazione, che deprimerà ancora di più i consumi?
All'aumento delle tariffe energetiche, del gas e dell'elettricità, nonostante gli accorpamenti che hanno inibito la già limitata, ristretta concorrenza. Solo da poco tempo sono apparse strane e sconosciute sigle di fatturatori, che si accreditano, per telefono, da località del profondo sud e del profondo nord.
Fatturatori di confine.
Il reddito delle famiglie viene così impiegato per le spese indispensabili, l'educazione scolastica dei figli si fa spesso inaccessibile, i lavori offerti, in alternativa precoce, sono sottopagati, a chiamata e, spesso, notturni.
La concorrenza, in tutti gli altri settori, ha liberalizzato solo i prezzi ( tutte le varie tariffe sono solo apparenza ) ed aperto agli apprendisti stregoni, mai monitorati, come i costi al dettaglio, in Italia, che dispongono di ampi e desolati spazi per contrabbandare le loro offerte ad un pubblico illuso ed impreparato.
Sì, perchè chi non versa in condizioni di bisogno, da queste suggestioni non è coinvolto e gode privatamente di una consulenza cortigiana e periodica riguardo ai suoi accantonamenti investiti, mentre chi è stato indotto allo "sperpero", accumulatorio per le banche, le ex assicurazioni e le finanziarie, non viene più "ricevuto", dopo che i risparmi sono stati messi nei forzieri da abili banditori, premiati allo scopo, mentre basta anche un piccolo cedimento patrimoniale per essere sottoposti alle umilianti forche caudine delle sollecitazioni, delle ingiunzioni e dei blocchi operativi,
quando non si arriva, nei casi di eccessive esposizioni, che vengono consentite ad arte, al pignoramento dei beni, prestimati, dei debitori.
In un contesto di vuoto sindacale e di rappresentanza partitica dei diversi interessi sociali, la slavina è senza argini e " il volgo disperso che nome non ha " è solo con i suoi problemi.
Se non soccorresse, sotto traccia, un'alleanza fra famiglie, con i giovani nella fase vampiresca delle loro pretese, i drammi "alla greca", finora contenuti e nascosti esploderebbero traumaticamente.
La rendita - perché l'attività industriale è andata a ramengo - si chiude sempre più a riccio e tenta solo qualche diversione apparentemente speculativa, che serve invece a parcheggiare i denari in paesi-magazzinieri, espressi in valuta locale.
Uno degli esempi è il Sud Africa, non tanto Singapore ( capitali spacciatamente evasivi ) e le ex "Tigri" asiatiche.
Tutti battono cassa e non prestano più gratuitamente i servigi e le forniture che servono, in ultima analisi, a fortificare il proprio potere ed i propri interessi.
L'amministrazione di Donald Trump è esemplare, in questo senso.
Aumenteranno, più di quanto non siano già aumentate, le spese militari, che deprimeranno ancora di più le finanze familiari e il prodotto interno lordo degli Stati membri della N.A.T.O., mentre sfugge il vantaggio popolare di questi ulteriori sacrifici.
Quando, dalla seconda guerra mondiale, il Giappone e l'Italia uscirono sconfitti, la contrazione all'indispensabile delle spese militari, fu la causa ed il volano del loro boom economico.
La coesione nazionale si sfalda definitivamente, la politica reisdua è solo apparenza e mera amministrazione al ribasso, eterodiretta.
La visione d'insieme probabilmente non è percepita; siamo troppo miopi e ripiegati sui nostri obiettivi - spesso di sopravvivenza o di manteniemnto - per analizzare le prospettive di scenario, ma i motivi di apprensione sono maggiori delle situazioni di rischio, sparpagliate, per ora, in un "mondo" abbastanza remoto per coinvolgere la nostra " routine" quotidiana, a queste latitudini, ma che il terrorismo ritorsivo ci ricorda non essere, comunque, di un altro pianeta.
Il ritorno, allo stato embrionale, del protezionismo, frammenterà, se avrà successo ed isolerà le situazioni, ma contrasta con una politica di pace, che sia fondata.
Una guerra mondiale in movimento ( espansivo? ), casella per casella, è in corso, fino a che le caselle coinvolte diventeranno troppe ed il puzzle franerà.
Analizzare e fronteggiare i problemi, uno alla volta, quando sono una miriade in costante formazione, non aiuta la stabilità degli equilibri, per altro perduti dopo l'infelice dissolvimento del comunismo - noi, europei del sud, in particolare noi italiani, beneficiavamo di un sistema compensato(rio) - che, in generale, teneva sui binari le nostre contorsioni interne ed anche quelle esterne, degli altri Stati,
Non sempre, quando si plaude, si sa a che cosa si va incontro.
Sono finalmente ripresi i consumi?
Tutt'altro, anzi la contrazione del reddito spendibile, non di quello investibile, continua a diminuire.
La sua caduta a piombo è appena rallentata da paracadute di fortuna, da interventi "ritardanti" che non si propongono neppure di contrastare organicamente i prevedibilissimi eventi.
A che cosa è dovuta, dunque, la risalita, anzi la ripresa dell'inflazione, che deprimerà ancora di più i consumi?
All'aumento delle tariffe energetiche, del gas e dell'elettricità, nonostante gli accorpamenti che hanno inibito la già limitata, ristretta concorrenza. Solo da poco tempo sono apparse strane e sconosciute sigle di fatturatori, che si accreditano, per telefono, da località del profondo sud e del profondo nord.
Fatturatori di confine.
Il reddito delle famiglie viene così impiegato per le spese indispensabili, l'educazione scolastica dei figli si fa spesso inaccessibile, i lavori offerti, in alternativa precoce, sono sottopagati, a chiamata e, spesso, notturni.
La concorrenza, in tutti gli altri settori, ha liberalizzato solo i prezzi ( tutte le varie tariffe sono solo apparenza ) ed aperto agli apprendisti stregoni, mai monitorati, come i costi al dettaglio, in Italia, che dispongono di ampi e desolati spazi per contrabbandare le loro offerte ad un pubblico illuso ed impreparato.
Sì, perchè chi non versa in condizioni di bisogno, da queste suggestioni non è coinvolto e gode privatamente di una consulenza cortigiana e periodica riguardo ai suoi accantonamenti investiti, mentre chi è stato indotto allo "sperpero", accumulatorio per le banche, le ex assicurazioni e le finanziarie, non viene più "ricevuto", dopo che i risparmi sono stati messi nei forzieri da abili banditori, premiati allo scopo, mentre basta anche un piccolo cedimento patrimoniale per essere sottoposti alle umilianti forche caudine delle sollecitazioni, delle ingiunzioni e dei blocchi operativi,
quando non si arriva, nei casi di eccessive esposizioni, che vengono consentite ad arte, al pignoramento dei beni, prestimati, dei debitori.
In un contesto di vuoto sindacale e di rappresentanza partitica dei diversi interessi sociali, la slavina è senza argini e " il volgo disperso che nome non ha " è solo con i suoi problemi.
Se non soccorresse, sotto traccia, un'alleanza fra famiglie, con i giovani nella fase vampiresca delle loro pretese, i drammi "alla greca", finora contenuti e nascosti esploderebbero traumaticamente.
La rendita - perché l'attività industriale è andata a ramengo - si chiude sempre più a riccio e tenta solo qualche diversione apparentemente speculativa, che serve invece a parcheggiare i denari in paesi-magazzinieri, espressi in valuta locale.
Uno degli esempi è il Sud Africa, non tanto Singapore ( capitali spacciatamente evasivi ) e le ex "Tigri" asiatiche.
Tutti battono cassa e non prestano più gratuitamente i servigi e le forniture che servono, in ultima analisi, a fortificare il proprio potere ed i propri interessi.
L'amministrazione di Donald Trump è esemplare, in questo senso.
Aumenteranno, più di quanto non siano già aumentate, le spese militari, che deprimeranno ancora di più le finanze familiari e il prodotto interno lordo degli Stati membri della N.A.T.O., mentre sfugge il vantaggio popolare di questi ulteriori sacrifici.
Quando, dalla seconda guerra mondiale, il Giappone e l'Italia uscirono sconfitti, la contrazione all'indispensabile delle spese militari, fu la causa ed il volano del loro boom economico.
La coesione nazionale si sfalda definitivamente, la politica reisdua è solo apparenza e mera amministrazione al ribasso, eterodiretta.
La visione d'insieme probabilmente non è percepita; siamo troppo miopi e ripiegati sui nostri obiettivi - spesso di sopravvivenza o di manteniemnto - per analizzare le prospettive di scenario, ma i motivi di apprensione sono maggiori delle situazioni di rischio, sparpagliate, per ora, in un "mondo" abbastanza remoto per coinvolgere la nostra " routine" quotidiana, a queste latitudini, ma che il terrorismo ritorsivo ci ricorda non essere, comunque, di un altro pianeta.
Il ritorno, allo stato embrionale, del protezionismo, frammenterà, se avrà successo ed isolerà le situazioni, ma contrasta con una politica di pace, che sia fondata.
Una guerra mondiale in movimento ( espansivo? ), casella per casella, è in corso, fino a che le caselle coinvolte diventeranno troppe ed il puzzle franerà.
Analizzare e fronteggiare i problemi, uno alla volta, quando sono una miriade in costante formazione, non aiuta la stabilità degli equilibri, per altro perduti dopo l'infelice dissolvimento del comunismo - noi, europei del sud, in particolare noi italiani, beneficiavamo di un sistema compensato(rio) - che, in generale, teneva sui binari le nostre contorsioni interne ed anche quelle esterne, degli altri Stati,
Non sempre, quando si plaude, si sa a che cosa si va incontro.
Le polarità del potere.
Fra Donald Trump e Kim Jong-un sussistono affinità paradossali, all'incontrario.
A parte l'età, i sue sono vissuti in due bozzoli formativi della mentalità asseverativa: il giovane coreano in quella familiare ed ambientale e, alla prova dei fatti, pare aver dimostrato capacità di prendere da subito in mano le redini del sistema.
L'americano è un palazzinaro ereditario, più altre attività imprenditoriali in una galassia di interessi che ha poi saputo gestire fino alla soglia dei settant'anni.
Kim rappresenta una spropositata forza territorialmente dimezzata, ma potrebbe avere ambizioni regionali, in un'area di interesse strategico nord americano, difende il suo modello domestico e non esclude, se ve ne fossero le condizioni, di aumentarlo.
I molti freni alla sua azione gli hanno sinora consigliato di limitarsi ad una grintosa politica fatta di esperimenti nucleari - con tecnologia fornita a suo tempo dalla Cina - e di dichiarazioni roboanti, rivolte sia all'interno, sia all'esterno.
Il tycoon a capo della potenza democratica, perché industriale ed oggi pericolosamente finanziaria - elemento di cui si è accorto - dirige la struttura politico-militare più imperialista del mondo contemporaneo.
Un imperialismo economico e commerciale che si vale, alimentandolo sistematicamente di un apparato militare ineguagliato, ma che il maggior numero di utilizzatori del deterrente nucleare, mette a repentaglio in molte aree del mondo controllato dagli yankees.
Alcuni alleati - sempre pro tempore - e diversi avversari, in atto e potenziali - si sono dotati della bomba atomica e possono competere, almeno per un po', sul campo.
Considerate le alleanze geo-strategiche della Cina che, da un indebolimento dei suoi partners, può sentirsi direttamente minacciata, la possibilità che la situazione sfugga di mano sono molte.
Eppure Trump ritiene che lasciar spazio ai timori possa favorire gli avversari. Ha ragione ma il "cupio dissolvi" di queste ore non lascia presagire nulla di buono.
Queste crisi, quasi tutte per iniziativa degli Stati Uniti - tranne quella della Baia dei Porci, a Cuba, che altro non era che l'installazione di missili convenzionali ed atomici a poche miglia marine dalla Florida, come gli statunitensi, sulle coste nemiche, avevano fatto da sempre, provocando anche incidenti "ad hoc" - sono ricorrenti ed hanno finora portato a riequilibri su base nazionale, avendo privilegiato, i competitori, il ritiro nei propri confini, purtroppo dittatoriali, ma non inclini a farsi mulinare nel sistema mercantile occidentale, i cui vessilliferi sono gli americani del nord, ora sospettosi e spionistici anche verso l'Unione europea continentale, dato che l'Inghilterra, loro alleata principale in Europa, si è sfilata, anche per questa sottostante ragione.
Trump e Kim sono diversi, il primo vuole arrivare al "redde rationem" e lo vuole fare subito dopo aver preso, per via elettorale, il potere - pur contrastato dalle leggi - nel suo impero da esportazione, adottando le strategie militari che sono state certamente elaborate ed affinate per decenni e che i suoi predecessori democratici - non certo Bush - avevano trascurato, limitandosi al proprio vasto dominio contagioso, per via finanziaria.
Sia pur diversamente da Kim, l'industriale Donald Trump vuole rinchiudersi in casa, ma, per farlo, deve cominciare a mettere ordine nelle varie aree d'interesse del puzzle mondiale, mentre Kim deve solo limitarsi ai auoi pochi chilometri quadrati ed al suo potere che adesso rischia di essere sovvertito.
Kim fa riferimento al suo personalissimo potere attraverso le forze armate, Trump al potere dinamico, ma anche flessibile nei due sensi, degli Stati Uniti, secondo un'impronta economica che prevede il demando interessato alle proprie strutture belliche dell'apprestamento dei sistemi locali di difesa ed offesa, ma facendone pagare il conto a ciascun alleato.
Così, i coreani del sud dovranno pagargli un miliardo di dollari, i partners della N.A.T.O. aumentare la contribuzione, in una interminabile fase di contrazione dei redditi.
Solo i Messicani si sono rifiuatati di rifondere le spese o di pagare addirittura di tasca propria l'edificazione del muro contro l'emigrazione clandestina dei suoi connazionali.
Infatti, Trump ha sospeso il progetto. Non costruirà più, almeno per ora, il muro.
Polarità, ma anche prospettive per il mondo occidentale, del tutto speculari all'economia speculativa e inespansiva del suo mondo e dei suoi emisferi.
A parte l'età, i sue sono vissuti in due bozzoli formativi della mentalità asseverativa: il giovane coreano in quella familiare ed ambientale e, alla prova dei fatti, pare aver dimostrato capacità di prendere da subito in mano le redini del sistema.
L'americano è un palazzinaro ereditario, più altre attività imprenditoriali in una galassia di interessi che ha poi saputo gestire fino alla soglia dei settant'anni.
Kim rappresenta una spropositata forza territorialmente dimezzata, ma potrebbe avere ambizioni regionali, in un'area di interesse strategico nord americano, difende il suo modello domestico e non esclude, se ve ne fossero le condizioni, di aumentarlo.
I molti freni alla sua azione gli hanno sinora consigliato di limitarsi ad una grintosa politica fatta di esperimenti nucleari - con tecnologia fornita a suo tempo dalla Cina - e di dichiarazioni roboanti, rivolte sia all'interno, sia all'esterno.
Il tycoon a capo della potenza democratica, perché industriale ed oggi pericolosamente finanziaria - elemento di cui si è accorto - dirige la struttura politico-militare più imperialista del mondo contemporaneo.
Un imperialismo economico e commerciale che si vale, alimentandolo sistematicamente di un apparato militare ineguagliato, ma che il maggior numero di utilizzatori del deterrente nucleare, mette a repentaglio in molte aree del mondo controllato dagli yankees.
Alcuni alleati - sempre pro tempore - e diversi avversari, in atto e potenziali - si sono dotati della bomba atomica e possono competere, almeno per un po', sul campo.
Considerate le alleanze geo-strategiche della Cina che, da un indebolimento dei suoi partners, può sentirsi direttamente minacciata, la possibilità che la situazione sfugga di mano sono molte.
Eppure Trump ritiene che lasciar spazio ai timori possa favorire gli avversari. Ha ragione ma il "cupio dissolvi" di queste ore non lascia presagire nulla di buono.
Queste crisi, quasi tutte per iniziativa degli Stati Uniti - tranne quella della Baia dei Porci, a Cuba, che altro non era che l'installazione di missili convenzionali ed atomici a poche miglia marine dalla Florida, come gli statunitensi, sulle coste nemiche, avevano fatto da sempre, provocando anche incidenti "ad hoc" - sono ricorrenti ed hanno finora portato a riequilibri su base nazionale, avendo privilegiato, i competitori, il ritiro nei propri confini, purtroppo dittatoriali, ma non inclini a farsi mulinare nel sistema mercantile occidentale, i cui vessilliferi sono gli americani del nord, ora sospettosi e spionistici anche verso l'Unione europea continentale, dato che l'Inghilterra, loro alleata principale in Europa, si è sfilata, anche per questa sottostante ragione.
Trump e Kim sono diversi, il primo vuole arrivare al "redde rationem" e lo vuole fare subito dopo aver preso, per via elettorale, il potere - pur contrastato dalle leggi - nel suo impero da esportazione, adottando le strategie militari che sono state certamente elaborate ed affinate per decenni e che i suoi predecessori democratici - non certo Bush - avevano trascurato, limitandosi al proprio vasto dominio contagioso, per via finanziaria.
Sia pur diversamente da Kim, l'industriale Donald Trump vuole rinchiudersi in casa, ma, per farlo, deve cominciare a mettere ordine nelle varie aree d'interesse del puzzle mondiale, mentre Kim deve solo limitarsi ai auoi pochi chilometri quadrati ed al suo potere che adesso rischia di essere sovvertito.
Kim fa riferimento al suo personalissimo potere attraverso le forze armate, Trump al potere dinamico, ma anche flessibile nei due sensi, degli Stati Uniti, secondo un'impronta economica che prevede il demando interessato alle proprie strutture belliche dell'apprestamento dei sistemi locali di difesa ed offesa, ma facendone pagare il conto a ciascun alleato.
Così, i coreani del sud dovranno pagargli un miliardo di dollari, i partners della N.A.T.O. aumentare la contribuzione, in una interminabile fase di contrazione dei redditi.
Solo i Messicani si sono rifiuatati di rifondere le spese o di pagare addirittura di tasca propria l'edificazione del muro contro l'emigrazione clandestina dei suoi connazionali.
Infatti, Trump ha sospeso il progetto. Non costruirà più, almeno per ora, il muro.
Polarità, ma anche prospettive per il mondo occidentale, del tutto speculari all'economia speculativa e inespansiva del suo mondo e dei suoi emisferi.
giovedì 27 aprile 2017
L'uniformità di scopo.
Mi è capitato di incappare in un documentario sulla ditta internazionale Beate Uhse, la cui fondatrice è stata autrice di "Mein laben" - La mia vita.
Lo fece anche Hitler, prima di dichiarare la sua battaglia.
Quella di Beate è stata una battaglia vinta per la diffusione di ogni articolo da casino aggiornato, per corrispondenza e, in misura minore, attraverso la vendita al dettaglio di strumenti per il sesso di pervertiti. Un esercito, senza divisa.
I prodotti sono destinati ad una congerie di repressi, incapaci di liberarsi e al seguito del pifferaio disinibente, che se ne fa una clientela vastissima: quella di coloro che sono senza fantasia.
E' diversa la "ratio" e la metodica delle altre ciofeche banali, che si offrono sul mercato?
La sua indagine di marketing è stata ben condotta ed ha trovato subito, dopo le inevitabili cause giudiziarie, milioni di acquirenti e migliaia di ordinazioni giornaliere.
La multinazionale dei "sex toys" si vale di un modernissimo ed agguerrito team di strutturazione aziendale, di un consiglio di amministrazione competente, di analisti di mercato e di prodotto, identici a quelli delle aziende più attrezzate di qualsiasi altro settore.
Alcuni venditori, attraverso autonome società, sono attori ed attrici del porno ormai in disarmo, attestanti una stretta correlazione industriale con quel tipo di filmografia, ormai gratuita ed orizzontale, l'industria degli ammennicoli imitativi, le filiere delle "house of sex", postriboli aggiornati in ogni parte d'europa, che ha visto le sue mosche cocchiere nei "club privée".
Una sintesi organizzativa, dunque, della lunga marcia per il superamento del nascondimento, anzi dell'omertà, dei vizi e delle perversioni che si nascondavano dietro il bigottismo di qualche decennio fa e, creando una facile dipendenza, farne un business mondiale che non conoscerà crisi, come le pompe funebri. Il famoso "eros e thanatos".
Potrà soffrire, nel tempo, della concorrenza e dovrà adeguarsi ad una sovra-offerta ( sempre alimentata da una crescente domanda ), ricorrere a fusioni societarie, ripiegare tristemente ( si può più triste di così? ) nell'ascesi rinunciataria.
Resta il fatto che codeste imprese sono del tutto speculari a quelle finanziarie e di vendita di prodotti, identici dovunque siano prodotti, del "low cost" e agiscono lungo una filiera almeno ricostruibile di preparazione e di consolidamento delle forniture, garantendo l'anonimato alla popolazione degli adepti, come ad un rito pagano.
Con il decadere dei pregiudizi circa la virtù delle donne, queste ultime hanno occupato una percentuale molto alta degli interessamenti e delle vendite - casomai per farne dei sotto empori, gestibili individualmente o domesticamente - ma, a quanto asseriscono gli esperti della "Beate Ushe", anche per uso personale, masturbatorio, etero e saffico, tanto è vero che la linea dei prodotti è stata implementata, in misura proporzionale per questa specifica utenza ed anche il logo della società è stato ridisegnato per renderlo bisex, come le catene dei parrucchieri.
Sesso strumentale, polizza assicurative, strumenti per regalare un utile gestionale ai gestori dei fondi di investimento e, ben che vada, una conservazione, con restituzione del capitale, una volta aggiornato all'inflazione, ora spesso sl di sotto del valore di sottoscrizione.
Anche le ciliege sono taroccate. Si trovano anche d'inverno sulle bancarelle dei mercati rionali: sono prodotte con sementi italiane in paesi caldi, trasportate nella stiva delle navi, dove maturano e si offrono rosse, lucide e insapori agli sprovveduti acquirenti.
Le farmacie offrono alcuni prodotti della Durex, in appositi distributori esterni, ma talvolte anche all'interno; se predispongono vetrinette erotiche, sono sponsorizzate.
I supermercati vendono i profilattici, leggerissimi, piacevolmente tormentosi per la partner, ritardanti, al sapore di frutta, raccomandati per i rappori anali.
Insomma, tutti si adeguano ad una maggiore possibilità di guadagno, come per le concessioni telefoniche.
La crisi economica di massa ha mandato in tilt tante imprese tradizionali e di nuovo conio: la spesa latita, tranne che nei beni di "consolazione", di pruriginosità compulsiva, di anonimato, che molto spesso, anziché la privacy, viene a tutelare un'intenzione "captiva", ambientale e personale, affina la prostituzione, sinergizza il guadagno.
Ma la logica, le metodiche, le lusinghe, le menzogne, l'irresponsabilità, gli scopi ( il lucro ), l'indifferenza per la dignità delle persone, le condizioni ed i ritmi di lavoro, legati ai risultati, sono gli stessi.
Ogni attività economica si basa sugli stessi presupposti e vive dei medesimi atti.
L'industrializzazione, sempre più sollecitata, serve a diversificare gli investimenti e ad abbandonare alcune delle altre attività, diventate faticose e poco redditizie.
Quanto ai lavoratori ed alle lavoratrici, le prospettive si fanno, in parte, pornografiche.
Dicevano, sempre alla "Beate Ushe": i nostri assistenti alla vendita, nei negozi, novantaquettro in europa, devono essere in grado di soddisfare tutte le esigenze consulenziali e, conseguentemente, di vendita, dei nostri clienti negli empori.
Passando davanti ad uno dei novantaquattro negozi della catena, ho visto una ragazza di età non difforme dalle altre commesse che popolano il corso principale, sistemare la merce negli scaffali e prepararsi a documentare i benefici, le funzioni, le potenzialità ed i prezzi ad ogni sorta di cliente: dai ragazzi in vena di scherzi, ai pervertiti in giacca e cravatta, ai curiosi perdigiorno, agli autoerotomani, alle coppie gay.
Non so se aprono anche alla domenica e nelle altre ex festività.
Lo fece anche Hitler, prima di dichiarare la sua battaglia.
Quella di Beate è stata una battaglia vinta per la diffusione di ogni articolo da casino aggiornato, per corrispondenza e, in misura minore, attraverso la vendita al dettaglio di strumenti per il sesso di pervertiti. Un esercito, senza divisa.
I prodotti sono destinati ad una congerie di repressi, incapaci di liberarsi e al seguito del pifferaio disinibente, che se ne fa una clientela vastissima: quella di coloro che sono senza fantasia.
E' diversa la "ratio" e la metodica delle altre ciofeche banali, che si offrono sul mercato?
La sua indagine di marketing è stata ben condotta ed ha trovato subito, dopo le inevitabili cause giudiziarie, milioni di acquirenti e migliaia di ordinazioni giornaliere.
La multinazionale dei "sex toys" si vale di un modernissimo ed agguerrito team di strutturazione aziendale, di un consiglio di amministrazione competente, di analisti di mercato e di prodotto, identici a quelli delle aziende più attrezzate di qualsiasi altro settore.
Alcuni venditori, attraverso autonome società, sono attori ed attrici del porno ormai in disarmo, attestanti una stretta correlazione industriale con quel tipo di filmografia, ormai gratuita ed orizzontale, l'industria degli ammennicoli imitativi, le filiere delle "house of sex", postriboli aggiornati in ogni parte d'europa, che ha visto le sue mosche cocchiere nei "club privée".
Una sintesi organizzativa, dunque, della lunga marcia per il superamento del nascondimento, anzi dell'omertà, dei vizi e delle perversioni che si nascondavano dietro il bigottismo di qualche decennio fa e, creando una facile dipendenza, farne un business mondiale che non conoscerà crisi, come le pompe funebri. Il famoso "eros e thanatos".
Potrà soffrire, nel tempo, della concorrenza e dovrà adeguarsi ad una sovra-offerta ( sempre alimentata da una crescente domanda ), ricorrere a fusioni societarie, ripiegare tristemente ( si può più triste di così? ) nell'ascesi rinunciataria.
Resta il fatto che codeste imprese sono del tutto speculari a quelle finanziarie e di vendita di prodotti, identici dovunque siano prodotti, del "low cost" e agiscono lungo una filiera almeno ricostruibile di preparazione e di consolidamento delle forniture, garantendo l'anonimato alla popolazione degli adepti, come ad un rito pagano.
Con il decadere dei pregiudizi circa la virtù delle donne, queste ultime hanno occupato una percentuale molto alta degli interessamenti e delle vendite - casomai per farne dei sotto empori, gestibili individualmente o domesticamente - ma, a quanto asseriscono gli esperti della "Beate Ushe", anche per uso personale, masturbatorio, etero e saffico, tanto è vero che la linea dei prodotti è stata implementata, in misura proporzionale per questa specifica utenza ed anche il logo della società è stato ridisegnato per renderlo bisex, come le catene dei parrucchieri.
Sesso strumentale, polizza assicurative, strumenti per regalare un utile gestionale ai gestori dei fondi di investimento e, ben che vada, una conservazione, con restituzione del capitale, una volta aggiornato all'inflazione, ora spesso sl di sotto del valore di sottoscrizione.
Anche le ciliege sono taroccate. Si trovano anche d'inverno sulle bancarelle dei mercati rionali: sono prodotte con sementi italiane in paesi caldi, trasportate nella stiva delle navi, dove maturano e si offrono rosse, lucide e insapori agli sprovveduti acquirenti.
Le farmacie offrono alcuni prodotti della Durex, in appositi distributori esterni, ma talvolte anche all'interno; se predispongono vetrinette erotiche, sono sponsorizzate.
I supermercati vendono i profilattici, leggerissimi, piacevolmente tormentosi per la partner, ritardanti, al sapore di frutta, raccomandati per i rappori anali.
Insomma, tutti si adeguano ad una maggiore possibilità di guadagno, come per le concessioni telefoniche.
La crisi economica di massa ha mandato in tilt tante imprese tradizionali e di nuovo conio: la spesa latita, tranne che nei beni di "consolazione", di pruriginosità compulsiva, di anonimato, che molto spesso, anziché la privacy, viene a tutelare un'intenzione "captiva", ambientale e personale, affina la prostituzione, sinergizza il guadagno.
Ma la logica, le metodiche, le lusinghe, le menzogne, l'irresponsabilità, gli scopi ( il lucro ), l'indifferenza per la dignità delle persone, le condizioni ed i ritmi di lavoro, legati ai risultati, sono gli stessi.
Ogni attività economica si basa sugli stessi presupposti e vive dei medesimi atti.
L'industrializzazione, sempre più sollecitata, serve a diversificare gli investimenti e ad abbandonare alcune delle altre attività, diventate faticose e poco redditizie.
Quanto ai lavoratori ed alle lavoratrici, le prospettive si fanno, in parte, pornografiche.
Dicevano, sempre alla "Beate Ushe": i nostri assistenti alla vendita, nei negozi, novantaquettro in europa, devono essere in grado di soddisfare tutte le esigenze consulenziali e, conseguentemente, di vendita, dei nostri clienti negli empori.
Passando davanti ad uno dei novantaquattro negozi della catena, ho visto una ragazza di età non difforme dalle altre commesse che popolano il corso principale, sistemare la merce negli scaffali e prepararsi a documentare i benefici, le funzioni, le potenzialità ed i prezzi ad ogni sorta di cliente: dai ragazzi in vena di scherzi, ai pervertiti in giacca e cravatta, ai curiosi perdigiorno, agli autoerotomani, alle coppie gay.
Non so se aprono anche alla domenica e nelle altre ex festività.
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