Nei campi profughi siriani il soccorso alimentare delle famiglie rifugiate si paga con il soccorso sessuale dei distributori dei beni internazionali.
Non ci sono organizzazioni pubbliche e private che non si siano distinte nel mercimonio .
Si dice che le donne non ci vadano più perchè la loro comunità le accuserebbe di aver ottenuto cibo in cambio di onore.
Come se, prima di qualche coraggiosa e gratuita testimonianza, che ha provocato l'inchiesta, non si sapesse e non fossero proprio le donne ad essere mandate ad adempiere al loro dovere domestico-coniugale, dopo l'abdicazione alla fame.
Come se il disdoro e il chiacchiericcio offensivo non fossero il frutto dell'invidia nella competizione venerea fra belle e privilegiate e brutte e trascurate.
Anche la famiglia si adegua in questi casi.
Le Onlus e l'Unicef fanno come da copione: spostano il fatto sugli appalti, sull'impossibilità di penetrare in zone per loro pericolose senza valersi di sherpa locali: insomma, morire o essere trombati.
Il fatto esecrabile si sposta sempre un po' più in là, scivola e si confonde, prima di essere rimosso.
Niente di inaspettato; sembrano voler insinuare, negandolo fieramente in pubblico, che fa parte del gioco reale e ineliminabile dei bisogni sinergici, di cui il derivato è profittatorio, gli impresari di una gigantesca operazione economica che, se non va a finire nelle mani di despoti e cricche corrotte, alimenta la cupidigia fisica dei benefattori pronti a cogliere questa loro occasione.
La cupidigia appropriativa delle mogli devote non è a sua volta interessata all'incremento personale della statistica orizzontale e generica?.
Le mamme napoletane non portavano forse i loro bambini negli acquartieramenti marocchini del generale Patton per una gavetta di cibo?
Un'anziana di Rimini ha rivelato alla figlia, già più che matura, che, cinquant'anni prima, in quel di Rimini, era stata violentata dal padrone di casa, che era il padre biologico della figlia.
Diciottenne, all'epoca, domestica proveniente dalla campagna, era fidanzata.
Si sposerà subito dopo.
Succedeva spesso che il seme improprio venisse appaltato a qualche garzone della stessa fascia popolare della fattrice.
Nel frattempo, i rapporti con la Signora restano e si arricchiscono di nuovi lavori domestici occasionali.
Improvvisamente la donna si toglie il sasso dal cuore e rivela alla figlia la sua vera genitorialità maschile.
La madre si è nel frattempo separata dal marito.
Ebbene, la figlia scopre improvvisamente una liaison mai immaginata con il padre rivelato e comincia a interfacciarsi con lui.
Nel farlo, mette al bando la madre, che dal padre biologico non aveva ottenuto altro che alzate di spalle, la quale rende pubblica la vicenda.
Nell'intrico degli interessi alimentati dall'asimmetria dei rapporti, valendosi anche di risorse pubbliche che si è solo chiamati ad amministrare secondo esclusivi demandi, il grano ed il loglio sono inestricabili e confusi e se mai saranno separati, non è detto che sia il grano ad essere premiato.
opinioni, letteratura, economia, diritto, critica, filosofia, arte, politica, natura, viaggi, società, umanità. Vecchio blog: http://logosiatreus.blogspot.it/
martedì 27 febbraio 2018
Perché votare?
L'Italia è capace di esportare solo la mafia e, come la criminalità locale impastata con la politica, uccide i giornalisti che ne denunciano le manovre.
Dopo Cipro è toccato ieri alla Slovacchia dove la n'drangheta calabrese distrae e ricicla il copioso flusso di denaro destinatole dall'Unione europea, così coma ha fatto con i denari della Cassa del mezzogiorno ed ora con in fondi europei al sud.
Questi soldi poi li presta a imprenditori del nord abbandonati dalle banche.
Un figlio dello squallido e volgare governatore della Campania, i cui manifesti elettorali campeggiano in esclusiva per centinaia di metri di tabelloni elettorali a salerno, prendeva cinquantamila euro a concessione per lo smaltimento dei rifiuti e il padre, che aveva invitato gli amministratori al clientelismo più peloso, resta al suo posto in attesa del prossimo giro, quando la base avrà rieletto il figliol prodigo, adesso fermo per un turno.
Un giovane di ventisette anni e la sua fidanzata e coetanea che si trovavano insieme a casa loro sono stati freddati: il primo con un colpo al petto, la seconda esecutata con un colpo alla testa.
Il giornale del giovane cronista ha svelato i contenuti dell'inchiesta sulla distrazione di fondi europei, in combutta con ministri e un imprenditore slovaccoe che, da quest'ultimo, era stato minacciato.
La loro banca era la mafia.
Il posto per il brillante investigatore è stato la fossa.
Il governo locale ha messo una taglia di un milione di euro a disposizione di chi sarà in grado di fornire notizie.
Un'altra baracconata.
Gli interessi che erano stati messi in discussione sono ben maggiori e coinvolgenti.
A proposito, chi sono stati e per conto di chi, gli assassini di Giulio Regeni?
Perché avallare con il voto l'infingardaggine complice di queste teste di legno?
Dopo Cipro è toccato ieri alla Slovacchia dove la n'drangheta calabrese distrae e ricicla il copioso flusso di denaro destinatole dall'Unione europea, così coma ha fatto con i denari della Cassa del mezzogiorno ed ora con in fondi europei al sud.
Questi soldi poi li presta a imprenditori del nord abbandonati dalle banche.
Un figlio dello squallido e volgare governatore della Campania, i cui manifesti elettorali campeggiano in esclusiva per centinaia di metri di tabelloni elettorali a salerno, prendeva cinquantamila euro a concessione per lo smaltimento dei rifiuti e il padre, che aveva invitato gli amministratori al clientelismo più peloso, resta al suo posto in attesa del prossimo giro, quando la base avrà rieletto il figliol prodigo, adesso fermo per un turno.
Un giovane di ventisette anni e la sua fidanzata e coetanea che si trovavano insieme a casa loro sono stati freddati: il primo con un colpo al petto, la seconda esecutata con un colpo alla testa.
Il giornale del giovane cronista ha svelato i contenuti dell'inchiesta sulla distrazione di fondi europei, in combutta con ministri e un imprenditore slovaccoe che, da quest'ultimo, era stato minacciato.
La loro banca era la mafia.
Il posto per il brillante investigatore è stato la fossa.
Il governo locale ha messo una taglia di un milione di euro a disposizione di chi sarà in grado di fornire notizie.
Un'altra baracconata.
Gli interessi che erano stati messi in discussione sono ben maggiori e coinvolgenti.
A proposito, chi sono stati e per conto di chi, gli assassini di Giulio Regeni?
Perché avallare con il voto l'infingardaggine complice di queste teste di legno?
L'Italia triste.
Nell'Italia artificiale che mischia le sue tossine al revanscismo fascista si accompagna la tristezza delle periferie urbane del nord.
Sterrate di centinaia di chilometri che assommano diverse province, vuote o riempite di poli commerciali, industriali ridimensionati, con eccezioni comunque desolanti nell'ambito della città metropolitana di Milano.
Alligna il vuoto estremistico, la giustificazione falsificatrice di una violenza fine a se stessa.
Le proiezioni riguardo alle competenze da produrre nell'impero guglielmino e, lato sensu, internazionale sono sempre più esclusive e, nel nostro paese, censitarie.
Lo scarto scolastico e il mancato accesso all'Università hanno raggiunto percentuali altissime.
Nelle scuole tecnico-professionali, al termine del primo anno durante il quale si rimuovono le incongruenze con una scuola strumentale, gli esclusi vengono destinati d'ufficio alle sotto sezioni di avviamento al lavoro: un remake dell'Italia post bellica.
Come volevasi dimostrare.
La dilapidazione del patrimonio democratico va a braccetto con il riconoscimento e la valorizzazione delle potenzialità che, in maniera sempre più crudelmente selettiva ( sempre e solo sul piano dei privilegi ), vengono ridotte a una raggiera di prestazioni ed incarichi riservati.
La massa, non più necessariamente compensativa, è finita nell'immondezzaio e il pensiero razzista, in ogni sua declinazione, ha ripreso ad essere il punto di riferimento della sintesi e non dell'analisi sociologica.
Il fascismo stradale è popolare, si occupa del popolo, becero fin che volete, ma sul campo, laddove la sinistra comunista non c'è più.
La neo formazione politica di Potere al popolo è invece la prima forma istituzionale assunta dalla galassia disomogenea dei centri sociali e, in questo senso, rappresenta una realtà nuova.
Dal sottobosco ignorato delle riunioni carbonare all'apparizione sul proscenio, il passo è stato significativo.
Vedremo quale sarà il prossimo. Non è detto che sia pacifico ed allora l'ipocrita opinione ambientale dovrà, casomai ammiccando, schierarsi.
Nessuna novità all'orizzonte.
La destra fascista e la sinistra comunista tornano a confrontarsi senza infingimenti - almeno all'inizio - mentre i rispettivi filamenti si intrecciano disgustosamente ( perché sono sfacciatamente visibili, ma ci sono sempre stati ) nel poltronificio esclusivo, che però ripresenta ( non è certo una novità, bensì una costante storica ) ai suoi lati i gruppi avanguardistici contrapposti, potenzialmente armati e, sia pure in un solipsismo da cenacolo, in marcia verso la demolizione di se stessi, scambiata per la demolizione del sistema.
Questo soprattutto per la parte comunista, che nel fascismo ritrova la sua veste resistenziale e solo idealmente rivoluzionaria, mentre le squadre nere conservano e rilanciano la loro natura conservatrice, elemento tutt'altro che estraneo al popolo.
Sterrate di centinaia di chilometri che assommano diverse province, vuote o riempite di poli commerciali, industriali ridimensionati, con eccezioni comunque desolanti nell'ambito della città metropolitana di Milano.
Alligna il vuoto estremistico, la giustificazione falsificatrice di una violenza fine a se stessa.
Le proiezioni riguardo alle competenze da produrre nell'impero guglielmino e, lato sensu, internazionale sono sempre più esclusive e, nel nostro paese, censitarie.
Lo scarto scolastico e il mancato accesso all'Università hanno raggiunto percentuali altissime.
Nelle scuole tecnico-professionali, al termine del primo anno durante il quale si rimuovono le incongruenze con una scuola strumentale, gli esclusi vengono destinati d'ufficio alle sotto sezioni di avviamento al lavoro: un remake dell'Italia post bellica.
Come volevasi dimostrare.
La dilapidazione del patrimonio democratico va a braccetto con il riconoscimento e la valorizzazione delle potenzialità che, in maniera sempre più crudelmente selettiva ( sempre e solo sul piano dei privilegi ), vengono ridotte a una raggiera di prestazioni ed incarichi riservati.
La massa, non più necessariamente compensativa, è finita nell'immondezzaio e il pensiero razzista, in ogni sua declinazione, ha ripreso ad essere il punto di riferimento della sintesi e non dell'analisi sociologica.
Il fascismo stradale è popolare, si occupa del popolo, becero fin che volete, ma sul campo, laddove la sinistra comunista non c'è più.
La neo formazione politica di Potere al popolo è invece la prima forma istituzionale assunta dalla galassia disomogenea dei centri sociali e, in questo senso, rappresenta una realtà nuova.
Dal sottobosco ignorato delle riunioni carbonare all'apparizione sul proscenio, il passo è stato significativo.
Vedremo quale sarà il prossimo. Non è detto che sia pacifico ed allora l'ipocrita opinione ambientale dovrà, casomai ammiccando, schierarsi.
Nessuna novità all'orizzonte.
La destra fascista e la sinistra comunista tornano a confrontarsi senza infingimenti - almeno all'inizio - mentre i rispettivi filamenti si intrecciano disgustosamente ( perché sono sfacciatamente visibili, ma ci sono sempre stati ) nel poltronificio esclusivo, che però ripresenta ( non è certo una novità, bensì una costante storica ) ai suoi lati i gruppi avanguardistici contrapposti, potenzialmente armati e, sia pure in un solipsismo da cenacolo, in marcia verso la demolizione di se stessi, scambiata per la demolizione del sistema.
Questo soprattutto per la parte comunista, che nel fascismo ritrova la sua veste resistenziale e solo idealmente rivoluzionaria, mentre le squadre nere conservano e rilanciano la loro natura conservatrice, elemento tutt'altro che estraneo al popolo.
lunedì 26 febbraio 2018
Il valore nullo.
L'isola di Lesbo, che fu patria della poetessa Saffo, che espresse letterariamente, cinquecento anni prima di Cristo, l'amore fra donne, un'isola delle femmine, grecamente isola delle lesbiche, è oggi l'avamposto reclusorio dei migranti che riescono a sfuggire alle maglie turche ( tre miliardi di euro perché vi si prestasse, quanti a Gheddafi prima della presa diretta malferma del potere franco-americano? ).
Sono siriani, iracheni e tracce sparse che vivono in container, dispongono di una latrina ogni centocinquanta persone e di una doccia ogni trecento.
Le donne non si lavano mai e non escono dagli alloggi di fortuna, anche i bambini non possono andare alle latrine.
La violenza incombe e le famiglie, spesso numerosissime, passano tutto il tempo abbarbicate.
Non c'è riscaldamento, le malattie rimosse dalle comodità sono invece ben presenti nel ghetto, dove i rifugiati sperimentano l'illusorietà dell'accoglienza, l'assurda speranza di essere reinseriti in un percorso lavorativo affannoso e spesso carente anche per gli indigeni indigenti.
Questa fotografia misera della relegazione ci viene periodicamente rappresentata, ma del percorso esistenziale verso il nulla nessuno parla se non per sentito dire.
Il calvario dei popoli rifiiutati, rimossi, si trascina a piedi dalle loro case distrutte attraverso territori lungo i quale, all'impervietà dell'ecosistema si aggiungono le violenze, la vendita come schiavi, l'uccisione per l'asportazione di organi che saranno impiantati velocemente a chi può permetterseli e per i quali sono allestiti i macelli imprenditoriali, è la sorte dei senza patria, speculare alla realtà simbolica dei cittadini minori all'interno delle società strutturate e delle sue imprese private, funzionali solo al lucro.
Il primo contatto avviene sui bastioni militari di taluni approdi geostrategici per gli insofferenti paesi d'approdo.
All'ombra dell'O.N.U. ci sono gli acquartieramenti assitenziali e medici.
Spesso le cure si risolvono in amputazioni degli arti inferiori; nella migliore delle ipotesi rabberciano gli sventurati.
Taluni continuano il loro viaggio, il cui esito si trova nell'isola di Lesbo e nei punti di detenzione francesi e italiani in Libia, altri, ai quali gli arti sono stati tagliati solo spiritualmente, tornano sui loro passi lungo un percorso pieno degli stessi rischi già corsi e, all'andata, superati.
A che prezzo, per loro?
Puramente soggettivo, ben lo sanno i loro aguzzini, gli speculatori sui loro corpi; non sono nessuno e a chi è nessuno il valore d'uso viene estorto e gli avanzi sono rigettati in una terra di nessuno, proprio come loro che, in parte vi si reinoltrano nei due sensi, mentre il loro è inesistente.
Sono siriani, iracheni e tracce sparse che vivono in container, dispongono di una latrina ogni centocinquanta persone e di una doccia ogni trecento.
Le donne non si lavano mai e non escono dagli alloggi di fortuna, anche i bambini non possono andare alle latrine.
La violenza incombe e le famiglie, spesso numerosissime, passano tutto il tempo abbarbicate.
Non c'è riscaldamento, le malattie rimosse dalle comodità sono invece ben presenti nel ghetto, dove i rifugiati sperimentano l'illusorietà dell'accoglienza, l'assurda speranza di essere reinseriti in un percorso lavorativo affannoso e spesso carente anche per gli indigeni indigenti.
Questa fotografia misera della relegazione ci viene periodicamente rappresentata, ma del percorso esistenziale verso il nulla nessuno parla se non per sentito dire.
Il calvario dei popoli rifiiutati, rimossi, si trascina a piedi dalle loro case distrutte attraverso territori lungo i quale, all'impervietà dell'ecosistema si aggiungono le violenze, la vendita come schiavi, l'uccisione per l'asportazione di organi che saranno impiantati velocemente a chi può permetterseli e per i quali sono allestiti i macelli imprenditoriali, è la sorte dei senza patria, speculare alla realtà simbolica dei cittadini minori all'interno delle società strutturate e delle sue imprese private, funzionali solo al lucro.
Il primo contatto avviene sui bastioni militari di taluni approdi geostrategici per gli insofferenti paesi d'approdo.
All'ombra dell'O.N.U. ci sono gli acquartieramenti assitenziali e medici.
Spesso le cure si risolvono in amputazioni degli arti inferiori; nella migliore delle ipotesi rabberciano gli sventurati.
Taluni continuano il loro viaggio, il cui esito si trova nell'isola di Lesbo e nei punti di detenzione francesi e italiani in Libia, altri, ai quali gli arti sono stati tagliati solo spiritualmente, tornano sui loro passi lungo un percorso pieno degli stessi rischi già corsi e, all'andata, superati.
A che prezzo, per loro?
Puramente soggettivo, ben lo sanno i loro aguzzini, gli speculatori sui loro corpi; non sono nessuno e a chi è nessuno il valore d'uso viene estorto e gli avanzi sono rigettati in una terra di nessuno, proprio come loro che, in parte vi si reinoltrano nei due sensi, mentre il loro è inesistente.
L'elemosina del marchese del Grillo.
Il consolidamento precario e gattopardesco del clientelismo borbonico va assumendo l'aspetto sperimentale della deframmentazione del lavoro publlico, il crogiolo capientissimo del favore alla meridionale.
Bene, dirà qualcuno. Era ora che si invertisse la rotta e si desse spazio all'efficienza e al merito.
Il fatto è che, partendo da una piazzola strategicamente insignificante, come la Basilicata, si va testando un sistema di demando ad agenzie private della ricerca e del collocamento a rotazione di poveri giovani mulinati sulla ruota dei favori ciclici e intermittenti.
Le agenzie per il lavoro interinale nei feudi dell'impiego sottopagato ma non impegnativo, hanno già incassato milioni e milioni di fondi pubblici ( quelli che spesso giacciono in cassaforte per l'incapacità di investirli ) e si apprestano a fare da intermediari della sottoccupazione a singhiozzo secondo indicazioni e raccomandazioni esclusivamente di fazione o fra fazioni che sempre lucreranno il bacio della pantofola dai devoti-rassegnati del favore ammantato di modernità.
D'altra parte la mafia politica, pseudo privatistica, è diventata l'unica azienda corporate del sistema del riciclaggio del denaro pubblico e delle tangenti private, per cui è conseguente che anche le clientele ambientali conoscano un mascheramento.
Tanto, alternativa al pane azimo o a quello troppo salato, sarebbe la scoperta di un'onestà non retorica o di principio, ma basata sulla necessità di creare ricchezza stabile e distribuzione del reddito.
Ma in che cosa consisterebbe allora il prestigio per l'elemosina degli impreditori pubblici scartuffati del sud?
Bene, dirà qualcuno. Era ora che si invertisse la rotta e si desse spazio all'efficienza e al merito.
Il fatto è che, partendo da una piazzola strategicamente insignificante, come la Basilicata, si va testando un sistema di demando ad agenzie private della ricerca e del collocamento a rotazione di poveri giovani mulinati sulla ruota dei favori ciclici e intermittenti.
Le agenzie per il lavoro interinale nei feudi dell'impiego sottopagato ma non impegnativo, hanno già incassato milioni e milioni di fondi pubblici ( quelli che spesso giacciono in cassaforte per l'incapacità di investirli ) e si apprestano a fare da intermediari della sottoccupazione a singhiozzo secondo indicazioni e raccomandazioni esclusivamente di fazione o fra fazioni che sempre lucreranno il bacio della pantofola dai devoti-rassegnati del favore ammantato di modernità.
D'altra parte la mafia politica, pseudo privatistica, è diventata l'unica azienda corporate del sistema del riciclaggio del denaro pubblico e delle tangenti private, per cui è conseguente che anche le clientele ambientali conoscano un mascheramento.
Tanto, alternativa al pane azimo o a quello troppo salato, sarebbe la scoperta di un'onestà non retorica o di principio, ma basata sulla necessità di creare ricchezza stabile e distribuzione del reddito.
Ma in che cosa consisterebbe allora il prestigio per l'elemosina degli impreditori pubblici scartuffati del sud?
domenica 25 febbraio 2018
Il popolo acclama.
Tre notizie-notizie nel vuoto..commerciale ..senza denaro.
Preservazione di peculii sterili personali oppure vortice, esclusivamente adolescenziale, intorno a vetrine di cianfrusaglie, pub alcoolici.
Bologna bene e Bologna feccia hanno formalizzato in bande la loro alterità: l'una suprematista, l'altra..(?)
La presenza di armi bianche non è inconsueta in centro, anche al di fuori delle manifestazioni politiche.
Le banlieu e gli slums si sono finalmente formati.
Non chiamava così, feccia, Nicolas Sarkozy, marito di Carla Bruni, rifugiatasi a Parigi perché estremista di sinistra durante gli anni '70, i concittadini della cintura parigina?
Faceva e fa parte di Parigi bene.
Ad un comizio milanese di Salvini sono apparse le bandiere della Russia imperiale ( finanziatrice del suo movimento ) e dei suprematisti bianchi statunitensi, esplicitamente ispirati al nazismo.
Premono alle porte di questa dotta città.
Fuori dalle mura ( abbattute ) il fenomeno è dilagato e dilagante.
In altri contesti storici la barbarie accusatoria li avrebbe già portati al potere. Stavolta vinceranno le elezioni, ma non lo eserciteranno.
Si mischieranno, come già avviene, ai disoccupati, agli sbandati, alle tifoserie calcistiche..commerciali a loro volta.
Tutto (ri)cominciò con la competizione ..commerciale privatistica.
La seconda notizia riguarda la decisione del Governo israeliano, che ha appena eletto Gerusalemme capitale del suo Stato, di applicare delle tasse sulle attività commerciali delle Chiese cattolica, ortodossa e armena consorziate. Quelle non commerciali (sic") sono rimaste esenti.
Per protesta oggi sono state chiuse le porte del Santo sepolcro, come se Gesù non avesse lor detto: date a Cesare quel che è di Cesare.
Insomma le Chiese le tasse non le vogliono proprio pagare e hanno uno dei loro capisaldi proselitistici nella mala educacion di esentarne anche i loro penitenti.
La terza è implicita alla prima.
Luigi Di Maio bacia pubblicamente la teca di San Gennaro e Matteo Salvini prega ed officia dal palco alla sua Madunina, quel de Milan.
Nel film Sono tornato copiato pari pari dal testo di Lui sulla rinascita di Hitler, un redivivo Mussolini arringa il popolo, come non aveva fatto da politico: eravate un popolo di anlafabeti, dopo ottant'anni vi ritrovo popolo di analfabeti.
Concordo.
Sarà il vento della restaurazione
Preservazione di peculii sterili personali oppure vortice, esclusivamente adolescenziale, intorno a vetrine di cianfrusaglie, pub alcoolici.
Bologna bene e Bologna feccia hanno formalizzato in bande la loro alterità: l'una suprematista, l'altra..(?)
La presenza di armi bianche non è inconsueta in centro, anche al di fuori delle manifestazioni politiche.
Le banlieu e gli slums si sono finalmente formati.
Non chiamava così, feccia, Nicolas Sarkozy, marito di Carla Bruni, rifugiatasi a Parigi perché estremista di sinistra durante gli anni '70, i concittadini della cintura parigina?
Faceva e fa parte di Parigi bene.
Ad un comizio milanese di Salvini sono apparse le bandiere della Russia imperiale ( finanziatrice del suo movimento ) e dei suprematisti bianchi statunitensi, esplicitamente ispirati al nazismo.
Premono alle porte di questa dotta città.
Fuori dalle mura ( abbattute ) il fenomeno è dilagato e dilagante.
In altri contesti storici la barbarie accusatoria li avrebbe già portati al potere. Stavolta vinceranno le elezioni, ma non lo eserciteranno.
Si mischieranno, come già avviene, ai disoccupati, agli sbandati, alle tifoserie calcistiche..commerciali a loro volta.
Tutto (ri)cominciò con la competizione ..commerciale privatistica.
La seconda notizia riguarda la decisione del Governo israeliano, che ha appena eletto Gerusalemme capitale del suo Stato, di applicare delle tasse sulle attività commerciali delle Chiese cattolica, ortodossa e armena consorziate. Quelle non commerciali (sic") sono rimaste esenti.
Per protesta oggi sono state chiuse le porte del Santo sepolcro, come se Gesù non avesse lor detto: date a Cesare quel che è di Cesare.
Insomma le Chiese le tasse non le vogliono proprio pagare e hanno uno dei loro capisaldi proselitistici nella mala educacion di esentarne anche i loro penitenti.
La terza è implicita alla prima.
Luigi Di Maio bacia pubblicamente la teca di San Gennaro e Matteo Salvini prega ed officia dal palco alla sua Madunina, quel de Milan.
Nel film Sono tornato copiato pari pari dal testo di Lui sulla rinascita di Hitler, un redivivo Mussolini arringa il popolo, come non aveva fatto da politico: eravate un popolo di anlafabeti, dopo ottant'anni vi ritrovo popolo di analfabeti.
Concordo.
Sarà il vento della restaurazione
mercoledì 21 febbraio 2018
Il vacuum della violenza.
Il vuoto politico viene riempito dalle contrapposizioni vicarie e binarie del fascismo e del partigianesimo.
Ha ragione Pietro Grasso: le violenze contrapposte non vanno più tollerate.
La dicotomia sociale violenta fra fascisti e comunisti fuori dai ranghi riprende a sfogare l'impotenza: la prima è invasiva, la seconda oppositiva. Entrambe sono tornate all'etologia di sottofondo ed alle percosse si aggiungono gli accoltellamenti, secondo una geopolitica tradizionale, ma anche originale e nuova.
Se a Perugia Potere al popolo subisce il tentativo di omicidio da parte di minoritarie fazioni squadristiche, a Napoli e, soprattutto, a Reggio Calabria e Palermo, l'acqua va all'insù e gli antifascisti prendono il proscenio.
E' possibile che a Palermo la violenza di strada avvenga senza il beneplacito della mafia?
La destra, al sud, è imperante e finora non aveva mai subito delle opposizioni organizzate sedicenti di sinistra, ma il sud non aveva mai conosciuto una leadership di destra estranea alle sue dinamiche e per la prima volta invasiva.
la Lega nazionale di Salvini, movimento neo nazista, ha invece portato la destra estrema su posizioni razziste e i meridionali devono aver avvertito l'estraneità culturale del leghismo riformato, come il M.S.I. a Fiuggi e deciso di portarsi a contrasto, in particolare sul propro territorio, dalla neo-annesione del nord nebbioso.
Sta di fatto che, trasformisticamente, senza più riferimenti che non siano provinciali e autoreferenziali, la rimossa violenza endemica italiana è riemersa intatta e dispiega la sua prepotenza, ai limiti ormai dell'omicidio.
L'ex Presidente del Senato, ex magistrato palermitano, leader dei reduci istituzionali del comunismo, ha colto lo stato dell'opera ed ha richiamato le istituzioni a fare immediatamente la loro parte.
Anche se non è detto che la violenza non si coalizzi contro lo Stato, con il contributo del medesimo o di suoi pezzi, in una dinamica nota e sperimentata.
L'uno e l'altro sommovimento sono privi di riferimenti internazionali - soprattutto quello di sinistra, tranne che nella Russia antieuropeista che alimenta le divisioni nei due sensi e che, per adesso, ha privilegiato la destra, mentre le commissioni, pseudo istituzioni europee, non riescono a calmierare il fenomeno, diverso per carattersitiche storiche, in tutta l'europa continentale.
Esulando da una polemica pretestuosa, alla ricerca di soluzione mediane ed impotenti ad ampio spettro e auspicando un'astenzione diffusa in queste guise, il tentativo di rimedio giudiziario si è fatto ineludibile.
Invece, tutto viene rimandato ad una terapia politicamente orientata ad elezioni avvenute, quando le forze minoritarie che ne sarannoe espresse si contrapporranno nell'interpretazione e nel gioco di posizione, stabilizzando più o meno a lungo una situazione di violenza per delega implicita, del tutto estranea all'esercizio diretto del potere.
Ha ragione Pietro Grasso: le violenze contrapposte non vanno più tollerate.
La dicotomia sociale violenta fra fascisti e comunisti fuori dai ranghi riprende a sfogare l'impotenza: la prima è invasiva, la seconda oppositiva. Entrambe sono tornate all'etologia di sottofondo ed alle percosse si aggiungono gli accoltellamenti, secondo una geopolitica tradizionale, ma anche originale e nuova.
Se a Perugia Potere al popolo subisce il tentativo di omicidio da parte di minoritarie fazioni squadristiche, a Napoli e, soprattutto, a Reggio Calabria e Palermo, l'acqua va all'insù e gli antifascisti prendono il proscenio.
E' possibile che a Palermo la violenza di strada avvenga senza il beneplacito della mafia?
La destra, al sud, è imperante e finora non aveva mai subito delle opposizioni organizzate sedicenti di sinistra, ma il sud non aveva mai conosciuto una leadership di destra estranea alle sue dinamiche e per la prima volta invasiva.
la Lega nazionale di Salvini, movimento neo nazista, ha invece portato la destra estrema su posizioni razziste e i meridionali devono aver avvertito l'estraneità culturale del leghismo riformato, come il M.S.I. a Fiuggi e deciso di portarsi a contrasto, in particolare sul propro territorio, dalla neo-annesione del nord nebbioso.
Sta di fatto che, trasformisticamente, senza più riferimenti che non siano provinciali e autoreferenziali, la rimossa violenza endemica italiana è riemersa intatta e dispiega la sua prepotenza, ai limiti ormai dell'omicidio.
L'ex Presidente del Senato, ex magistrato palermitano, leader dei reduci istituzionali del comunismo, ha colto lo stato dell'opera ed ha richiamato le istituzioni a fare immediatamente la loro parte.
Anche se non è detto che la violenza non si coalizzi contro lo Stato, con il contributo del medesimo o di suoi pezzi, in una dinamica nota e sperimentata.
L'uno e l'altro sommovimento sono privi di riferimenti internazionali - soprattutto quello di sinistra, tranne che nella Russia antieuropeista che alimenta le divisioni nei due sensi e che, per adesso, ha privilegiato la destra, mentre le commissioni, pseudo istituzioni europee, non riescono a calmierare il fenomeno, diverso per carattersitiche storiche, in tutta l'europa continentale.
Esulando da una polemica pretestuosa, alla ricerca di soluzione mediane ed impotenti ad ampio spettro e auspicando un'astenzione diffusa in queste guise, il tentativo di rimedio giudiziario si è fatto ineludibile.
Invece, tutto viene rimandato ad una terapia politicamente orientata ad elezioni avvenute, quando le forze minoritarie che ne sarannoe espresse si contrapporranno nell'interpretazione e nel gioco di posizione, stabilizzando più o meno a lungo una situazione di violenza per delega implicita, del tutto estranea all'esercizio diretto del potere.
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