Stephen Hawking è ritornato alla terra dopo aver volato nell'etere cosmico, anzi nel vuoto cosmico, vettore di colleganze - o iterazioni inutili? - inspiegabili per l'antropoide evoluto, ma malvagio, che ha preso il sopravvento su questa biglia galattica.
Non è vero che sono arido: di quasi tutte le morti non mi importa nulla, delle glorie storiche ancor meno, ma sono capace di sincera emozione quando una mente che è andata al di là della stupidità querula o rimbomante di ogni ora molesta, prima si appalesa e poi si congeda.
Per sempre.
E' stato un grande e, infatti, uno stupido barista, questa mattina, mentre buttava l'occhio sul suo corpo deforme, sollevato a braccia dentro un simulatore di microgravità, commentava disgustato: ma chi è quello lì?
Un corpo immobile e contorto, una mente libera e nondistratta dal vociare e dall'agitarsi del mondo circostante: un mondo piccino e senza senso nella sua ripetitività. Una mente atemporale, proprio perchè priva delle sue facoltà coordinatrici del corpo, concentrata sugli studi e sulla riflessione, un intelletto luminoso, capace di considerazioni profane rivelatrici dei suoi moventi, ironiche e realistiche.
Grandissima anche la donna che ha voluto accompagnarlo anche dopo che la sua malattia si era manifestata e dopo che, a ventuno anni, gliene ne erano stati attribuiti altre due, al massimo.
Non credo che si sia trattato di ammirazione, proprio perché sarebbe stata precoce, ma di quell'amore di cui solo poche donne, ma comunque donne, con quasi insignificanti eccezioni nel mondo maschile, sono capaci e che danno, sole, la misura della loro grandezza.
Con quel corpo inerte muscolarmente ha pure prodotto due figli; avrà dovuto fare tutto lei; stimolarlo, penetrarsi, andare su e giù, controllando che non morisse.
Due successori, almeno anagrafici, sani.
Non è stato Einstein, diceva oggi un imbecille, schiavo delle comparazioni insulse della borghesia incolta, ma Einstein stava bene e non si cimentava - non ne aveva bisogno - con l'idiozia comune.
Hawking aveva la SLA fin da adolescente, ma non ha mai chiesto di morire: l'intelligenza, i contenuti lo hanno trasportato fino a settantasei anni, a dimostrazione della vacuità disperante che porta al suicidio assistito, al testamento biologico, alla crescente carenza di cure per gli anziani e domani per i poveri.
Il lume si è spento, ma la luce della stella morta continuerà a illuminare la ricerca arricchita di tanti ricercatori intorno a quel rebus inimmaginabile, eppur così per noi circoscritto, dello stato dell'arte primitiva che ci ha portato fin qui: forse in un luogo ancora remoto e primitivo, del quale, avendo voluto intraprendere l'investigazione, non possiamo più rinunciare all'approfondimento.
Anche l'esperienza dell'intelligenza prospettica si ripeterà sicuramente.
opinioni, letteratura, economia, diritto, critica, filosofia, arte, politica, natura, viaggi, società, umanità. Vecchio blog: http://logosiatreus.blogspot.it/
mercoledì 14 marzo 2018
martedì 6 marzo 2018
La politica liquida.
Beppe Grillo, nel festeggiare la vittoria della sua creatura mediatica, con interdizione sciolta solo di recente di offrirsi alla platea e al trattamento dei critici, ha teorizzato la politica liquida della quale il suo movimento è stato il purgante: "li abbiamo biodegradati, disciolti in una impetuosa dissenteria che li ha miscelati dopo averli mal digeriti".
L'immagine ci sta tutta.
I suoi vaffanculo hanno sortito i loro effetti e, d'ora in avanti, non saranno più pronunciati.
Non è vero che l'ideologia non macina più.
Non è più materiale, è diventata liquida.
Assorbendo i movimenti e defecandoli, il M5S - ha detto - è diventato un partito.
Un partito ameba, perché comprendendo ex comunisti, ex democristiani, ex fascisti ( meno, perché sono quasi tutti in servizio permanente nella coalizione di destra ), ex astenuti, può potenzialemnte essere un contenitore neocorporativo di storica fattura.
Non credo proprio che il M5S possa costituire una novità, che sia privo di antenati e di genitori e la sua organizzazione interna gestita dal centro elettronico della Casaleggio & Co. lo rende potenzialmente, ma non originalmente, inquietante.
L'incultura civile vi ha riposto la sintesi combusta delle frustraziooni storiche, in una società senza lavoro stabile ha nostalgicamente richiamato un senso comune patriottico del reddito da non lavoro, da riguardo distributivo, da vendetta, in realtà confermatoria, verso chi non è più in grado di spandere favori.
Una riedizione demenziale della valorialità perduta, anche se mai creduta, un nuovo pretesto utile a illudersi di aver gettato nella merda chi era stato sempre sul bordo superiore della cloaca.
L'immagine ci sta tutta.
I suoi vaffanculo hanno sortito i loro effetti e, d'ora in avanti, non saranno più pronunciati.
Non è vero che l'ideologia non macina più.
Non è più materiale, è diventata liquida.
Assorbendo i movimenti e defecandoli, il M5S - ha detto - è diventato un partito.
Un partito ameba, perché comprendendo ex comunisti, ex democristiani, ex fascisti ( meno, perché sono quasi tutti in servizio permanente nella coalizione di destra ), ex astenuti, può potenzialemnte essere un contenitore neocorporativo di storica fattura.
Non credo proprio che il M5S possa costituire una novità, che sia privo di antenati e di genitori e la sua organizzazione interna gestita dal centro elettronico della Casaleggio & Co. lo rende potenzialmente, ma non originalmente, inquietante.
L'incultura civile vi ha riposto la sintesi combusta delle frustraziooni storiche, in una società senza lavoro stabile ha nostalgicamente richiamato un senso comune patriottico del reddito da non lavoro, da riguardo distributivo, da vendetta, in realtà confermatoria, verso chi non è più in grado di spandere favori.
Una riedizione demenziale della valorialità perduta, anche se mai creduta, un nuovo pretesto utile a illudersi di aver gettato nella merda chi era stato sempre sul bordo superiore della cloaca.
La terza guerra mondiale a spicchi.
Vladimir Putin, l'oligarca vincitore di Russia, il trait d'union fra la versione sovietica dell'Imperium, che ha conosciuto dal di dentro, e quella attuale in via di consolidamento, non ha abbandonato i costumi spionistici del recente passato, così come non sono cessati gli scambi di delatori.
Lo spionaggio russo conserva però un'allure romantica: si vendica ed uccide a distanza di tempo i suoi traditori, casomai dopo averne fatto merce di scambio.
E' uno spionaggio conservatore, più incline a non farsi contaminare che a portarsi dinamicamente all'esterno; è un'intelligence egoistica e chiusa al mondo ostile, tanto da tutelarsi attraverso la creazione artificiale di cuscinetti sottoposti o annessi.
Le spie russe che vivono a Londra, testa di ponte europea degli Stati Uniti, vengono raggiunti ed avvelenati dalla longa manus della grande e santa Madre Russia.
La piovra euroasiatica è, nel suo arcaismo, identica ad ogni altra mafia.
E' guerra di posizione fra la placca continentale russa e le altre aree geostrategiche del mondo, con tutte le possibili alleanze, il loro scioglimento o riforma, gli interventi mirati, da un lato a mantenere una base di staticità e, dall'altro a dissolvere in un movimento distruttivo ed autorigenerativo, ogni impedimento alla sua cupio dissolvi pre ricostruzione.
La politica americana di Trump non ostacola il ritorno al passato, che reclama per l'america conservatrice e profonda, tanto è vero che il suo protezionismo di ritorno è stato informaticamente favorito dai russi, che assistono e finanziano molti movimenti nazionalisti dell'altra parte dell'europa, non ultima la Lega nazionale di Salvini.
Come l'arcaismo imperiale e munifico russo, la base economica ed elettorale del palazzinaro repubblicano, reclama la tutela dell'identità, attraverso le barriere, i dazi, il lavoro autoctono.
Ecco che le alterità si ibridano e che i potenziali contendenti del prossimo futuro sono adesso elasticamente alleati, pur non lesinando le dosi di veleno necessarie ad eliminare coloro che hanno barato al gioco del domino, tralasciando le appartenenze.
Lo spionaggio russo conserva però un'allure romantica: si vendica ed uccide a distanza di tempo i suoi traditori, casomai dopo averne fatto merce di scambio.
E' uno spionaggio conservatore, più incline a non farsi contaminare che a portarsi dinamicamente all'esterno; è un'intelligence egoistica e chiusa al mondo ostile, tanto da tutelarsi attraverso la creazione artificiale di cuscinetti sottoposti o annessi.
Le spie russe che vivono a Londra, testa di ponte europea degli Stati Uniti, vengono raggiunti ed avvelenati dalla longa manus della grande e santa Madre Russia.
La piovra euroasiatica è, nel suo arcaismo, identica ad ogni altra mafia.
E' guerra di posizione fra la placca continentale russa e le altre aree geostrategiche del mondo, con tutte le possibili alleanze, il loro scioglimento o riforma, gli interventi mirati, da un lato a mantenere una base di staticità e, dall'altro a dissolvere in un movimento distruttivo ed autorigenerativo, ogni impedimento alla sua cupio dissolvi pre ricostruzione.
La politica americana di Trump non ostacola il ritorno al passato, che reclama per l'america conservatrice e profonda, tanto è vero che il suo protezionismo di ritorno è stato informaticamente favorito dai russi, che assistono e finanziano molti movimenti nazionalisti dell'altra parte dell'europa, non ultima la Lega nazionale di Salvini.
Come l'arcaismo imperiale e munifico russo, la base economica ed elettorale del palazzinaro repubblicano, reclama la tutela dell'identità, attraverso le barriere, i dazi, il lavoro autoctono.
Ecco che le alterità si ibridano e che i potenziali contendenti del prossimo futuro sono adesso elasticamente alleati, pur non lesinando le dosi di veleno necessarie ad eliminare coloro che hanno barato al gioco del domino, tralasciando le appartenenze.
In attesa della quarta Repubblica.
Come in Francia il generale De Gaulle impersonò ben cinque repubbliche consecutive, che neppure l'O.A.S. e la Legione straniera ( che fu incaricata di ucciderlo ) riuscirono ad interrompere, prima che il '68 ne sancisse la ormai sopravvenuta incongruità, in Italia, di ventennio in ventennio, passando per il cinquantennio democristiano, un giovin ignoto, volto pubblicitario della Casaleggio & Co., ha dichiarato l'esordio della terza.
Al di là della retorica provinciale, a nessuno al mondo ha fatto un baffo.
L'unico che ha tratto beneficio dalla debacle post democristiana del P.D. è stato Pier Ferdinando Casini che, se Galletti diventerà Sindaco, avrà certamente una via intitolata a Bologna.
Prodi, il vecchio rancoroso, tradito da Renzi, ha riaccolto il figliol prodigo che, per essere rieletto a destra si era allontanato da Bologna, proprio quando il suo tardivo e democristianissimo mentore si accreditava a leader della pseudo-sinistra.
Con il ritorno al proprorzioanle, insieme al ripescaggio dei candidati di rispetto non eletti, è tornato il modello, inclusivo ed adattabile, della Democrazia cristiana, della quale lo sbruffoncello di Rignano si era proposto l'auto-remake.
Mentre le correnti di destra sono state centrifugate in periferia, nord, sud, est e ovest, il non individuabile centro miscelatore-compressore attende una chiamata dalla Casaleggio & Co., eccellenza aziendale a cinque stelle.
Scremate le scaglie del latte, la galassia post democristiana, ridottasi ad un formaggino magro, spera di riagganciare il potere clientelare attraverso una ripartizione fra i superstiti della fusioni falsificatrici.
A loro, a pancia piena, non interesserà della sopravvenuta inedia dell'humus-trampolino dal quale hanno tratto nutrimento e slancio.
Alle meschinità pre voto si stanno faticosamente allacciando le pretese del giorno dopo l'anestesia, senza nessuna analisi né di merito, né di opportunità.
Un abbarbicamento ricattatorio ancien regime, una pistola scarica, il rito della guardia ad un bidone vuoto.
Siamo dunque entrati nella fase gestatoria della quarta Repubblica.
Un altro aborto programmato? Il solito trasformismo annucniato?
Al di là della retorica provinciale, a nessuno al mondo ha fatto un baffo.
L'unico che ha tratto beneficio dalla debacle post democristiana del P.D. è stato Pier Ferdinando Casini che, se Galletti diventerà Sindaco, avrà certamente una via intitolata a Bologna.
Prodi, il vecchio rancoroso, tradito da Renzi, ha riaccolto il figliol prodigo che, per essere rieletto a destra si era allontanato da Bologna, proprio quando il suo tardivo e democristianissimo mentore si accreditava a leader della pseudo-sinistra.
Con il ritorno al proprorzioanle, insieme al ripescaggio dei candidati di rispetto non eletti, è tornato il modello, inclusivo ed adattabile, della Democrazia cristiana, della quale lo sbruffoncello di Rignano si era proposto l'auto-remake.
Mentre le correnti di destra sono state centrifugate in periferia, nord, sud, est e ovest, il non individuabile centro miscelatore-compressore attende una chiamata dalla Casaleggio & Co., eccellenza aziendale a cinque stelle.
Scremate le scaglie del latte, la galassia post democristiana, ridottasi ad un formaggino magro, spera di riagganciare il potere clientelare attraverso una ripartizione fra i superstiti della fusioni falsificatrici.
A loro, a pancia piena, non interesserà della sopravvenuta inedia dell'humus-trampolino dal quale hanno tratto nutrimento e slancio.
Alle meschinità pre voto si stanno faticosamente allacciando le pretese del giorno dopo l'anestesia, senza nessuna analisi né di merito, né di opportunità.
Un abbarbicamento ricattatorio ancien regime, una pistola scarica, il rito della guardia ad un bidone vuoto.
Siamo dunque entrati nella fase gestatoria della quarta Repubblica.
Un altro aborto programmato? Il solito trasformismo annucniato?
domenica 4 marzo 2018
I patrioti di riserva.
Una federa per cuscino, anzi due di diversi colori sbiaditi.
Così la lenzuolata elettorale, per contenere la micosi dei simboli, i richiami ambigui, l'ostentazione vuota di principi e di prospettive politiche delle elezioni inutili.
Vincerà la destra, forse il M5S avrà la maggioranza relativa, il fascismo meridionale e il nazismo settentrionale faranno della nouvelle Lega il primo partito della trinità di destra.
Si procederà dunque all'ennesimo colpo di Stato, quarto..quinto corollario della slavina sub specie europea, allorquando un legittimo primo ministro eletto fu rimosso in recepimento di una direttiva europea, dal comunista e dirigista Napolitano.
Mattarella ha già pronto il governo istituzionale. Quello che non prevede elelzioni.
Questa volta non arruolerà il senatore a vita Mario Monti: ha già ottenuto.
Altri sono in lista d'attesa.
Così la lenzuolata elettorale, per contenere la micosi dei simboli, i richiami ambigui, l'ostentazione vuota di principi e di prospettive politiche delle elezioni inutili.
Vincerà la destra, forse il M5S avrà la maggioranza relativa, il fascismo meridionale e il nazismo settentrionale faranno della nouvelle Lega il primo partito della trinità di destra.
Si procederà dunque all'ennesimo colpo di Stato, quarto..quinto corollario della slavina sub specie europea, allorquando un legittimo primo ministro eletto fu rimosso in recepimento di una direttiva europea, dal comunista e dirigista Napolitano.
Mattarella ha già pronto il governo istituzionale. Quello che non prevede elelzioni.
Questa volta non arruolerà il senatore a vita Mario Monti: ha già ottenuto.
Altri sono in lista d'attesa.
martedì 27 febbraio 2018
Il disvelamento multifocale della retorica.
Nei campi profughi siriani il soccorso alimentare delle famiglie rifugiate si paga con il soccorso sessuale dei distributori dei beni internazionali.
Non ci sono organizzazioni pubbliche e private che non si siano distinte nel mercimonio .
Si dice che le donne non ci vadano più perchè la loro comunità le accuserebbe di aver ottenuto cibo in cambio di onore.
Come se, prima di qualche coraggiosa e gratuita testimonianza, che ha provocato l'inchiesta, non si sapesse e non fossero proprio le donne ad essere mandate ad adempiere al loro dovere domestico-coniugale, dopo l'abdicazione alla fame.
Come se il disdoro e il chiacchiericcio offensivo non fossero il frutto dell'invidia nella competizione venerea fra belle e privilegiate e brutte e trascurate.
Anche la famiglia si adegua in questi casi.
Le Onlus e l'Unicef fanno come da copione: spostano il fatto sugli appalti, sull'impossibilità di penetrare in zone per loro pericolose senza valersi di sherpa locali: insomma, morire o essere trombati.
Il fatto esecrabile si sposta sempre un po' più in là, scivola e si confonde, prima di essere rimosso.
Niente di inaspettato; sembrano voler insinuare, negandolo fieramente in pubblico, che fa parte del gioco reale e ineliminabile dei bisogni sinergici, di cui il derivato è profittatorio, gli impresari di una gigantesca operazione economica che, se non va a finire nelle mani di despoti e cricche corrotte, alimenta la cupidigia fisica dei benefattori pronti a cogliere questa loro occasione.
La cupidigia appropriativa delle mogli devote non è a sua volta interessata all'incremento personale della statistica orizzontale e generica?.
Le mamme napoletane non portavano forse i loro bambini negli acquartieramenti marocchini del generale Patton per una gavetta di cibo?
Un'anziana di Rimini ha rivelato alla figlia, già più che matura, che, cinquant'anni prima, in quel di Rimini, era stata violentata dal padrone di casa, che era il padre biologico della figlia.
Diciottenne, all'epoca, domestica proveniente dalla campagna, era fidanzata.
Si sposerà subito dopo.
Succedeva spesso che il seme improprio venisse appaltato a qualche garzone della stessa fascia popolare della fattrice.
Nel frattempo, i rapporti con la Signora restano e si arricchiscono di nuovi lavori domestici occasionali.
Improvvisamente la donna si toglie il sasso dal cuore e rivela alla figlia la sua vera genitorialità maschile.
La madre si è nel frattempo separata dal marito.
Ebbene, la figlia scopre improvvisamente una liaison mai immaginata con il padre rivelato e comincia a interfacciarsi con lui.
Nel farlo, mette al bando la madre, che dal padre biologico non aveva ottenuto altro che alzate di spalle, la quale rende pubblica la vicenda.
Nell'intrico degli interessi alimentati dall'asimmetria dei rapporti, valendosi anche di risorse pubbliche che si è solo chiamati ad amministrare secondo esclusivi demandi, il grano ed il loglio sono inestricabili e confusi e se mai saranno separati, non è detto che sia il grano ad essere premiato.
Non ci sono organizzazioni pubbliche e private che non si siano distinte nel mercimonio .
Si dice che le donne non ci vadano più perchè la loro comunità le accuserebbe di aver ottenuto cibo in cambio di onore.
Come se, prima di qualche coraggiosa e gratuita testimonianza, che ha provocato l'inchiesta, non si sapesse e non fossero proprio le donne ad essere mandate ad adempiere al loro dovere domestico-coniugale, dopo l'abdicazione alla fame.
Come se il disdoro e il chiacchiericcio offensivo non fossero il frutto dell'invidia nella competizione venerea fra belle e privilegiate e brutte e trascurate.
Anche la famiglia si adegua in questi casi.
Le Onlus e l'Unicef fanno come da copione: spostano il fatto sugli appalti, sull'impossibilità di penetrare in zone per loro pericolose senza valersi di sherpa locali: insomma, morire o essere trombati.
Il fatto esecrabile si sposta sempre un po' più in là, scivola e si confonde, prima di essere rimosso.
Niente di inaspettato; sembrano voler insinuare, negandolo fieramente in pubblico, che fa parte del gioco reale e ineliminabile dei bisogni sinergici, di cui il derivato è profittatorio, gli impresari di una gigantesca operazione economica che, se non va a finire nelle mani di despoti e cricche corrotte, alimenta la cupidigia fisica dei benefattori pronti a cogliere questa loro occasione.
La cupidigia appropriativa delle mogli devote non è a sua volta interessata all'incremento personale della statistica orizzontale e generica?.
Le mamme napoletane non portavano forse i loro bambini negli acquartieramenti marocchini del generale Patton per una gavetta di cibo?
Un'anziana di Rimini ha rivelato alla figlia, già più che matura, che, cinquant'anni prima, in quel di Rimini, era stata violentata dal padrone di casa, che era il padre biologico della figlia.
Diciottenne, all'epoca, domestica proveniente dalla campagna, era fidanzata.
Si sposerà subito dopo.
Succedeva spesso che il seme improprio venisse appaltato a qualche garzone della stessa fascia popolare della fattrice.
Nel frattempo, i rapporti con la Signora restano e si arricchiscono di nuovi lavori domestici occasionali.
Improvvisamente la donna si toglie il sasso dal cuore e rivela alla figlia la sua vera genitorialità maschile.
La madre si è nel frattempo separata dal marito.
Ebbene, la figlia scopre improvvisamente una liaison mai immaginata con il padre rivelato e comincia a interfacciarsi con lui.
Nel farlo, mette al bando la madre, che dal padre biologico non aveva ottenuto altro che alzate di spalle, la quale rende pubblica la vicenda.
Nell'intrico degli interessi alimentati dall'asimmetria dei rapporti, valendosi anche di risorse pubbliche che si è solo chiamati ad amministrare secondo esclusivi demandi, il grano ed il loglio sono inestricabili e confusi e se mai saranno separati, non è detto che sia il grano ad essere premiato.
Perché votare?
L'Italia è capace di esportare solo la mafia e, come la criminalità locale impastata con la politica, uccide i giornalisti che ne denunciano le manovre.
Dopo Cipro è toccato ieri alla Slovacchia dove la n'drangheta calabrese distrae e ricicla il copioso flusso di denaro destinatole dall'Unione europea, così coma ha fatto con i denari della Cassa del mezzogiorno ed ora con in fondi europei al sud.
Questi soldi poi li presta a imprenditori del nord abbandonati dalle banche.
Un figlio dello squallido e volgare governatore della Campania, i cui manifesti elettorali campeggiano in esclusiva per centinaia di metri di tabelloni elettorali a salerno, prendeva cinquantamila euro a concessione per lo smaltimento dei rifiuti e il padre, che aveva invitato gli amministratori al clientelismo più peloso, resta al suo posto in attesa del prossimo giro, quando la base avrà rieletto il figliol prodigo, adesso fermo per un turno.
Un giovane di ventisette anni e la sua fidanzata e coetanea che si trovavano insieme a casa loro sono stati freddati: il primo con un colpo al petto, la seconda esecutata con un colpo alla testa.
Il giornale del giovane cronista ha svelato i contenuti dell'inchiesta sulla distrazione di fondi europei, in combutta con ministri e un imprenditore slovaccoe che, da quest'ultimo, era stato minacciato.
La loro banca era la mafia.
Il posto per il brillante investigatore è stato la fossa.
Il governo locale ha messo una taglia di un milione di euro a disposizione di chi sarà in grado di fornire notizie.
Un'altra baracconata.
Gli interessi che erano stati messi in discussione sono ben maggiori e coinvolgenti.
A proposito, chi sono stati e per conto di chi, gli assassini di Giulio Regeni?
Perché avallare con il voto l'infingardaggine complice di queste teste di legno?
Dopo Cipro è toccato ieri alla Slovacchia dove la n'drangheta calabrese distrae e ricicla il copioso flusso di denaro destinatole dall'Unione europea, così coma ha fatto con i denari della Cassa del mezzogiorno ed ora con in fondi europei al sud.
Questi soldi poi li presta a imprenditori del nord abbandonati dalle banche.
Un figlio dello squallido e volgare governatore della Campania, i cui manifesti elettorali campeggiano in esclusiva per centinaia di metri di tabelloni elettorali a salerno, prendeva cinquantamila euro a concessione per lo smaltimento dei rifiuti e il padre, che aveva invitato gli amministratori al clientelismo più peloso, resta al suo posto in attesa del prossimo giro, quando la base avrà rieletto il figliol prodigo, adesso fermo per un turno.
Un giovane di ventisette anni e la sua fidanzata e coetanea che si trovavano insieme a casa loro sono stati freddati: il primo con un colpo al petto, la seconda esecutata con un colpo alla testa.
Il giornale del giovane cronista ha svelato i contenuti dell'inchiesta sulla distrazione di fondi europei, in combutta con ministri e un imprenditore slovaccoe che, da quest'ultimo, era stato minacciato.
La loro banca era la mafia.
Il posto per il brillante investigatore è stato la fossa.
Il governo locale ha messo una taglia di un milione di euro a disposizione di chi sarà in grado di fornire notizie.
Un'altra baracconata.
Gli interessi che erano stati messi in discussione sono ben maggiori e coinvolgenti.
A proposito, chi sono stati e per conto di chi, gli assassini di Giulio Regeni?
Perché avallare con il voto l'infingardaggine complice di queste teste di legno?
L'Italia triste.
Nell'Italia artificiale che mischia le sue tossine al revanscismo fascista si accompagna la tristezza delle periferie urbane del nord.
Sterrate di centinaia di chilometri che assommano diverse province, vuote o riempite di poli commerciali, industriali ridimensionati, con eccezioni comunque desolanti nell'ambito della città metropolitana di Milano.
Alligna il vuoto estremistico, la giustificazione falsificatrice di una violenza fine a se stessa.
Le proiezioni riguardo alle competenze da produrre nell'impero guglielmino e, lato sensu, internazionale sono sempre più esclusive e, nel nostro paese, censitarie.
Lo scarto scolastico e il mancato accesso all'Università hanno raggiunto percentuali altissime.
Nelle scuole tecnico-professionali, al termine del primo anno durante il quale si rimuovono le incongruenze con una scuola strumentale, gli esclusi vengono destinati d'ufficio alle sotto sezioni di avviamento al lavoro: un remake dell'Italia post bellica.
Come volevasi dimostrare.
La dilapidazione del patrimonio democratico va a braccetto con il riconoscimento e la valorizzazione delle potenzialità che, in maniera sempre più crudelmente selettiva ( sempre e solo sul piano dei privilegi ), vengono ridotte a una raggiera di prestazioni ed incarichi riservati.
La massa, non più necessariamente compensativa, è finita nell'immondezzaio e il pensiero razzista, in ogni sua declinazione, ha ripreso ad essere il punto di riferimento della sintesi e non dell'analisi sociologica.
Il fascismo stradale è popolare, si occupa del popolo, becero fin che volete, ma sul campo, laddove la sinistra comunista non c'è più.
La neo formazione politica di Potere al popolo è invece la prima forma istituzionale assunta dalla galassia disomogenea dei centri sociali e, in questo senso, rappresenta una realtà nuova.
Dal sottobosco ignorato delle riunioni carbonare all'apparizione sul proscenio, il passo è stato significativo.
Vedremo quale sarà il prossimo. Non è detto che sia pacifico ed allora l'ipocrita opinione ambientale dovrà, casomai ammiccando, schierarsi.
Nessuna novità all'orizzonte.
La destra fascista e la sinistra comunista tornano a confrontarsi senza infingimenti - almeno all'inizio - mentre i rispettivi filamenti si intrecciano disgustosamente ( perché sono sfacciatamente visibili, ma ci sono sempre stati ) nel poltronificio esclusivo, che però ripresenta ( non è certo una novità, bensì una costante storica ) ai suoi lati i gruppi avanguardistici contrapposti, potenzialmente armati e, sia pure in un solipsismo da cenacolo, in marcia verso la demolizione di se stessi, scambiata per la demolizione del sistema.
Questo soprattutto per la parte comunista, che nel fascismo ritrova la sua veste resistenziale e solo idealmente rivoluzionaria, mentre le squadre nere conservano e rilanciano la loro natura conservatrice, elemento tutt'altro che estraneo al popolo.
Sterrate di centinaia di chilometri che assommano diverse province, vuote o riempite di poli commerciali, industriali ridimensionati, con eccezioni comunque desolanti nell'ambito della città metropolitana di Milano.
Alligna il vuoto estremistico, la giustificazione falsificatrice di una violenza fine a se stessa.
Le proiezioni riguardo alle competenze da produrre nell'impero guglielmino e, lato sensu, internazionale sono sempre più esclusive e, nel nostro paese, censitarie.
Lo scarto scolastico e il mancato accesso all'Università hanno raggiunto percentuali altissime.
Nelle scuole tecnico-professionali, al termine del primo anno durante il quale si rimuovono le incongruenze con una scuola strumentale, gli esclusi vengono destinati d'ufficio alle sotto sezioni di avviamento al lavoro: un remake dell'Italia post bellica.
Come volevasi dimostrare.
La dilapidazione del patrimonio democratico va a braccetto con il riconoscimento e la valorizzazione delle potenzialità che, in maniera sempre più crudelmente selettiva ( sempre e solo sul piano dei privilegi ), vengono ridotte a una raggiera di prestazioni ed incarichi riservati.
La massa, non più necessariamente compensativa, è finita nell'immondezzaio e il pensiero razzista, in ogni sua declinazione, ha ripreso ad essere il punto di riferimento della sintesi e non dell'analisi sociologica.
Il fascismo stradale è popolare, si occupa del popolo, becero fin che volete, ma sul campo, laddove la sinistra comunista non c'è più.
La neo formazione politica di Potere al popolo è invece la prima forma istituzionale assunta dalla galassia disomogenea dei centri sociali e, in questo senso, rappresenta una realtà nuova.
Dal sottobosco ignorato delle riunioni carbonare all'apparizione sul proscenio, il passo è stato significativo.
Vedremo quale sarà il prossimo. Non è detto che sia pacifico ed allora l'ipocrita opinione ambientale dovrà, casomai ammiccando, schierarsi.
Nessuna novità all'orizzonte.
La destra fascista e la sinistra comunista tornano a confrontarsi senza infingimenti - almeno all'inizio - mentre i rispettivi filamenti si intrecciano disgustosamente ( perché sono sfacciatamente visibili, ma ci sono sempre stati ) nel poltronificio esclusivo, che però ripresenta ( non è certo una novità, bensì una costante storica ) ai suoi lati i gruppi avanguardistici contrapposti, potenzialmente armati e, sia pure in un solipsismo da cenacolo, in marcia verso la demolizione di se stessi, scambiata per la demolizione del sistema.
Questo soprattutto per la parte comunista, che nel fascismo ritrova la sua veste resistenziale e solo idealmente rivoluzionaria, mentre le squadre nere conservano e rilanciano la loro natura conservatrice, elemento tutt'altro che estraneo al popolo.
lunedì 26 febbraio 2018
Il valore nullo.
L'isola di Lesbo, che fu patria della poetessa Saffo, che espresse letterariamente, cinquecento anni prima di Cristo, l'amore fra donne, un'isola delle femmine, grecamente isola delle lesbiche, è oggi l'avamposto reclusorio dei migranti che riescono a sfuggire alle maglie turche ( tre miliardi di euro perché vi si prestasse, quanti a Gheddafi prima della presa diretta malferma del potere franco-americano? ).
Sono siriani, iracheni e tracce sparse che vivono in container, dispongono di una latrina ogni centocinquanta persone e di una doccia ogni trecento.
Le donne non si lavano mai e non escono dagli alloggi di fortuna, anche i bambini non possono andare alle latrine.
La violenza incombe e le famiglie, spesso numerosissime, passano tutto il tempo abbarbicate.
Non c'è riscaldamento, le malattie rimosse dalle comodità sono invece ben presenti nel ghetto, dove i rifugiati sperimentano l'illusorietà dell'accoglienza, l'assurda speranza di essere reinseriti in un percorso lavorativo affannoso e spesso carente anche per gli indigeni indigenti.
Questa fotografia misera della relegazione ci viene periodicamente rappresentata, ma del percorso esistenziale verso il nulla nessuno parla se non per sentito dire.
Il calvario dei popoli rifiiutati, rimossi, si trascina a piedi dalle loro case distrutte attraverso territori lungo i quale, all'impervietà dell'ecosistema si aggiungono le violenze, la vendita come schiavi, l'uccisione per l'asportazione di organi che saranno impiantati velocemente a chi può permetterseli e per i quali sono allestiti i macelli imprenditoriali, è la sorte dei senza patria, speculare alla realtà simbolica dei cittadini minori all'interno delle società strutturate e delle sue imprese private, funzionali solo al lucro.
Il primo contatto avviene sui bastioni militari di taluni approdi geostrategici per gli insofferenti paesi d'approdo.
All'ombra dell'O.N.U. ci sono gli acquartieramenti assitenziali e medici.
Spesso le cure si risolvono in amputazioni degli arti inferiori; nella migliore delle ipotesi rabberciano gli sventurati.
Taluni continuano il loro viaggio, il cui esito si trova nell'isola di Lesbo e nei punti di detenzione francesi e italiani in Libia, altri, ai quali gli arti sono stati tagliati solo spiritualmente, tornano sui loro passi lungo un percorso pieno degli stessi rischi già corsi e, all'andata, superati.
A che prezzo, per loro?
Puramente soggettivo, ben lo sanno i loro aguzzini, gli speculatori sui loro corpi; non sono nessuno e a chi è nessuno il valore d'uso viene estorto e gli avanzi sono rigettati in una terra di nessuno, proprio come loro che, in parte vi si reinoltrano nei due sensi, mentre il loro è inesistente.
Sono siriani, iracheni e tracce sparse che vivono in container, dispongono di una latrina ogni centocinquanta persone e di una doccia ogni trecento.
Le donne non si lavano mai e non escono dagli alloggi di fortuna, anche i bambini non possono andare alle latrine.
La violenza incombe e le famiglie, spesso numerosissime, passano tutto il tempo abbarbicate.
Non c'è riscaldamento, le malattie rimosse dalle comodità sono invece ben presenti nel ghetto, dove i rifugiati sperimentano l'illusorietà dell'accoglienza, l'assurda speranza di essere reinseriti in un percorso lavorativo affannoso e spesso carente anche per gli indigeni indigenti.
Questa fotografia misera della relegazione ci viene periodicamente rappresentata, ma del percorso esistenziale verso il nulla nessuno parla se non per sentito dire.
Il calvario dei popoli rifiiutati, rimossi, si trascina a piedi dalle loro case distrutte attraverso territori lungo i quale, all'impervietà dell'ecosistema si aggiungono le violenze, la vendita come schiavi, l'uccisione per l'asportazione di organi che saranno impiantati velocemente a chi può permetterseli e per i quali sono allestiti i macelli imprenditoriali, è la sorte dei senza patria, speculare alla realtà simbolica dei cittadini minori all'interno delle società strutturate e delle sue imprese private, funzionali solo al lucro.
Il primo contatto avviene sui bastioni militari di taluni approdi geostrategici per gli insofferenti paesi d'approdo.
All'ombra dell'O.N.U. ci sono gli acquartieramenti assitenziali e medici.
Spesso le cure si risolvono in amputazioni degli arti inferiori; nella migliore delle ipotesi rabberciano gli sventurati.
Taluni continuano il loro viaggio, il cui esito si trova nell'isola di Lesbo e nei punti di detenzione francesi e italiani in Libia, altri, ai quali gli arti sono stati tagliati solo spiritualmente, tornano sui loro passi lungo un percorso pieno degli stessi rischi già corsi e, all'andata, superati.
A che prezzo, per loro?
Puramente soggettivo, ben lo sanno i loro aguzzini, gli speculatori sui loro corpi; non sono nessuno e a chi è nessuno il valore d'uso viene estorto e gli avanzi sono rigettati in una terra di nessuno, proprio come loro che, in parte vi si reinoltrano nei due sensi, mentre il loro è inesistente.
L'elemosina del marchese del Grillo.
Il consolidamento precario e gattopardesco del clientelismo borbonico va assumendo l'aspetto sperimentale della deframmentazione del lavoro publlico, il crogiolo capientissimo del favore alla meridionale.
Bene, dirà qualcuno. Era ora che si invertisse la rotta e si desse spazio all'efficienza e al merito.
Il fatto è che, partendo da una piazzola strategicamente insignificante, come la Basilicata, si va testando un sistema di demando ad agenzie private della ricerca e del collocamento a rotazione di poveri giovani mulinati sulla ruota dei favori ciclici e intermittenti.
Le agenzie per il lavoro interinale nei feudi dell'impiego sottopagato ma non impegnativo, hanno già incassato milioni e milioni di fondi pubblici ( quelli che spesso giacciono in cassaforte per l'incapacità di investirli ) e si apprestano a fare da intermediari della sottoccupazione a singhiozzo secondo indicazioni e raccomandazioni esclusivamente di fazione o fra fazioni che sempre lucreranno il bacio della pantofola dai devoti-rassegnati del favore ammantato di modernità.
D'altra parte la mafia politica, pseudo privatistica, è diventata l'unica azienda corporate del sistema del riciclaggio del denaro pubblico e delle tangenti private, per cui è conseguente che anche le clientele ambientali conoscano un mascheramento.
Tanto, alternativa al pane azimo o a quello troppo salato, sarebbe la scoperta di un'onestà non retorica o di principio, ma basata sulla necessità di creare ricchezza stabile e distribuzione del reddito.
Ma in che cosa consisterebbe allora il prestigio per l'elemosina degli impreditori pubblici scartuffati del sud?
Bene, dirà qualcuno. Era ora che si invertisse la rotta e si desse spazio all'efficienza e al merito.
Il fatto è che, partendo da una piazzola strategicamente insignificante, come la Basilicata, si va testando un sistema di demando ad agenzie private della ricerca e del collocamento a rotazione di poveri giovani mulinati sulla ruota dei favori ciclici e intermittenti.
Le agenzie per il lavoro interinale nei feudi dell'impiego sottopagato ma non impegnativo, hanno già incassato milioni e milioni di fondi pubblici ( quelli che spesso giacciono in cassaforte per l'incapacità di investirli ) e si apprestano a fare da intermediari della sottoccupazione a singhiozzo secondo indicazioni e raccomandazioni esclusivamente di fazione o fra fazioni che sempre lucreranno il bacio della pantofola dai devoti-rassegnati del favore ammantato di modernità.
D'altra parte la mafia politica, pseudo privatistica, è diventata l'unica azienda corporate del sistema del riciclaggio del denaro pubblico e delle tangenti private, per cui è conseguente che anche le clientele ambientali conoscano un mascheramento.
Tanto, alternativa al pane azimo o a quello troppo salato, sarebbe la scoperta di un'onestà non retorica o di principio, ma basata sulla necessità di creare ricchezza stabile e distribuzione del reddito.
Ma in che cosa consisterebbe allora il prestigio per l'elemosina degli impreditori pubblici scartuffati del sud?
domenica 25 febbraio 2018
Il popolo acclama.
Tre notizie-notizie nel vuoto..commerciale ..senza denaro.
Preservazione di peculii sterili personali oppure vortice, esclusivamente adolescenziale, intorno a vetrine di cianfrusaglie, pub alcoolici.
Bologna bene e Bologna feccia hanno formalizzato in bande la loro alterità: l'una suprematista, l'altra..(?)
La presenza di armi bianche non è inconsueta in centro, anche al di fuori delle manifestazioni politiche.
Le banlieu e gli slums si sono finalmente formati.
Non chiamava così, feccia, Nicolas Sarkozy, marito di Carla Bruni, rifugiatasi a Parigi perché estremista di sinistra durante gli anni '70, i concittadini della cintura parigina?
Faceva e fa parte di Parigi bene.
Ad un comizio milanese di Salvini sono apparse le bandiere della Russia imperiale ( finanziatrice del suo movimento ) e dei suprematisti bianchi statunitensi, esplicitamente ispirati al nazismo.
Premono alle porte di questa dotta città.
Fuori dalle mura ( abbattute ) il fenomeno è dilagato e dilagante.
In altri contesti storici la barbarie accusatoria li avrebbe già portati al potere. Stavolta vinceranno le elezioni, ma non lo eserciteranno.
Si mischieranno, come già avviene, ai disoccupati, agli sbandati, alle tifoserie calcistiche..commerciali a loro volta.
Tutto (ri)cominciò con la competizione ..commerciale privatistica.
La seconda notizia riguarda la decisione del Governo israeliano, che ha appena eletto Gerusalemme capitale del suo Stato, di applicare delle tasse sulle attività commerciali delle Chiese cattolica, ortodossa e armena consorziate. Quelle non commerciali (sic") sono rimaste esenti.
Per protesta oggi sono state chiuse le porte del Santo sepolcro, come se Gesù non avesse lor detto: date a Cesare quel che è di Cesare.
Insomma le Chiese le tasse non le vogliono proprio pagare e hanno uno dei loro capisaldi proselitistici nella mala educacion di esentarne anche i loro penitenti.
La terza è implicita alla prima.
Luigi Di Maio bacia pubblicamente la teca di San Gennaro e Matteo Salvini prega ed officia dal palco alla sua Madunina, quel de Milan.
Nel film Sono tornato copiato pari pari dal testo di Lui sulla rinascita di Hitler, un redivivo Mussolini arringa il popolo, come non aveva fatto da politico: eravate un popolo di anlafabeti, dopo ottant'anni vi ritrovo popolo di analfabeti.
Concordo.
Sarà il vento della restaurazione
Preservazione di peculii sterili personali oppure vortice, esclusivamente adolescenziale, intorno a vetrine di cianfrusaglie, pub alcoolici.
Bologna bene e Bologna feccia hanno formalizzato in bande la loro alterità: l'una suprematista, l'altra..(?)
La presenza di armi bianche non è inconsueta in centro, anche al di fuori delle manifestazioni politiche.
Le banlieu e gli slums si sono finalmente formati.
Non chiamava così, feccia, Nicolas Sarkozy, marito di Carla Bruni, rifugiatasi a Parigi perché estremista di sinistra durante gli anni '70, i concittadini della cintura parigina?
Faceva e fa parte di Parigi bene.
Ad un comizio milanese di Salvini sono apparse le bandiere della Russia imperiale ( finanziatrice del suo movimento ) e dei suprematisti bianchi statunitensi, esplicitamente ispirati al nazismo.
Premono alle porte di questa dotta città.
Fuori dalle mura ( abbattute ) il fenomeno è dilagato e dilagante.
In altri contesti storici la barbarie accusatoria li avrebbe già portati al potere. Stavolta vinceranno le elezioni, ma non lo eserciteranno.
Si mischieranno, come già avviene, ai disoccupati, agli sbandati, alle tifoserie calcistiche..commerciali a loro volta.
Tutto (ri)cominciò con la competizione ..commerciale privatistica.
La seconda notizia riguarda la decisione del Governo israeliano, che ha appena eletto Gerusalemme capitale del suo Stato, di applicare delle tasse sulle attività commerciali delle Chiese cattolica, ortodossa e armena consorziate. Quelle non commerciali (sic") sono rimaste esenti.
Per protesta oggi sono state chiuse le porte del Santo sepolcro, come se Gesù non avesse lor detto: date a Cesare quel che è di Cesare.
Insomma le Chiese le tasse non le vogliono proprio pagare e hanno uno dei loro capisaldi proselitistici nella mala educacion di esentarne anche i loro penitenti.
La terza è implicita alla prima.
Luigi Di Maio bacia pubblicamente la teca di San Gennaro e Matteo Salvini prega ed officia dal palco alla sua Madunina, quel de Milan.
Nel film Sono tornato copiato pari pari dal testo di Lui sulla rinascita di Hitler, un redivivo Mussolini arringa il popolo, come non aveva fatto da politico: eravate un popolo di anlafabeti, dopo ottant'anni vi ritrovo popolo di analfabeti.
Concordo.
Sarà il vento della restaurazione
mercoledì 21 febbraio 2018
Il vacuum della violenza.
Il vuoto politico viene riempito dalle contrapposizioni vicarie e binarie del fascismo e del partigianesimo.
Ha ragione Pietro Grasso: le violenze contrapposte non vanno più tollerate.
La dicotomia sociale violenta fra fascisti e comunisti fuori dai ranghi riprende a sfogare l'impotenza: la prima è invasiva, la seconda oppositiva. Entrambe sono tornate all'etologia di sottofondo ed alle percosse si aggiungono gli accoltellamenti, secondo una geopolitica tradizionale, ma anche originale e nuova.
Se a Perugia Potere al popolo subisce il tentativo di omicidio da parte di minoritarie fazioni squadristiche, a Napoli e, soprattutto, a Reggio Calabria e Palermo, l'acqua va all'insù e gli antifascisti prendono il proscenio.
E' possibile che a Palermo la violenza di strada avvenga senza il beneplacito della mafia?
La destra, al sud, è imperante e finora non aveva mai subito delle opposizioni organizzate sedicenti di sinistra, ma il sud non aveva mai conosciuto una leadership di destra estranea alle sue dinamiche e per la prima volta invasiva.
la Lega nazionale di Salvini, movimento neo nazista, ha invece portato la destra estrema su posizioni razziste e i meridionali devono aver avvertito l'estraneità culturale del leghismo riformato, come il M.S.I. a Fiuggi e deciso di portarsi a contrasto, in particolare sul propro territorio, dalla neo-annesione del nord nebbioso.
Sta di fatto che, trasformisticamente, senza più riferimenti che non siano provinciali e autoreferenziali, la rimossa violenza endemica italiana è riemersa intatta e dispiega la sua prepotenza, ai limiti ormai dell'omicidio.
L'ex Presidente del Senato, ex magistrato palermitano, leader dei reduci istituzionali del comunismo, ha colto lo stato dell'opera ed ha richiamato le istituzioni a fare immediatamente la loro parte.
Anche se non è detto che la violenza non si coalizzi contro lo Stato, con il contributo del medesimo o di suoi pezzi, in una dinamica nota e sperimentata.
L'uno e l'altro sommovimento sono privi di riferimenti internazionali - soprattutto quello di sinistra, tranne che nella Russia antieuropeista che alimenta le divisioni nei due sensi e che, per adesso, ha privilegiato la destra, mentre le commissioni, pseudo istituzioni europee, non riescono a calmierare il fenomeno, diverso per carattersitiche storiche, in tutta l'europa continentale.
Esulando da una polemica pretestuosa, alla ricerca di soluzione mediane ed impotenti ad ampio spettro e auspicando un'astenzione diffusa in queste guise, il tentativo di rimedio giudiziario si è fatto ineludibile.
Invece, tutto viene rimandato ad una terapia politicamente orientata ad elezioni avvenute, quando le forze minoritarie che ne sarannoe espresse si contrapporranno nell'interpretazione e nel gioco di posizione, stabilizzando più o meno a lungo una situazione di violenza per delega implicita, del tutto estranea all'esercizio diretto del potere.
Ha ragione Pietro Grasso: le violenze contrapposte non vanno più tollerate.
La dicotomia sociale violenta fra fascisti e comunisti fuori dai ranghi riprende a sfogare l'impotenza: la prima è invasiva, la seconda oppositiva. Entrambe sono tornate all'etologia di sottofondo ed alle percosse si aggiungono gli accoltellamenti, secondo una geopolitica tradizionale, ma anche originale e nuova.
Se a Perugia Potere al popolo subisce il tentativo di omicidio da parte di minoritarie fazioni squadristiche, a Napoli e, soprattutto, a Reggio Calabria e Palermo, l'acqua va all'insù e gli antifascisti prendono il proscenio.
E' possibile che a Palermo la violenza di strada avvenga senza il beneplacito della mafia?
La destra, al sud, è imperante e finora non aveva mai subito delle opposizioni organizzate sedicenti di sinistra, ma il sud non aveva mai conosciuto una leadership di destra estranea alle sue dinamiche e per la prima volta invasiva.
la Lega nazionale di Salvini, movimento neo nazista, ha invece portato la destra estrema su posizioni razziste e i meridionali devono aver avvertito l'estraneità culturale del leghismo riformato, come il M.S.I. a Fiuggi e deciso di portarsi a contrasto, in particolare sul propro territorio, dalla neo-annesione del nord nebbioso.
Sta di fatto che, trasformisticamente, senza più riferimenti che non siano provinciali e autoreferenziali, la rimossa violenza endemica italiana è riemersa intatta e dispiega la sua prepotenza, ai limiti ormai dell'omicidio.
L'ex Presidente del Senato, ex magistrato palermitano, leader dei reduci istituzionali del comunismo, ha colto lo stato dell'opera ed ha richiamato le istituzioni a fare immediatamente la loro parte.
Anche se non è detto che la violenza non si coalizzi contro lo Stato, con il contributo del medesimo o di suoi pezzi, in una dinamica nota e sperimentata.
L'uno e l'altro sommovimento sono privi di riferimenti internazionali - soprattutto quello di sinistra, tranne che nella Russia antieuropeista che alimenta le divisioni nei due sensi e che, per adesso, ha privilegiato la destra, mentre le commissioni, pseudo istituzioni europee, non riescono a calmierare il fenomeno, diverso per carattersitiche storiche, in tutta l'europa continentale.
Esulando da una polemica pretestuosa, alla ricerca di soluzione mediane ed impotenti ad ampio spettro e auspicando un'astenzione diffusa in queste guise, il tentativo di rimedio giudiziario si è fatto ineludibile.
Invece, tutto viene rimandato ad una terapia politicamente orientata ad elezioni avvenute, quando le forze minoritarie che ne sarannoe espresse si contrapporranno nell'interpretazione e nel gioco di posizione, stabilizzando più o meno a lungo una situazione di violenza per delega implicita, del tutto estranea all'esercizio diretto del potere.
lunedì 19 febbraio 2018
L'incesto bio-morale.
La sentenza assolutoria verso tal Cappato, radicale, tesoriere e benefattore di chi non vuol più vivere, ha promosso la causa di beatificazione della morte esemplare, da parte del collegio giudicante che l'ha inoltrata alla sentenza superiore e definitiva dei pipistrelli costituzionali.
Attraverso una rieleborazione interpretativa del testo costituzionale, si cerca oggi l'illuminazione dottrinale sul diritto di morire se e quando lo si ritiene.
La riscrittura della Costituzione, bocciata nelle urne, si trasforma in rielaborazione giurisprudenziale, alla luce degli eventi culturali degli ultimi decenni.
Mesta e rimesta, l'uno si traduce nel suo contrario. Uno=due e tre, numero perfetto, faciunt collegium.
Estinguersi senza agitarsi - così si dice, ma è solo l'ultima fuga verso la viltà - libero suicidio in società liquida, anemizzata. Costi ridotti, liberazione dagli obblighi condizionanti, un sorriso preliminare e postumo, a sancire un accomodamento, il superamento irrisolto di un problema, un cuneo, un peso.
Sanzione dell'assurdità della vita, ridotta a utilità razionale, in contesti di essenzialità economica, superamento di qualsiasi precipitato di collegamento fra le persone.
Per paradosso, come sempre accade, pullulano storie, letterarie o cinematografiche, sul vissuto ambientale di esistenze mutilate, ammalate, inermi o rinunciatarie: l'apoteosi della minoranza sfigata del mondo, collante universale, ma esclusivamente esemplare, del tempo sospeso.
Molte specie animali sono geneticamente attestate su un limite di sapienzialità, di intelligenza e di capacità di apprendere che ne fanno degli eterni bambini per la parte iniziale della loro vita rattrappita. Si consumano tristemente nella seconda, ma non evolveranno mai oltre una soglia alla quale l'uomo è sopravvenuto attraverso una selezione incessante, ma il cui riverbero, potere e guida riguarda solo chi ha saputo vincere, o meglio, chi sa mantenere il potere conseguito, senza consentire la dispersione approssimativa del riflesso riproduttivo.
I Sommi Sacerdoti della Legge, comprese lacrimose Vestali, ammiccano al vuoto futuribile, lavandosene le mani - secondo un uso politico e giudiziario tradizionale e demandando ad un'astrazione opinionale superiore la definizione dell'indefinito, del paventato, del demonizzato, del non riconosciuto finora.
Ego te absolvo a peccatis tuis, lo faccio automaticamente purché tu riaffermi con la confessione il mio univoco potere d'influenza e di controllo.
Io demando, perchè non ci capisco un cazzo, anche se cedo all'impetuoso erompere di una coscienza mai sospettata e lo faccio attraverso il superiore o anche l'illuminato giudizio. di qualche lievitazione, strapagata per contrastare, fare attrito, selezionare e veicolare il male di ieri e il bene del futuro prossimo, in un profluvio di pigrizia e di esagerate ricompense economiche.
Un altro riadattamento del bacello sporco dell'intruglio vitale.
Attraverso una rieleborazione interpretativa del testo costituzionale, si cerca oggi l'illuminazione dottrinale sul diritto di morire se e quando lo si ritiene.
La riscrittura della Costituzione, bocciata nelle urne, si trasforma in rielaborazione giurisprudenziale, alla luce degli eventi culturali degli ultimi decenni.
Mesta e rimesta, l'uno si traduce nel suo contrario. Uno=due e tre, numero perfetto, faciunt collegium.
Estinguersi senza agitarsi - così si dice, ma è solo l'ultima fuga verso la viltà - libero suicidio in società liquida, anemizzata. Costi ridotti, liberazione dagli obblighi condizionanti, un sorriso preliminare e postumo, a sancire un accomodamento, il superamento irrisolto di un problema, un cuneo, un peso.
Sanzione dell'assurdità della vita, ridotta a utilità razionale, in contesti di essenzialità economica, superamento di qualsiasi precipitato di collegamento fra le persone.
Per paradosso, come sempre accade, pullulano storie, letterarie o cinematografiche, sul vissuto ambientale di esistenze mutilate, ammalate, inermi o rinunciatarie: l'apoteosi della minoranza sfigata del mondo, collante universale, ma esclusivamente esemplare, del tempo sospeso.
Molte specie animali sono geneticamente attestate su un limite di sapienzialità, di intelligenza e di capacità di apprendere che ne fanno degli eterni bambini per la parte iniziale della loro vita rattrappita. Si consumano tristemente nella seconda, ma non evolveranno mai oltre una soglia alla quale l'uomo è sopravvenuto attraverso una selezione incessante, ma il cui riverbero, potere e guida riguarda solo chi ha saputo vincere, o meglio, chi sa mantenere il potere conseguito, senza consentire la dispersione approssimativa del riflesso riproduttivo.
I Sommi Sacerdoti della Legge, comprese lacrimose Vestali, ammiccano al vuoto futuribile, lavandosene le mani - secondo un uso politico e giudiziario tradizionale e demandando ad un'astrazione opinionale superiore la definizione dell'indefinito, del paventato, del demonizzato, del non riconosciuto finora.
Ego te absolvo a peccatis tuis, lo faccio automaticamente purché tu riaffermi con la confessione il mio univoco potere d'influenza e di controllo.
Io demando, perchè non ci capisco un cazzo, anche se cedo all'impetuoso erompere di una coscienza mai sospettata e lo faccio attraverso il superiore o anche l'illuminato giudizio. di qualche lievitazione, strapagata per contrastare, fare attrito, selezionare e veicolare il male di ieri e il bene del futuro prossimo, in un profluvio di pigrizia e di esagerate ricompense economiche.
Un altro riadattamento del bacello sporco dell'intruglio vitale.
Il cammino a ritroso.
L'uomo scientifico ha cominciato a percorrere a ritroso il flusso biologico evolutivo che lo aveva portato all'ordine parziale, apparente e contraddittorio, che crede di constatatre.
Evidentemente non è soddisfatto, se si involve e riparte da una tappa indefinita di una ricerca tanto saputa, quanto infantile, curioso di vedere com'è fatto dentro.
Sullo sfondo, il mito dell'immortalità: non voler morire, volere risorgere, cercare materiale sostitutivo di se medesimi.
I riti sacrificali sostitutivi, lo studio sulle cavie animali, in senso lato, ed umane, in senso culturale, la pianificazione del magazzino dei pezzi di ricambio.
Dal dono degli organi non più utilizzabili, in caso di morte non preventivata, all'eliminazione degli scarti di produzione e del materiale da rottamare, attraverso una serie di giustificazioni di principi riciclati all'uso.
Subentro temporaneo dei prestatori d'opera, un carpe diem dell'abusato spacciato per nuovo.
Il capro espiatorio, l'agnello sacrificale, il gregge, mansueto e non impegnativo, come riserva d'organi, attraverso una selezione mirata, all'incontrario, di genetica disomogenea, ad uno stadio arbitrario di complessità biologica, la cui sperimentalità si constaterà sulle statistiche dell'orrore da laboratorio e da sala trapianti.
A chi servirà effettivamente un gabinetto medico-veterinario, circoscritto solo agli animali da allevamento?
Etologia da scuole primarie, educazione autogiustificativa, curiosità insana, aspirazione alla riparazione permanente.
Per un'empito inestinguibile di vita illusoria, a prescindere, oppure opificio per mercato del dottor Stranamore o del dottor Jekyll?
Ripiegare sui propri passi è indice di entropia evolutiva.
Evidentemente non è soddisfatto, se si involve e riparte da una tappa indefinita di una ricerca tanto saputa, quanto infantile, curioso di vedere com'è fatto dentro.
Sullo sfondo, il mito dell'immortalità: non voler morire, volere risorgere, cercare materiale sostitutivo di se medesimi.
I riti sacrificali sostitutivi, lo studio sulle cavie animali, in senso lato, ed umane, in senso culturale, la pianificazione del magazzino dei pezzi di ricambio.
Dal dono degli organi non più utilizzabili, in caso di morte non preventivata, all'eliminazione degli scarti di produzione e del materiale da rottamare, attraverso una serie di giustificazioni di principi riciclati all'uso.
Subentro temporaneo dei prestatori d'opera, un carpe diem dell'abusato spacciato per nuovo.
Il capro espiatorio, l'agnello sacrificale, il gregge, mansueto e non impegnativo, come riserva d'organi, attraverso una selezione mirata, all'incontrario, di genetica disomogenea, ad uno stadio arbitrario di complessità biologica, la cui sperimentalità si constaterà sulle statistiche dell'orrore da laboratorio e da sala trapianti.
A chi servirà effettivamente un gabinetto medico-veterinario, circoscritto solo agli animali da allevamento?
Etologia da scuole primarie, educazione autogiustificativa, curiosità insana, aspirazione alla riparazione permanente.
Per un'empito inestinguibile di vita illusoria, a prescindere, oppure opificio per mercato del dottor Stranamore o del dottor Jekyll?
Ripiegare sui propri passi è indice di entropia evolutiva.
mercoledì 14 febbraio 2018
La probabilità delle parole.
Nello scorrere questa mattina gli stralci delle deposizioni delle due studentesse statunitensi violentate a Firenze da due carabinieri. mi sono chiesto quale delle due esperienze sarebbe stata, nel corso della loro vita futura, la più devastante.
Se dello stupro il veleno intossicante si dispiegherà attraverso l'elaborazione inconscia per tutto il corso della loro esistenza, mi chiedo che cosa avrà apportato l'altrettanto bestiale bombarbamento di malevolenze attinenti ad un conclamato caso di stupro.
Basterebbe la situazione impropria creata ad arte, l'ubriachezza delle due ragazze ad attestarne la strumentalità intenzionale.
Rivoltare disgustosamente la frittata per mandare in confusione e panico quanto già definitivamente disintegrato dalla violenza dei sue soldati, significa avvalorarne gli effetti per mascherarne gli scopi.
Una gragnuola incessante, senza dar nepppure alle astanti il tempo di riordinare le idee, anzi profferite a mitraglia proprio allo scopo di affermare quanto formalmente si chiede retoricamente, con retorica violenza, come in un interrogatorio di polizia o di carabinieri davanti ad un sospettato inerme.
Tutto questo è potuto svolgersi nell'aula di un tribunale, pur mitigato dal giudice che sovrintendeva al confronto.
La parte dei convenuti, cioè di coloro che sono oggetto di accusa e che sono stati soggetti possibili di abuso e, in ogni caso, di condotta irrituale, sesso finale compreso, asserito come consenziente, ha rovesciato la broda, come se i due scimmieschi mentecatti fossero stati sedotti e denunciati, come se a loro fosse stato tolto l'onore delle mostrine.
Di queste violenze di stato o di ruolo è piena l'esperienza quotidiana.
L'esperienza subita, della quale si è stati solo oggetti, soggettivamente caotica nelle sue conseguenze, viene trasformata, travisata in interpretazioni capziose, in un sofistico rovesciamento dei fatti, delle sensazioni e dei sentimenti.
L'onta per l'oltraggio subito viene assurdamente gravata dalla vergogna indotta dal rovesciamento di ruolo indotto e dal coinvolgimento preteso, anche se era solo annichilimento psicologico dovuto alla sorpresa ed all'annullamento della propria dignità e libertà.
Anche nel dibattito giudiziario la violenza etologica è imprescindibile, con l'aggravante di assumere la veste sub culturale della menzogna minacciosa, della violenza intimidatoria, di quella fisica, appena trattenuta dal luogo e dalle circostanze, ma rivelatrice dei pensieri interiori di chi le fa formulare per mandato, su materia viva del fatto, per evitare di sottoporsi alla pari al faccia a faccia.
Per quanto comunque profondamente sbagliato e colpevolmente vile, potenzialmente complice per altri episodi susseguenti, è ben comprensibile la reticenza alla denuncia, tanto che, quando avviene, si cerca di metterne in dubbio la sincerità e la sussistenza.
Un'anima lacerata, contraddetta nei suoi presupposti di base può sentirsi impaurita, esposta - come se non lo fosse già stata, sia pur in un ascensore, nell'androne di un palazzo, in una rimessa o in altri luoghi oscuri, nascosti ed oppressivi di per sé - si chiude...definitivamente alla vita, che avrà sempre un'andatura claudicante, atteggiamenti accidentati, inspiegabili a chi li osserva e che proprio per questo portano a confermare nei sofferenti lo stato di irrecuperabile marginalità piovuto loro addosso improvvisamente.
In fondo, sembrano voler dire i legali delle parti che hanno offeso, la natura non è buona, è proprio così come la si constata ora per ora e non è il caso di farla tanto lunga se non si è potuto o non si è saputo sfuggirne, se cioè ci si è trovati nella condizione, anche solo momentanea, di essere inermi, inferiori, preisolati, non riconosciuti o sotto l'effetto di qualche eccipiente compensativo.
Così è la vita, sia nel suo ordine gerarchico, sia nel suo ordine digradante o, molto più banalmente, nelle sue declinazioni apparenti.
Se dello stupro il veleno intossicante si dispiegherà attraverso l'elaborazione inconscia per tutto il corso della loro esistenza, mi chiedo che cosa avrà apportato l'altrettanto bestiale bombarbamento di malevolenze attinenti ad un conclamato caso di stupro.
Basterebbe la situazione impropria creata ad arte, l'ubriachezza delle due ragazze ad attestarne la strumentalità intenzionale.
Rivoltare disgustosamente la frittata per mandare in confusione e panico quanto già definitivamente disintegrato dalla violenza dei sue soldati, significa avvalorarne gli effetti per mascherarne gli scopi.
Una gragnuola incessante, senza dar nepppure alle astanti il tempo di riordinare le idee, anzi profferite a mitraglia proprio allo scopo di affermare quanto formalmente si chiede retoricamente, con retorica violenza, come in un interrogatorio di polizia o di carabinieri davanti ad un sospettato inerme.
Tutto questo è potuto svolgersi nell'aula di un tribunale, pur mitigato dal giudice che sovrintendeva al confronto.
La parte dei convenuti, cioè di coloro che sono oggetto di accusa e che sono stati soggetti possibili di abuso e, in ogni caso, di condotta irrituale, sesso finale compreso, asserito come consenziente, ha rovesciato la broda, come se i due scimmieschi mentecatti fossero stati sedotti e denunciati, come se a loro fosse stato tolto l'onore delle mostrine.
Di queste violenze di stato o di ruolo è piena l'esperienza quotidiana.
L'esperienza subita, della quale si è stati solo oggetti, soggettivamente caotica nelle sue conseguenze, viene trasformata, travisata in interpretazioni capziose, in un sofistico rovesciamento dei fatti, delle sensazioni e dei sentimenti.
L'onta per l'oltraggio subito viene assurdamente gravata dalla vergogna indotta dal rovesciamento di ruolo indotto e dal coinvolgimento preteso, anche se era solo annichilimento psicologico dovuto alla sorpresa ed all'annullamento della propria dignità e libertà.
Anche nel dibattito giudiziario la violenza etologica è imprescindibile, con l'aggravante di assumere la veste sub culturale della menzogna minacciosa, della violenza intimidatoria, di quella fisica, appena trattenuta dal luogo e dalle circostanze, ma rivelatrice dei pensieri interiori di chi le fa formulare per mandato, su materia viva del fatto, per evitare di sottoporsi alla pari al faccia a faccia.
Per quanto comunque profondamente sbagliato e colpevolmente vile, potenzialmente complice per altri episodi susseguenti, è ben comprensibile la reticenza alla denuncia, tanto che, quando avviene, si cerca di metterne in dubbio la sincerità e la sussistenza.
Un'anima lacerata, contraddetta nei suoi presupposti di base può sentirsi impaurita, esposta - come se non lo fosse già stata, sia pur in un ascensore, nell'androne di un palazzo, in una rimessa o in altri luoghi oscuri, nascosti ed oppressivi di per sé - si chiude...definitivamente alla vita, che avrà sempre un'andatura claudicante, atteggiamenti accidentati, inspiegabili a chi li osserva e che proprio per questo portano a confermare nei sofferenti lo stato di irrecuperabile marginalità piovuto loro addosso improvvisamente.
In fondo, sembrano voler dire i legali delle parti che hanno offeso, la natura non è buona, è proprio così come la si constata ora per ora e non è il caso di farla tanto lunga se non si è potuto o non si è saputo sfuggirne, se cioè ci si è trovati nella condizione, anche solo momentanea, di essere inermi, inferiori, preisolati, non riconosciuti o sotto l'effetto di qualche eccipiente compensativo.
Così è la vita, sia nel suo ordine gerarchico, sia nel suo ordine digradante o, molto più banalmente, nelle sue declinazioni apparenti.
Il welfare intra moenia.
In ambiti merceologici diversi, dai supermarket cooperativi o privati, si va consolidando il welfare contrattualizzato per i dipendenti.
Un povero dottore o dottoressa viene ingaggiato, attraverso combinazioni private con l'ASL e mandato a visitare il personale dentro gabbiotti antigienici, fra un turno di lavoro e l'altro.
Anche senza interruzione, abbandonando brevemente il desco di vendita.
La privacy dei dipendenti è violata anche riguardo alla sensibilissima materia della salute, da parte del proprietario dell'impresa e dei suoi delegati ben remunerati.
Per gli altri, il minimo sindacale e il pacchetto delle visite condotte sul campo e nei soli termini dell'insorgenza di malattie fisiche, demandando a psicologi aziendali la coltivazione della sopportazione e l'incanalamento/ mistificazione delle problematiche legate all'ambiente di alvoro.
Il pacchetto sindacale, sostitutivo di aumenti salariali è concordato con i sindacati confederali che di questa aggiornata forma del panettone natalizio, regalato al personale in fila a Natale, si fanno correi.
Padroni e rappresentanti dei lavoratori stringono un patto leonino e questi ultimi si avvicendano come i capi da macellare, in futuro, dal veterinario.
In questo spaccato di assistenza investigativa indugiano rassegnate le sottopagate maestranze, dimentiche del diritto di curarsi personalmente, godendo allo scopo dei naturali permessi, questi si da contrttualizzare e da salvaguerdare.
Ci sarà anche un aspetto di calcolata risparmiosità alla quale abdicare indipendenza e decoro.
L'assistenza stracciona è sempre stata appannaggio dei Rotary, dei Lions, della Massoneria, prevista nei loro statuti sociali e della Chiesa cattolica.
Se i primi - che si guardano bene dal ricorrervi personalmente - agiscono in colleganza con ambienti di associati, traendone una sinergia lucrativa o per ben altri scopi, la Chiesa ne ha fatto uno dei volani della sua propaganda evengelica e un formidabile ritorno di ricchezza, influenza e potere.
Ma ora entra direttamente in azienda sotto la specie della tutela del proprio patrimonio e della salute dei soli propri operanti.
La gamma di informazioni che si possono desumere da queste indagini, con più cliniche, ma d'ufficio o di officina, è imponente e sinergica.
Alcuni di questi medici a contratto sono gli stessi delle visite fiscali.
Il modello post keynesiamo che sta andando a regime forse nel momento in cui accusa i primi scricchiolii, vale a dire lo sfruttamento senza argini della merce-lavoro, comporta, per precipitato, codeste ed altre amenità dolorose del futuro prossimo, mentre la dissoluzione, opportunisticamente polverosa, del sindacalismo politico la coveicola, senza che il gregge speranzosamente meschino se ne affranchi e lo contesti.
Così, fra una scartoffia e l'altra, fra un bullone e l'altro, nello stesso perimetro in cui si lavora, può capitare di sottoporsi ad un simbolico accertamento urologico.
Un povero dottore o dottoressa viene ingaggiato, attraverso combinazioni private con l'ASL e mandato a visitare il personale dentro gabbiotti antigienici, fra un turno di lavoro e l'altro.
Anche senza interruzione, abbandonando brevemente il desco di vendita.
La privacy dei dipendenti è violata anche riguardo alla sensibilissima materia della salute, da parte del proprietario dell'impresa e dei suoi delegati ben remunerati.
Per gli altri, il minimo sindacale e il pacchetto delle visite condotte sul campo e nei soli termini dell'insorgenza di malattie fisiche, demandando a psicologi aziendali la coltivazione della sopportazione e l'incanalamento/ mistificazione delle problematiche legate all'ambiente di alvoro.
Il pacchetto sindacale, sostitutivo di aumenti salariali è concordato con i sindacati confederali che di questa aggiornata forma del panettone natalizio, regalato al personale in fila a Natale, si fanno correi.
Padroni e rappresentanti dei lavoratori stringono un patto leonino e questi ultimi si avvicendano come i capi da macellare, in futuro, dal veterinario.
In questo spaccato di assistenza investigativa indugiano rassegnate le sottopagate maestranze, dimentiche del diritto di curarsi personalmente, godendo allo scopo dei naturali permessi, questi si da contrttualizzare e da salvaguerdare.
Ci sarà anche un aspetto di calcolata risparmiosità alla quale abdicare indipendenza e decoro.
L'assistenza stracciona è sempre stata appannaggio dei Rotary, dei Lions, della Massoneria, prevista nei loro statuti sociali e della Chiesa cattolica.
Se i primi - che si guardano bene dal ricorrervi personalmente - agiscono in colleganza con ambienti di associati, traendone una sinergia lucrativa o per ben altri scopi, la Chiesa ne ha fatto uno dei volani della sua propaganda evengelica e un formidabile ritorno di ricchezza, influenza e potere.
Ma ora entra direttamente in azienda sotto la specie della tutela del proprio patrimonio e della salute dei soli propri operanti.
La gamma di informazioni che si possono desumere da queste indagini, con più cliniche, ma d'ufficio o di officina, è imponente e sinergica.
Alcuni di questi medici a contratto sono gli stessi delle visite fiscali.
Il modello post keynesiamo che sta andando a regime forse nel momento in cui accusa i primi scricchiolii, vale a dire lo sfruttamento senza argini della merce-lavoro, comporta, per precipitato, codeste ed altre amenità dolorose del futuro prossimo, mentre la dissoluzione, opportunisticamente polverosa, del sindacalismo politico la coveicola, senza che il gregge speranzosamente meschino se ne affranchi e lo contesti.
Così, fra una scartoffia e l'altra, fra un bullone e l'altro, nello stesso perimetro in cui si lavora, può capitare di sottoporsi ad un simbolico accertamento urologico.
martedì 13 febbraio 2018
La memoria di Pico della Mirandola.
E' certo che la sterilizzazione della pseudo cultura dell'appartanenza ha liberato il puro sforzo per il proprio arricchimento.
Esistono in quest'ambito due tipi di foie: quella fondata sull'implementazione dei capitali già posseduti e quella ridicola e triste di coloro che si affananno per contribuirvi.
Nessuna utopia, religione, speranza già coltivata con inavvertita illusione fin dalla prima giovinezza; nessun confronto, mentalmente masturbatorio fra le proiezioni futuribili, cioè fuori dalla realtà effettuale, di un altro mondo.
Demenza di massa, travestimenti low cost: impegno, ideologia filosofica sostitutiva di chi viene preparato al lavoro già dall'adolescenza, nelle esperienze di fabbrica dell'alternanza scuola-lavoro.
Per gli studenti dei licei è un approccio sociologico pre dirigenziale. Molti di loro si dedicheranno alle libere professioni, soprattutto se ereditarie.
Non tutti gli studenti degli istituti tecnici saranno degli strumenti: chi prenderà le redini di qualche fabbrichetta eserciterà il suo potere, tanto più becero quanto più incorrerà in qualche malcapitata figura più dotata intellettualmente ed anche professionalmente di lui, ma costretta a trarne un salario.
Non gli mancheranno schiere di ruffiani e di fico-aziendali disposti/e all'omaggio.
In realtà, non c'è niente di nuovo sotto il sole.
Il fascismo risorto non alberga solo nelle ridotte periferiche delle grandi città e nei borghi sopiti delle piccole. Finora sigillato e tenuto sotto controllo dal comunismo effettivo si è liberato ed ha subito riframmentato le società europee, bypassando il vincolo comunitario ed anzi mettendolo a rischio di realizzazione differita del fascimo continentale distrutto, in una corsa sulle direttrici est-ovest, continentale e marina, dall' Armata rossa e dall'U.S.Army.
Oggi che le geostrategie si sono portate, con esiti disastrosi sulle rotte del petrolio calante e delle altre risorse da saccheggiare in paesi condannati alla depredazione e al sottosviluppo, nel vecchio mondo il fascismo sottostante ha riacquistato tutta la sua importanza demografica e sotto culturale e riguarda intere nazioni che già furono complici del nazismo.
La Polonia cattolica che salutò con entusiasmo e collaborò al tentativo di estinzione degli Ebrei, punisce penalmente chiunque lo ricordi ai suoi cittadini, sollevandoli per decreto dal riconoscimento delle nefandezze pre e belliche, così come, domani, di quelle, che sugli stessi versanti, si prospettano.
La Russia oligarchica di Putin, in collaborazione con il Patriarcato della Chiesa cristiana ortodossa, finanzia e collabora, attraverso associazioni e fondazioni, al finanziamento di tutti i gruppi e gruppuscoli che inseriscono dei cunei nell'Unione europea: fra questi, in primis, Casa Pound e i leghisti salviniani.
La Russia è, per unanime riconoscimento, impegnata nel condizionamento costante e studiato, delle espressioni elettorali di tutto il mondo libero, come una grande potenza, non più totalitaria, ma imperiale e attenta a volgere al meglio i suoi interessi, senza farsi circondare dalle pur presenti potenze ostili.
La democrazia è ovunque un simulacro e viene confusa con la scomposta dinamica economica, anche se quest'ultima crea una povertà crescente, ma non pericolosa, perchè senza identità né scopi, neppur potenziali.
Ecco che il fascismo riscopre le sue forme plebee, più orizzontalmente popolari, sotto l'egida di tutti i reazionarismi storici, palesi e dissimulati ed ecco che riacquista subito la sua base realistica, del realismo dei pezzenti e degli ignoranti.
La guida del popolo-massa non c'è più e la risacca della bassa marea è già molto pronunciata.
La difesa, esplicita o carbonara, della libertà democratica esula necessariamente dalle aule parlamentari e dalle istituzioni dissanguate.
Esistono in quest'ambito due tipi di foie: quella fondata sull'implementazione dei capitali già posseduti e quella ridicola e triste di coloro che si affananno per contribuirvi.
Nessuna utopia, religione, speranza già coltivata con inavvertita illusione fin dalla prima giovinezza; nessun confronto, mentalmente masturbatorio fra le proiezioni futuribili, cioè fuori dalla realtà effettuale, di un altro mondo.
Demenza di massa, travestimenti low cost: impegno, ideologia filosofica sostitutiva di chi viene preparato al lavoro già dall'adolescenza, nelle esperienze di fabbrica dell'alternanza scuola-lavoro.
Per gli studenti dei licei è un approccio sociologico pre dirigenziale. Molti di loro si dedicheranno alle libere professioni, soprattutto se ereditarie.
Non tutti gli studenti degli istituti tecnici saranno degli strumenti: chi prenderà le redini di qualche fabbrichetta eserciterà il suo potere, tanto più becero quanto più incorrerà in qualche malcapitata figura più dotata intellettualmente ed anche professionalmente di lui, ma costretta a trarne un salario.
Non gli mancheranno schiere di ruffiani e di fico-aziendali disposti/e all'omaggio.
In realtà, non c'è niente di nuovo sotto il sole.
Il fascismo risorto non alberga solo nelle ridotte periferiche delle grandi città e nei borghi sopiti delle piccole. Finora sigillato e tenuto sotto controllo dal comunismo effettivo si è liberato ed ha subito riframmentato le società europee, bypassando il vincolo comunitario ed anzi mettendolo a rischio di realizzazione differita del fascimo continentale distrutto, in una corsa sulle direttrici est-ovest, continentale e marina, dall' Armata rossa e dall'U.S.Army.
Oggi che le geostrategie si sono portate, con esiti disastrosi sulle rotte del petrolio calante e delle altre risorse da saccheggiare in paesi condannati alla depredazione e al sottosviluppo, nel vecchio mondo il fascismo sottostante ha riacquistato tutta la sua importanza demografica e sotto culturale e riguarda intere nazioni che già furono complici del nazismo.
La Polonia cattolica che salutò con entusiasmo e collaborò al tentativo di estinzione degli Ebrei, punisce penalmente chiunque lo ricordi ai suoi cittadini, sollevandoli per decreto dal riconoscimento delle nefandezze pre e belliche, così come, domani, di quelle, che sugli stessi versanti, si prospettano.
La Russia oligarchica di Putin, in collaborazione con il Patriarcato della Chiesa cristiana ortodossa, finanzia e collabora, attraverso associazioni e fondazioni, al finanziamento di tutti i gruppi e gruppuscoli che inseriscono dei cunei nell'Unione europea: fra questi, in primis, Casa Pound e i leghisti salviniani.
La Russia è, per unanime riconoscimento, impegnata nel condizionamento costante e studiato, delle espressioni elettorali di tutto il mondo libero, come una grande potenza, non più totalitaria, ma imperiale e attenta a volgere al meglio i suoi interessi, senza farsi circondare dalle pur presenti potenze ostili.
La democrazia è ovunque un simulacro e viene confusa con la scomposta dinamica economica, anche se quest'ultima crea una povertà crescente, ma non pericolosa, perchè senza identità né scopi, neppur potenziali.
Ecco che il fascismo riscopre le sue forme plebee, più orizzontalmente popolari, sotto l'egida di tutti i reazionarismi storici, palesi e dissimulati ed ecco che riacquista subito la sua base realistica, del realismo dei pezzenti e degli ignoranti.
La guida del popolo-massa non c'è più e la risacca della bassa marea è già molto pronunciata.
La difesa, esplicita o carbonara, della libertà democratica esula necessariamente dalle aule parlamentari e dalle istituzioni dissanguate.
domenica 11 febbraio 2018
Quando i buffoni si prendono sul serio.
Insolubile indistricato groviglio di esistenze, anonimia dell'inutile, del superfluo.
La superfluità valoriale che ne discende è inattendibile, come qualsiasi fede nella predicazione.
Falsificazione, rimozione e recita capziosa, insidia recitata nei canoni delle convenzioni, velenosità sempre pronta a manifestarsi in forme mutevoli, sempre pretenziose di moralità.
Superficialità di rapporti pubblici, manicomio privato, coppie male assortite e lento declinare nel fallimento relazionale, pur pretendendo che i figli debbano avere destino ideale.
Impossibile, casuale e sempre fuorviante.
Le utopie non contano eppure non muoiono mai, perchè sono psicologicamente utili a tutti i falliti e i mutilati dello spirito: sono una forma di religione compensatoria della vacuità di quasi tutte le esistenze.
L'amore cattolico si basa su questa consapevolezza e ne trae profitto, ai piani alti, ai quali sono destinati i figli minori di famiglie altolocate, secondo un canovaccio medievale mai dismesso.
A fare da raccoglitori ci sono i preti poveri ed illusi, che si consumano nella noia e nei vizi piccini a loro destinati.
Nessuno è vittima della società, bensì di se stesso in rapporto monco o deforme con la società medesima, dalla quale non si sa prescindere e che si è indotti ad imitare invidiosamente, facendosi attribuire atteggiamenti ed immagine, da quelle scimmie che siamo.
Non v'è proposito che non sia egoistico: le folle ignave si accodano e spesso esagerano.
Sono sempre più realiste del re.
Proseguono per tutta la vita in questo auto inganno e se ne tediano quando la vita volge al termine e la vis, mal indirizzata e sprecata, scema.
D'altra parte, se tutti esercitassero senza freni inbitori la loro vis, la ubris sarebbe orizzontale e caotica; non consentirebbe più l'uso esclusivo, dei maggiorenti, ben presenti e rappresentati, riconosciuti e officiati, anche nelle società democratiche.
Solo formalmente democratiche.
Questo piccolo teatro compendia omogeneamente tutte le parti ed i ruoli, in un gioco avvilente di finzioni sfinenti, esercitate a tutti i livelli, senza interromperne la riproduzione.
Ciascun, nascendo, si colloca prospetticamente in caselle predefinite: ben di rado e spesso millantatamente, avvengono rovesciamenti di cavallo subito richiamati ad attestare la virtuosità fattiva del modello.
Sono solo le eccezioni che confermano la regola.
Ci sono molte figure seriose che fingono di prendersi sul serio, ma ce ne sono molte di più che credono, pretendono di salvaguardare un gioco di ruolo che non trova nessuna corrispondenza in interiore homine-muliere.
L'acidosi caratteriale ne è sintomo ed effetto.
L'uomo e la donna grassi, bolsi, invecchiati scoprono la quieta (?) saggezza che non avevano mai praticato per tutta la vita e se ne fanno alfieri, pigri fin nel motteggio.
Il codice della socievolezza che intruppa ed esclude è indissolubilmente buffonesco.
La superfluità valoriale che ne discende è inattendibile, come qualsiasi fede nella predicazione.
Falsificazione, rimozione e recita capziosa, insidia recitata nei canoni delle convenzioni, velenosità sempre pronta a manifestarsi in forme mutevoli, sempre pretenziose di moralità.
Superficialità di rapporti pubblici, manicomio privato, coppie male assortite e lento declinare nel fallimento relazionale, pur pretendendo che i figli debbano avere destino ideale.
Impossibile, casuale e sempre fuorviante.
Le utopie non contano eppure non muoiono mai, perchè sono psicologicamente utili a tutti i falliti e i mutilati dello spirito: sono una forma di religione compensatoria della vacuità di quasi tutte le esistenze.
L'amore cattolico si basa su questa consapevolezza e ne trae profitto, ai piani alti, ai quali sono destinati i figli minori di famiglie altolocate, secondo un canovaccio medievale mai dismesso.
A fare da raccoglitori ci sono i preti poveri ed illusi, che si consumano nella noia e nei vizi piccini a loro destinati.
Nessuno è vittima della società, bensì di se stesso in rapporto monco o deforme con la società medesima, dalla quale non si sa prescindere e che si è indotti ad imitare invidiosamente, facendosi attribuire atteggiamenti ed immagine, da quelle scimmie che siamo.
Non v'è proposito che non sia egoistico: le folle ignave si accodano e spesso esagerano.
Sono sempre più realiste del re.
Proseguono per tutta la vita in questo auto inganno e se ne tediano quando la vita volge al termine e la vis, mal indirizzata e sprecata, scema.
D'altra parte, se tutti esercitassero senza freni inbitori la loro vis, la ubris sarebbe orizzontale e caotica; non consentirebbe più l'uso esclusivo, dei maggiorenti, ben presenti e rappresentati, riconosciuti e officiati, anche nelle società democratiche.
Solo formalmente democratiche.
Questo piccolo teatro compendia omogeneamente tutte le parti ed i ruoli, in un gioco avvilente di finzioni sfinenti, esercitate a tutti i livelli, senza interromperne la riproduzione.
Ciascun, nascendo, si colloca prospetticamente in caselle predefinite: ben di rado e spesso millantatamente, avvengono rovesciamenti di cavallo subito richiamati ad attestare la virtuosità fattiva del modello.
Sono solo le eccezioni che confermano la regola.
Ci sono molte figure seriose che fingono di prendersi sul serio, ma ce ne sono molte di più che credono, pretendono di salvaguardare un gioco di ruolo che non trova nessuna corrispondenza in interiore homine-muliere.
L'acidosi caratteriale ne è sintomo ed effetto.
L'uomo e la donna grassi, bolsi, invecchiati scoprono la quieta (?) saggezza che non avevano mai praticato per tutta la vita e se ne fanno alfieri, pigri fin nel motteggio.
Il codice della socievolezza che intruppa ed esclude è indissolubilmente buffonesco.
sabato 10 febbraio 2018
La banalità del quotidiano.
C'è una banalità evidente nell'agire quotidiano.
Gli unici punti di ritrovo di massa sono i supermercati.
Anche gli stadi sono semideserti, tranne quando gioca la Juventus: allora i tifosi, per scalmananrsi, fanno un'eccezione a SKY.
Il festival di San Remo ha ripreso a fare audience, molto più che una spenta quanto gridata, inutile campagna elettorale.
Il tempo è propizio per la muscolarità del non pensiero, laddove alla latitanza dell'impegno complesso, anzi al vuoto pneumatico e all'impotenza decisionale, si sono sostituiti i pugili, i picchiatori, gli sproloquiatori a ruota libera.
Gli altri tacciono: sanno di non avere niente da dire e si limitano, ripetitivamente a celebrare riti esorcistici contro un demone che non si cura più di loro.
La gente, ricollocata nella sua mediocrità senza sbocchi, frigge, si annoia, vorrebbe rivitalizzarsi attraverso il patibolo .
Il movimento 5 stelle avrà un formidabile successo, poi resterà all'opposizione, riedizione borghese e legittimista del P.C.I.
Beppe Grillo lo ha servito bene, ma ora che la gestione è passata alla Casaleggio & C. è ora di lasciarlo.
Invece toccherà vette di suffragio pericolose.
Pericolose perché nell'assenza di programmi di governo, per quanto pubblicitari siano, saranno surrogati da qualcuno o qualche cosa di non chiaramente identificabile, ma certamente non da un soggetto democratico, che non saprebbe su che cosa appoggiarsi.
Berlusconi fa come Beppe Grillo e, come lui, è ineleggibile.
Fa però il testimonial di una destra divisa e conflittuale, che, accettando la sua regia e la sua immagine, ogni giorno gli ricorda la sua attuale condizione di fuori gioco.
Oltretutto, ha ottant'anni e non si capisce bene che cosa lo induca al revival elettorale.
La volta precedente, più di vent'anni fa, la sua discesa in campo coincise con il più grande ribasso di Mediaset in Borsa, ma adesso, in fin di vita, che cosa lo spinge, nonostante le forze limitate?
L'unica cosa certa è che le influenze sottostanti, di cui la vulgata popolare è solo il bacile dei suffragi, sono sempre le stesse, meno avvertibili per l'intervenuto ricambio generazionale.
Intanto la cinesi sociale, senz'altro scopo che una faticosa e talvolta inutile lotta per il mantenimento, base dello status quo, si constata, senza capirne l'eventuale scopo nella vita di ogni giorno.
L'incentivazione a scoppiare, correndo, è senza tregua e troppi considerano un privilegio ammazzarsi di fatica per scopi assolutamente esogeni al loro inesistente destino.
Gli unici punti di ritrovo di massa sono i supermercati.
Anche gli stadi sono semideserti, tranne quando gioca la Juventus: allora i tifosi, per scalmananrsi, fanno un'eccezione a SKY.
Il festival di San Remo ha ripreso a fare audience, molto più che una spenta quanto gridata, inutile campagna elettorale.
Il tempo è propizio per la muscolarità del non pensiero, laddove alla latitanza dell'impegno complesso, anzi al vuoto pneumatico e all'impotenza decisionale, si sono sostituiti i pugili, i picchiatori, gli sproloquiatori a ruota libera.
Gli altri tacciono: sanno di non avere niente da dire e si limitano, ripetitivamente a celebrare riti esorcistici contro un demone che non si cura più di loro.
La gente, ricollocata nella sua mediocrità senza sbocchi, frigge, si annoia, vorrebbe rivitalizzarsi attraverso il patibolo .
Il movimento 5 stelle avrà un formidabile successo, poi resterà all'opposizione, riedizione borghese e legittimista del P.C.I.
Beppe Grillo lo ha servito bene, ma ora che la gestione è passata alla Casaleggio & C. è ora di lasciarlo.
Invece toccherà vette di suffragio pericolose.
Pericolose perché nell'assenza di programmi di governo, per quanto pubblicitari siano, saranno surrogati da qualcuno o qualche cosa di non chiaramente identificabile, ma certamente non da un soggetto democratico, che non saprebbe su che cosa appoggiarsi.
Berlusconi fa come Beppe Grillo e, come lui, è ineleggibile.
Fa però il testimonial di una destra divisa e conflittuale, che, accettando la sua regia e la sua immagine, ogni giorno gli ricorda la sua attuale condizione di fuori gioco.
Oltretutto, ha ottant'anni e non si capisce bene che cosa lo induca al revival elettorale.
La volta precedente, più di vent'anni fa, la sua discesa in campo coincise con il più grande ribasso di Mediaset in Borsa, ma adesso, in fin di vita, che cosa lo spinge, nonostante le forze limitate?
L'unica cosa certa è che le influenze sottostanti, di cui la vulgata popolare è solo il bacile dei suffragi, sono sempre le stesse, meno avvertibili per l'intervenuto ricambio generazionale.
Intanto la cinesi sociale, senz'altro scopo che una faticosa e talvolta inutile lotta per il mantenimento, base dello status quo, si constata, senza capirne l'eventuale scopo nella vita di ogni giorno.
L'incentivazione a scoppiare, correndo, è senza tregua e troppi considerano un privilegio ammazzarsi di fatica per scopi assolutamente esogeni al loro inesistente destino.
venerdì 9 febbraio 2018
Incoesi
Nella percezione e nell'illustrazione dei già migrati c'è una discrasia di riferimenti propagandati, acriticamente recepiti e rilanciati in una circolarità fine a se stessa.
Alla condizione materiale di irricevibilità dei coloni potenziali di una civiltà già occupata, privi di riferimenti univoci, che non siano mafie etniche, non possono scalzarla e a loro volta relegarla: lo hanno fatto gli israeliani in palestina, dietro mandato e perchè ebrei, titolari cioè di un'identità sentita da religiosi ed agnostici in qualunque parte del mondo si trovino a vivere e coagulata nel sionismo.
I migrati ( non ancora i migranti ) sono illusi in fuga da una insoddisfazione materiale, scacciati dai loro rifugi domestici, indifferenti agli indigeni, fiduciosi in un'accoglienza spontanea che li possa mettere in condizione di acquisire gli standard televisivi degli ospitanti.
Un esodo religioso e speranzoso; per questo la Chiesa li sponsorizza.
L'esodo interminabile degli ebrei è stato e rimane senza speranza che non consista in un eterno movimento ed in una coesione tanto profonda, quanto inconscia.
I migrati vanno invece a costituire delle discariche di rifiuti, in prossimità delle quali a loro volta risiedono.
Quanto ne deriverà non sarà difforme dall'humus sul quale sono cresciute le male piante autoctone, facenti parte dell'extra comunitarismo puramente formale di qualsiasi società.
Il comunismo primitivo non trova applicazione nell'empiria dell'esistenza e a una condizione non può che succederne un'altra identica o del tutto analoga.
L'ambiente nel quale questa infelicità viene a sinergizzarsi, è prossimo al sotto proletariato urbano, che però non lo riconosce, non lo accoglie, scoprendo e difendendo in armi l'etnicità delle assegnazioni semi gratuite, dei servizi sociali di sostegno, un senso di appartenenza mai provato sino ad ora, un senso di appartenenza contro.
L'illustrazione che viene propalata o nella migliore delle ipotesi proposta, di questa umanità estranea, perciò inferiore, in quanto povera - ben diversa sarebbe l'accoglienza e la piaggeria disponibile se fossero titolari di ricchezze e di approdi raggiungibili - è novellistica, fra il libro cuore e il cuore di tenebra.
Intanto, nella pancia del popolo qualunque gorgoglia quel che non miscela nel cervello e la scusa di avere un nemico non protetto da una retorica comune li libera come dei martiri della razza, di una delle tante italie della paranoia senz'altri strumenti che un'arma.
Giudizi e giustificazioni, in campagna elettorale, sono derivati delle indagini demoscopiche sui potenziali elettori.
L'errore mortale dei migranti, non ancora migrati, consiste nell'invidualità dei loro atti volontaristici, estesi solo alla propria famiglia.
Una volta abbandonato il terreno di coltura del loro ambiente insediativo, si rendono conto che senza nessun legame - fosse anche solo avvertito - profondo, di popolo, interiorizzato, proprio perché sbalzati fuori dal loro guscio improvvisamente e - ritengono - per una sola volta nella vita: la loro, la speranza è stata vana.
Così, comunque vaghino, non troveranno mai approdo, anzi, la loro evidenza di sradicati senza prospettive li metterà alla mercé dei reclutatori di manovalenza per ogni genere di opera e del rigetto di coloro che vivono in una condizione di mediocrità stabile.
Manca poco a che sia trascorsa l'esperienza dei primi precari in patria.
Saranno come loro.
Incoesi.
Alla condizione materiale di irricevibilità dei coloni potenziali di una civiltà già occupata, privi di riferimenti univoci, che non siano mafie etniche, non possono scalzarla e a loro volta relegarla: lo hanno fatto gli israeliani in palestina, dietro mandato e perchè ebrei, titolari cioè di un'identità sentita da religiosi ed agnostici in qualunque parte del mondo si trovino a vivere e coagulata nel sionismo.
I migrati ( non ancora i migranti ) sono illusi in fuga da una insoddisfazione materiale, scacciati dai loro rifugi domestici, indifferenti agli indigeni, fiduciosi in un'accoglienza spontanea che li possa mettere in condizione di acquisire gli standard televisivi degli ospitanti.
Un esodo religioso e speranzoso; per questo la Chiesa li sponsorizza.
L'esodo interminabile degli ebrei è stato e rimane senza speranza che non consista in un eterno movimento ed in una coesione tanto profonda, quanto inconscia.
I migrati vanno invece a costituire delle discariche di rifiuti, in prossimità delle quali a loro volta risiedono.
Quanto ne deriverà non sarà difforme dall'humus sul quale sono cresciute le male piante autoctone, facenti parte dell'extra comunitarismo puramente formale di qualsiasi società.
Il comunismo primitivo non trova applicazione nell'empiria dell'esistenza e a una condizione non può che succederne un'altra identica o del tutto analoga.
L'ambiente nel quale questa infelicità viene a sinergizzarsi, è prossimo al sotto proletariato urbano, che però non lo riconosce, non lo accoglie, scoprendo e difendendo in armi l'etnicità delle assegnazioni semi gratuite, dei servizi sociali di sostegno, un senso di appartenenza mai provato sino ad ora, un senso di appartenenza contro.
L'illustrazione che viene propalata o nella migliore delle ipotesi proposta, di questa umanità estranea, perciò inferiore, in quanto povera - ben diversa sarebbe l'accoglienza e la piaggeria disponibile se fossero titolari di ricchezze e di approdi raggiungibili - è novellistica, fra il libro cuore e il cuore di tenebra.
Intanto, nella pancia del popolo qualunque gorgoglia quel che non miscela nel cervello e la scusa di avere un nemico non protetto da una retorica comune li libera come dei martiri della razza, di una delle tante italie della paranoia senz'altri strumenti che un'arma.
Giudizi e giustificazioni, in campagna elettorale, sono derivati delle indagini demoscopiche sui potenziali elettori.
L'errore mortale dei migranti, non ancora migrati, consiste nell'invidualità dei loro atti volontaristici, estesi solo alla propria famiglia.
Una volta abbandonato il terreno di coltura del loro ambiente insediativo, si rendono conto che senza nessun legame - fosse anche solo avvertito - profondo, di popolo, interiorizzato, proprio perché sbalzati fuori dal loro guscio improvvisamente e - ritengono - per una sola volta nella vita: la loro, la speranza è stata vana.
Così, comunque vaghino, non troveranno mai approdo, anzi, la loro evidenza di sradicati senza prospettive li metterà alla mercé dei reclutatori di manovalenza per ogni genere di opera e del rigetto di coloro che vivono in una condizione di mediocrità stabile.
Manca poco a che sia trascorsa l'esperienza dei primi precari in patria.
Saranno come loro.
Incoesi.
Iscriviti a:
Post (Atom)